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Lo sai che? Notifica: per provare la tempestività basta il timbro dell’ufficiale giudiziario

Lo sai che? Pubblicato il 18 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 novembre 2015

Momento di perfezionamento della notifica per il notificante, non necessità della firma dell’ufficiale giudiziario per attestare la data di consegna.

La notifica tramite ufficiale giudiziario si perfeziona, per il notificante, nel momento in cui l’atto è consegnato all’ufficiale giudiziario. La prova di tale consegna può essere ricavata dal timbro apposto dall’ufficiale giudiziario sull’atto che reca il numero cronologico, la data e la specifica delle spese anche se tale timbro è privo della firma dell’ufficiale giudiziario.

Il semplice timbro, infatti, fa piena prova del momento dell’avvenuta consegna fino a querela di falso.

È quanto chiarito di recente dalla Cassazione [1].

A seguito dell’intervento della Corte Costituzionale, nel nostro ordinamento vige il principio generale della diversità del momento in cui si perfeziona la notifica di un atto per il richiedente e per il destinatario di essa:

– per il soggetto notificato vale la data di effettiva consegna dell’atto.

– per il soggetto notificante vale la data di consegna all’ufficiale giudiziario: è a questo momento che bisogna fa riferimento per verificare il rispetto degli eventuali termini imposti dalla legge (decadenze, prescrizioni, ecc.). E ciò per evitare di far ricadere sul richiedente la notifica le conseguenze negative degli eventuali ritardi postali. Ne deriva che è sufficiente, per il notificante, dimostrare che il plico è stato inoltrato per la notifica, mediante consegna all’ufficiale giudiziario, entro il termine prescritto.

Per il notificante, inoltre, la prova della consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario può essere ricavata dal timbro, anche se privo di sottoscrizione, apposto dall’ufficiale giudiziario stesso sull’atto, recante il numero cronologico, la data e la specifica delle spese, dal momento che le risultanze del registro cronologico – che l’ufficiale giudiziario deve tenere [2] – fanno fede fino a querela di falso. Pertanto, l’interessato dovrà farsi carico di esibire idonea certificazione dell’ufficiale giudiziario solo in caso di contestazione della conformità al vero di quanto indirettamente risulta da dato atto.

note

[1] Cass. sent. n. 21281/2015.

[2] Ai sensi dell’art. 116, comma 1, n. 1 d.P.R. n. 1229/1959.

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Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza 16 luglio – 20 ottobre 2015, n. 21281
Presidente Bianchini – Relatore Manna

Svolgimento del processo e motivi della decisione

I. – Il Consigliere relatore, designato ai sensi dell’ars. 377 c.p.c., ha depositato in cancelleria la seguente relazione ex arti. 380-bis e 375 c.p.c.:
“1. – Con sentenza n. 658/13 la Corte d’appello di Catanzaro dichiarava inammissibile l’appello proposto da D.B. e M.P. avverso la sentenza n. 410/11 del Tribunale di Rossano, nei confronti degli appellati A.L. e C.R.. Rilevava la Corte territoriale che mentre la sentenza impugnata era stata notificata il 16.1.2012, l’appello era stato notificato alla parte appellata il 16.2.2012, e dunque decorso il termine di cui all’art. 325 c.p.c. Osservava, quindi, che non vi era prova che l’atto di citazione in appello fosse stato consegnato all’ufficiale giudiziario in data precedente a quella dell’avvenuta notificazione ai destinatari, posto che, a fronte dell’eccezione di tardività del gravame sollevata dalla parte appellata, la dimostrazione della data d’inoltro dell’atto per la notifica non poteva essere ricavata dal timbro ivi apposto a margine, recante il numero cronologico e la data ma senza firma del ricevente, non essendo stata esibita alcuna certificazione integrativa, idonea a dimostrare la tempestività dell’impugnazione.
2. – Per la cassazione di detta sentenza D.B. e M.P. propongono ricorso, affidato ad un solo motivo.
2.1. – Resistono con controricorso A.L. e C.R..
3. – Con l’unico motivo di ricorso è dedotta la violazione degli arti. 137, 139, 325, 326 e 327 c.p.c. e il vizio d’omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione. Sostiene parte ricorrente, richiamando giurisprudenza dei questa Corte, che per il notificante la prova della tempestività della notificazione è fornita in maniera sufficiente dal timbro dell’ufficiale giudiziario apposto sull’atto, recante l’indicazione della data e del numero cronologico, ancorché privo di sottoscrizione.
4. – Il motivo é fondato.
A seguito delle sentenze della Corte cost. nn. 477/02 e 28/04, nell’ordinamento deve ritenersi operante un principio generale di scissione del momento in cui si perfeziona la notificazione di un atto. In base a tale principio la notifica si intende perfezionata in momenti diversi per il richiedente e per il destinatario di essa, dovendo le garanzie di conoscibilità dell’atto da parte di quest’ultimo contemperarsi con il diverso interesse dei primo a non subire le conseguenze negative derivanti dall’intempestivo esito del procedimento notificatorio per la parte sottratta alla sua disponibilità, sicché è sufficiente per il notificante dimostrare che il plico è stato inoltrato per la notifica, mediante consegna all’ufficiale giudiziario, entro il termine prescritto (Cass. 2261/07).
A tal riguardo la giurisprudenza di questa Corte ha affermato che la relativa prova può essere ricavata dal timbro, ancorché privo di sottoscrizione, apposto dall’ufficiale giudiziario sull’atto, recante il numero cronologico, la data e la specifica delle spese, salvo che sia in contestazione la conformità al vero di quanto da esso desumibile, atteso che le risultanze del registro cronologico, che l’ufficiale giudiziario deve tenere ai sensi dell’art. 116, primo comma, n. 1, del D.P.R. 15 dicembre 1959 n. 1229, fanno fede fino a querela di falso_ (cfr. Cass. nn. 3755115, 13640/13, 390107, 15797/05 e 6836/05). Con la conseguenza che l’interessato deve farsi carico di esibire idonea certificazione dell’ufficiale giudiziario soltanto in caso di contestazione della conformità al vero di quanto indirettamente risulta da detto atto (Cass. n. 22003/08).
Né si è mai formato presso questa Corte — anche prima dell’intervento delle S.U. n. 14294/07, che ha confermato l’orientamento anzi detto – un indiR. diverso, poiché i precedenti di segno apparentemente opposto riguardavano fattispecie dei tutto pec!-,!,ari, in cui le annotazioni sull’atto o riferite all’atto da notificare non davano alcuna garanzia sulla consegna di questo all’ufficio notifiche entro una certa data (v. in motivazione la citata sentenza delle S.U.).
5. – Pertanto, si propone la decisione dei ricorso con le forme camerali, nei sensi di cui sopra, in base all’art. 375, n. 5 c.p.c. “.
II. – La Corte condivide la relazione, rispetto alla quale solo la parte ricorrente ha depositato memoria (ovviamente adesiva).
III. – Pertanto, la sentenza impugnata va cassata con rinvio ad altra sezione della Corte d’appello di Catanzaro, che provvederà anche sulle spese di cassazione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso e cassa la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte d’appello di Catanzaro, che provvederà anche sulle spese di cassazione.


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