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News Nuovi sconti per la casa: Imu, Tasi, affitti e IVA agevolata

News Pubblicato il 18 novembre 2015

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Modifiche alla Legge di Stabilità: tetto Imu-Tasi al 4 per mille per gli affitti concordati.

Chi darà in affitto la casa con contratto di locazione a canone concordato potrà ottenere uno sconto sul pagamento dell’Imu e della Tasi; una maggiore flessibilità per l’Iva agevolata al 2% per l’acquisto di una nuova prima casa, che potrà scattare anche se non è stata prima ceduta quella vecchia a patto che la vendita arrivi entro un anno. Sono queste le misure previste dall’emendamento presentato in Commissione Bilancio al Senato. In più le esenzioni per le cooperative edilizie saranno applicate anche alle case concesse a studenti universitari che siano soci assegnatari della coop, anche se non la loro residenza è altrove.

Quanto alla prima misura, la riduzione delle imposte sulla casa per chi accetterà il canone “calmierato”, si applicherà solo nelle città “ad alta tensione abitativa”: lo sconto consisterà in un tetto del 4 per mille alla somma di Imu e Tasi. In questo modo, i canoni concordati recuperano il vantaggio fiscale che era stato azzerato negli ultimi tre anni.

L’altro capitolo caldo è l’esenzione dall’Imu e Tasi per le seconde case date in comodato gratuito a figli o genitori. Qui le notizie non sono buone perché attualmente il testo pone come paletti due condizioni che renderanno il beneficio a vantaggio di pochissimi contribuenti: per evitare il pagamento dell’imposta, il comodante (colui cioè che concede l’immobile gratuitamente ai figli o ai genitori):

– deve aver utilizzato la casa in questione come abitazione principale nel 2015;

– non deve possedere alcun altro immobile abitativo in tutta Italia.

Inoltre l’esenzione è valida solo per le case non di lusso (cioè fuori dalle solite categorie catastali A/1, A/8 e A/9).

Tali limiti sono stati necessari per evitare che gli italiani, nel tentativo di rendere esenti le case al mare o in montagna, le concedano, solo sulla carta, in comodato gratuito ai figli. Tuttavia, in questo modo, il beneficio andrà incontro a una platea limitatissima di proprietari: a non pagare la Tasi e l’Imu, infatti, sarà solo chi esce da casa propria per darla ai figli o ai genitori, e va ad abitare in affitto non potendo possedere “un altro immobile ad uso abitativo in Italia”.

Il correttivo, infine, rischia di far cadere anche le agevolazioni fiscali finora concesse dai Comuni ai comodatari; le regole attuali, infatti, prevedono per i sindaci la possibilità di assimilare all’abitazione principale le case concesse in comodato a figli e genitori purché l’Isee familiare del comodatario non superi i 15mila euro, oppure per le quote di rendita fino a 500 euro.


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