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Il recesso dalla S.n.c. non libera il socio dal pagamento delle tasse

18 Aprile 2013 | Autore:
Il recesso dalla S.n.c. non libera il socio dal pagamento delle tasse

Al socio non basta il recesso dalla società per liberarsi dal pagamento delle tasse; occorre la sua cancellazione dal registro delle imprese.

Il recesso dalla S.n.c non libera il socio dalle obbligazioni assunte nei confronti del terzo (per es. tasse); egli resta responsabile fino al momento in cui l’uscita dalla società (per recesso, esclusione o cessione della quota di partecipazione sociale) viene iscritta nel registro delle imprese o fino a quando è conosciuta dal terzo creditore [1].

La perdita della qualità di socio, infatti, costituisce una modificazione dell’atto costitutivo della società e, pertanto, deve essere iscritta presso il registro delle imprese. La registrazione rappresenta una forma di “pubblicità” che libera il socio dalle obbligazioni assunte dalla società successivamente alla data dell’iscrizione, momento in cui tutti i creditori vengono potenzialmente a conoscenza della sua uscita dalla compagine sociale.

Ecco un esempio: Nel gennaio 2010, X diventa socio di una S.n.c; egli decide di uscire dalla società il 18 aprile 2013, data in cui cede la propria quota ad una altro soggetto. L’atto di cessione delle quota viene registrato il 18 dicembre 2013. Il socio uscente deve pagare le tasse dovute per il periodo che va da gennaio 2010 al 18 giugno 2013 (data della registrazione) e non al 18 aprile (data di uscita), a meno che non provi che il Fisco già il 18 aprile era conoscenza del fatto che lui non fosse più socio.

Come si può notare, è importante per l’ex socio che si proceda il prima possibile all’iscrizione nel registro delle imprese per impedire che, nonostante la propria uscita, egli resti ancora responsabile per le nuove obbligazioni che la società assume. La registrazione nel registro delle imprese deve essere richiesta entro trenta giorni dall’amministratore della società o, se quest’ultimo non provvede, da ciascun socio [2].


note

[1] Cass. sent. n. 6230 del 13.03.2013.

[2] Art. 2300 cod. civ.


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