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Istanza di autotutela anche se i termini per il ricorso sono scaduti

18 novembre 2015


Istanza di autotutela anche se i termini per il ricorso sono scaduti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 novembre 2015



Ho ricevuto un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate e una successiva cartella esattoriale da Equitalia, ma i termini per presentare ricorso sono scaduti: poiché ritengo che l’atto sia nullo, posso presentare ugualmente un’istanza in autotutela?

Il cittadino può presentare il ricorso in autotutela anche a termini scaduti per ricorrere: difatti l’Amministrazione (si tratti, quindi, dell’Agenzia delle Entrate e, in senso ampio, anche di Equitalia) può ricorrere sempre al potere di  autotutela, anche se pende una causa o in caso di non impugnabilità dell’atto di accertamento. Anzi, secondo alcune pronunce giurisprudenziali, l’autotutela costituisce un vero e proprio obbligo in presenza delle condizioni per l’annullamento dell’atto in quanto diretta conseguenza del principio costituzionale di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione.

In pendenza del giudizio, l’autotutela avviene mediante la rinuncia alla pretesa fiscale originaria, con la conseguente cessazione della materia del contendere che comporta l’estinzione del processo pendente [1].

Si può anche presentare l’istanza in presenza di una sentenza divenuta definitiva o di un atto non impugnabile (per esempio un semplice sollecito o avviso bonario). Infine, è certamente possibile l’autotutela anche nel caso di atti per i quali l’impugnazione non può essere più effettuata per intervenuta decadenza dei termini previsti. Lo ha precisato lo stesso Ministero dell’Economia in una circolare [2].

Non si può procedere, invece, all’annullamento d’ufficio o alla rinuncia all’imposizione, per i soli casi sui quali sia intervenuta una sentenza passata in giudicato che sia favorevole all’Amministrazione finanziaria e che si sia pronunciata sul merito del rapporto tributario cui inerisce l’atto che si vorrebbe annullare [3]. In pratica, solo l’eventuale sentenza favorevole all’Amministrazione finanziaria, che abbia già valutato i motivi di merito addotti dal contribuente e, quindi, respinto le relative censure mosse, impedisce all’ufficio il potere di modifica o annullamento, relativamente, però, ai soli rilievi contestati e sui quali si è consolidato il giudicato.

Di conseguenza, è sempre possibile, in tali casi, l’autotutela per motivi diversi da quelli prospettati con l’impugnazione e che non sono stati oggetto di esame da parte del giudice.

In conclusione, non costituiscono limiti al potere di annullamento in autotutela, da parte dell’ufficio, di un atto illegittimo:

-la sentenza passata in giudicato che abbia accertato ragioni differenti rispetto a quelle presentate in autotutela, oppure che abbia respinto il ricorso per questioni “formali” (irricevibilità, difetto di giurisdizione, incompetenza, inammissibilità, improcedibilità);

-l’intervenuta definitività dell’atto per effetto dell’inutile decorso dei termini previsti per la relativa impugnazione;

-la natura dell’atto non impugnabile.

note

[1] Cass. sent. n. 3519/2010.

[2] Circ. Min. 8 luglio 1997 n. 195/E.

[3] Circ. Min. 5 agosto 1998 n. 198/S.

Autore immagine: 123rf com

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