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Il compost: concime per le piante dell’orto in terrazza

17 novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 novembre 2015



Come fare l’orto in casa e sul balcone: piante, terreno, concime, tecniche di coltivazione, come allevare i lombrichi.

Il compost è una risorsa preziosa, un concime perfetto per le piante e per il terreno, che si può preparare senza fatica anche sul balcone di casa. Fornisce sostanze nutritive, migliora la struttura del terreno, facilitando l’assorbimento di acqua e aria, e crea l’habitat per milioni di organismi che a loro volta contribuiscono al benessere delle piante. I residui vegetali di cucina, o dell’orto, come bucce, fiori, foglie, steli contengono molti elementi nutritivi che sarebbe un peccato sprecare. è possibile usare anche altri resti (per esempio croste di formaggio) ma in generale un compost solo vegetale ci mette molto meno tempo a diventare maturo, e dunque utilizzabile.

 

La tavola imbandita

Appena i resti entrano in contatto con il terreno, una folla di organismi li degradano e subiscono un processo di decomposizione che altera le sostanze organiche di partenza e le trasforma biochimicamente in una sostanza marrone scuro, di struttura polimerica: l’humus. Viene ritenuto un prodotto di sintesi microbica estremamente complesso, che contiene zuccheri, polipeptidi, polimeri, amminoacidi, che ha proprietà colloidali, e dunque trattiene tra di loro le particelle del terreno e rende disponibili i cationi degli elementi minerali. Mentre i resti freschi possono avere una composizione molto variabile, l’humus ha un rapporto tra carbonio e azoto sempre abbastanza simile, anche se diverso a seconda dei materiali di partenza. Può variare tra 30 e 10.

Per ottenere questa preziosa sostanza, bisogna creare un giusto rapporto tra terra, avanzi vegetali, aria, acqua e azoto, indispensabile perché attiva i batteri decompositori. Il processo di decomposizione sviluppa calore, ma la temperatura non deve mai superare i 70 gradi, perché le sostanze verrebbero bruciate. Non deve neanche marcire: fermentazione e decomposizione sono processi che corrispondono a nuove sintesi, la marcescenza invece è solo degradazione in assenza di ossigeno. Il processo di compostaggio richiede tempo, almeno tre mesi.

Ma, contrariamente a quanto si pensa, non produce odori sgradevoli, perché il terreno e altri materiali neutralizzano subito gli eventuali processi di putrefazione (marcescenza) mutandoli nella trasformazione umica. In questo processo ha una sua importanza anche il sole: il cumulo deve ricevere luce, ma essere protetto nelle ore più calde, soprattutto in estate. Le posizioni migliori dunque sono esposte a est o a ovest, mentre se ci si trova a sud, sarà necessario prevedere una ombreggiatura nei mesi più caldi.

 

Come procedere

Per ottenere un compost si può utilizzare un bidone di 50 centimetri di diametro, oppure un cassone di legno, o ancora, se si dispone di terra, si può realizzare un cumulo. Entrambi vanno protetti dalla pioggia con un coperchio. In pratica i vari materiali vengono stratificati, a successione. Non è necessario mescolare, anzi. Mescolare significa rallentare la decomposizione degli strati che si trovano già in stadio avanzato, e che invece potrebbero già essere utilizzati. Il primo strato, da porre sul fondo, deve essere uno strato drenante, costituito da ghiaia fine, o argilla espansa, da rametti e foglie secche, e deve essere alto 10-15 centimetri. Sopra va steso uno strato di terreno di circa 5-10 centimetri. Poi si procede con i resti. Sopra a ogni strato di resti è bene mettere della paglia, o dello sfalcio secco, o foglie secche e uno strato sottile di terra.

 

Verticale o orizzontale

Il compost in cassone o bidone è verticale: è bene dunque prevedere una porta sul fondo, per estrarre il materiale già pronto, e continuando invece a creare il compost caricando dall’alto. Chi ha uno spazio maggiore può organizzare il cumulo invece in strati orizzontali, procedendo per esempio da sinistra a destra. In questo modo non si deve estrarre il materiale da sotto, ma ci si limita ad accedere alla parte di cumulo più vecchia. Ogni volta che si aggiunge uno strato si prepara una fetta verticale che viene affiancata alla precedente, e gli strati si intervallano con paglia, foglie secche, sfalcio e terra, come sopra. Nel compost è importante la circolazione dell’aria, per evitare marciumi. Se ha piovuto o avete aggiunto resti troppo bagnati, praticate dei fori, oppure aggiungete segatura, cenere o paglia. Un buon grado di umidità è importante per assicurare i processi. In estate annaffiate. Il calore è indispensabile: in inverno la decomposizione si arresta: meglio coprire il contenitore con una vecchia coperta di lana. Infine un componente importante è l’azoto: in assenza di azoto i batteri fanno più fatica a fare il loro lavoro. Si possono aggiungere attivatori, come farina di alghe. E se il gatto fa pipì sul compost c’è solo da guadagnarci. Sono consigliabili anche trattamenti a base di piante aromatiche: infuso di camomilla, macerato di ortica, estratto di valeriana, decotti di achillea. Le erbe si possono aggiungere anche in forma essiccata, ridotte a polvere: contengono molti microelementi e vitamine.

