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Disoccupazione, nuova procedura ancora ferma

17 Novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Novembre 2015



Complicato ed attuato solo in parte il nuovo percorso per ottenere lo stato di disoccupazione.

 

A due mesi dall’entrata in vigore del Decreto di Riforma delle politiche attive del lavoro [1], ancora nulla, o quasi, è cambiato, in tema di disoccupazione. Non è operativo, difatti, il Portale delle Politiche attive del lavoro, attraverso al quale accedere al Sistema informativo Unico per la profilazione del lavoratore: la piena operatività è comunque prevista per gennaio 2016.

Una “tregua” soltanto momentanea, dunque, per i Centri per l’impiego (Cpi) ed i Centri servizi per il lavoro (Csl).

Parliamo di tregua perché il nuovo iter, che costituirà una corsa ad ostacoli per i disoccupati, avrà delle conseguenze infauste anche su Cpi e Csl, che saranno quasi certamente intasati all’inverosimile, a causa delle sottoscrizioni obbligatorie dei patti di servizio. Patti di servizio che esistono, è vero, già da ora, ma sono stipulati a macchia di leopardo, solo da parte di chi si reca personalmente nei centri, e non da chi rende la dichiarazione di disponibilità attraverso l’Inps.

Ma come funzionerà la nuova procedura per la disoccupazione?

Disoccupati senza assegno

Per i lavoratori disoccupati che non abbiano diritto alla Naspi (il nuovo trattamento che ha sostituito Aspi e Mini Aspi, che a loro volta avevano sostituito Ds ordinaria ed a requisiti ridotti), o alla Dis-Coll (l’assegno di disoccupazione per i parasubordinati, meglio noti come Co.co.co.) l’iter per ottenere lo stato di disoccupazione prevede i seguenti passaggi:

– iscrizione al Sistema informativo unico delle politiche attive per il lavoro, tramite il portale web dell’Anpal (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro);

– rilascio della Did (dichiarazione d’immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e di partecipazione alle politiche attive del lavoro da concordare nel patto di servizio), tramite lo stesso portale web;

– entro 30 giorni dal rilascio della Did, il disoccupato dovrà poi recarsi presso un Centro per l’impiego (Cpi) o un Centro servizi per il lavoro (Csl), per confermare lo stato di disoccupazione e stipulare il patto di servizio;

– qualora sia decorso il suddetto termine, entro un tot.   di giorni, che sarà indicato da un decreto ministeriale, il Cpi o il Csl competente dovrà contattare il disoccupato, per la stipula del patto di servizio.

 

Disoccupati percettori di ammortizzatori sociali

Qualora il lavoratore sia destinatario di Naspi o Dis-Coll, dovrà seguire il presente iter:

richiesta Naspi o Dis-Coll, e contestuale Did (dichiarazione d’immediata disponibilità) resa direttamente all’Inps, tramite la domanda online ( o via Patronato) di ammortizzatore sociale;

– successivamente, l’Inps dovrà notificare all’Anpal il rilascio della Did, per l’inserimento nel portale;

– nei successivi 15 giorni, il disoccupato dovrà poi recarsi presso un Centro per l’impiego (Cpi) o un Centro servizi per il lavoro (Csl), per confermare lo stato di disoccupazione e stipulare il patto di servizio;

– anche in questo caso, decorso il suddetto termine, entro un tot.   di giorni il Cpi o il Csl competente dovrà contattare il disoccupato, per la stipula del patto di servizio;

– qualora, dopo 60 giorni, non ci sia stato nessun contatto da Cpi o csl, il lavoratore potrà richiedere le credenziali per accedere al portale Anpal, per completare la profilazione e richiedere, dopo 4 mesi di percezione della Naspi, l’Asdi (Assegno di ricollocazione).

Partecipazione alle politiche attive del lavoro

Chiaramente, il percorso non termina qui, nel senso che la profilazione e la stipula del patto di servizio sono solo un primo step per il reinserimento del lavoratore nel mondo del lavoro: qualora dunque il disoccupato non solo rifiuti un impiego congruo, ma non partecipi a iniziative formative e di orientamento, rischierà pesanti sanzioni, che arrivano alla perdita dello stato di disoccupazione e degli ammortizzatori sociali.

Per conoscere tutte le sanzioni nel dettaglio, vi consigliamo di vedere il nostro approfondimento: niente disoccupazione per chi non cerca attivamente lavoro.


note

[1] D.lgs. 150/2015.

Autore immagine: 123rf com


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