 

COSA BUTTARE?

In linea di teorica, nel cumulo possono essere buttati tutti i rifiuti di origine organica. Il materiale di partenza però condiziona i tempi di decomposizione della massa. I rifiuti solo vegetali, sono più veloci a decomporsi: in tre mesi è possibile avere un ottimo compost. Se all’interno vengono buttate croste di formaggio, avanzi di grassi da cucina, ci vogliono dai 3 ai 6 mesi. La carne e le ossa allungano i termini a oltre un anno. Anche gusci di nocciole, uova, se non ben sminuzzati, possono rimanere tali e quali. In generale dunque, tanto più si usano componenti ridotti in piccole parti, tanto più veloce sarà il processo di trasformazione.

 

Senza titoloCome funziona

Nello schema qui accanto ogni ingrediente è stato classificato in una delle 4 categorie: marrone, verde, umido e non consigliato. La composizione del cumulo deve essere fatta in modo che la parte verde sia mescolata in giusta proporzione con quella marrone, considerando anche la componente umidità. Generalmente si può stabilire un rapporto di 1 a 1. Se invece la parte verde è molto umida, sarà necessario metere 3 parti di marrone e 1 di verde. Gli avanzi di verdure bollite per esempio, sono troppo acquosi e possono marcire invece di decomporsi. Se li usate, contribuite con paglia o foglie secche. La carta va dosata: 1 parte contro 4 di verde, e non deve essere né di quotidiano, né patinata.

ALLEVARE I LOMBRICHI

 

L’allevamento dei lombrichi risale all’antichità, ma ce ne siamo dimenticati. Eppure le virtù di questo animale sono note a tutti: migliora la struttura del terreno, fornisce sostanze nutritive, combatte alcuni parassiti. I lombrichi si possono aggiungere alla terra di vasi e cassoni, ma anche al compost. Allevarli non è difficile. Basta preparare un contenitore alto circa 30-40 centimetri. Va messo in un angolo in mezz’ombra. Il contenitore non deve essere ermetico, ma consentire un discreto passaggio di aria. Attenzione però che non ci siano buchi, perché i lombrichi possono fuggire. L’ideale è una cassa di legno, o un pallet. Va rivestito con fogli di carta di giornale, bagnata, coperto di foglie secche e poi riempito con uno strato di compost, oppure terriccio. In tutto circa 20 centimetri.

Come nutrirli

A questo punto si aggiunge il nutrimento, ovvero resti di vegetali. Il lombrico degrada praticamente tutto: resti di cucina, erba, fiori secchi, pezzetti di carta, meglio se sempre bagnata, e in quantità moderate. Il cibo non va aggiunto in quantità eccessive. Uno strato di circa 7 centimetri a settimana può bastare. E cercate di fornire una miscela variata. I lombrichi lavorano il materiale dal basso verso l’alto. Potete quindi prelevare il terriccio già lavorato sul fondo, e usarlo per concimare i vasi. Aggiungete anche dei pezzi di cartone inumidito. è in questi punti che sarà facile ritrovare le uova. Se disponete di cassoni per l’orto, o del cumulo di compostaggio, potete mettere le uova direttamente nel terreno. In questo caso aggiungerete alla terra qualche resto vegetale. Il lombrico ha bisogno di luce, ma anche di ombra. Il contenitore per i lombrichi dunque dovrà avere un coperchio, per metà scuro e per metà trasparente. Dovrà essere impermeabile all’acqua, per evitare la pioggia, ma dovrà far passare l’aria al di sotto. I lombrichi hanno qualche esigenza anche in fatto di temperature: in inverno è meglio proteggerli con una coperta vecchia, o della paglia. In estate meglio evitare il sole durante le ore centrali, ed eventualmente, se la temperatura è troppo alta, e l’atmosfera troppo asciutta, è meglio inumidire. In generale all’interno del contenitore ci deve essere sempre un clima umido.

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