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Lo sai che? Come si presenta un’istanza in autotutela e al call center

Lo sai che? Pubblicato il 18 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 novembre 2015

Il fac simile dell’istanza; il contribuente può chiedere l’annullamento o la sospensione dell’atto in autotutela direttamente all’ufficio o al call center al numero qui sotto indicato.

L’autotutela costituisce il potere di annullamento e di revoca degli atti amministrativi illegittimi o infondati, nonché di rinuncia, nel caso del fisco, all’imposizione.

L’amministrazione, infatti, a seguito dell’accertamento (interno o su istanza del cittadino) dell’infondatezza di un proprio atto ha il potere-dovere di:

sospendere gli effetti dell’atto che appaia illegittimo o infondato;

– eventualmente annullarlo;

– se ancora nei termini, rinnovare gli atti affetti da vizi formali.

Come si presenta l’istanza in autotutela?

L’autotutela può essere richiesta anche dai contribuenti senza particolari vincoli formali, attraverso apposita istanza. Inoltre, in alcuni casi, al fine di agevolare i contribuenti stessi, è possibile avvalersi degli appositi centri di assistenza telefonica (call center) che possono provvedere direttamente, ove possibile, ad annullare o rettificare determinati atti.

Essa può essere chiesta anche in via preventiva, cioè prima dell’emanazione di un atto formale, per contestare le rilevazioni dei verificatori contenute nei processi verbali.

L’istanza va presentata in carta semplice mediante una delle seguenti modalità:

– in maniera autonoma;

– dichiarazione messa a verbale durante un’audizione presso l’ufficio;

– inclusione in un atto processuale relativo ad altra controversia con l’ufficio fiscale.

In questi casi le richieste di annullamento o di rinuncia all’imposizione devono essere indirizzate agli Uffici competenti a procedere oppure al Garante.

Nel caso in cui la richiesta sia inviata a un Ufficio incompetente, questo è tenuto a trasmetterla all’Ufficio competente, dandone comunicazione al contribuente.

L’istanza non ha un contenuto predeterminato; essa deve comunque indicare gli estremi dell’atto del quale si richiede l’annullamento o la revoca e i motivi a fondamento della richiesta.

Un fac-simile dell’istanza di autotutela è riportato qui sotto.

Istanza di autotutela al call center

I contribuenti possono ottenere gli stessi effetti dell’istanza scritta, anche rivolgendosi direttamente ad appositi centri di servizio telefonico.

I call center rispondono al seguente numero telefonico: 848.800.444, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 17 e il sabato dalle ore 9 alle ore 13.

Essi, oltre che a svolgere le normali mansioni di servizio informazione e assistenza telefonica, possono infatti intervenire nei seguenti casi:

– errori di compilazione della dichiarazione facilmente riconoscibili;

– eccedenza d’imposta non confermata dal sistema informativo;

– versamenti (ad esempio, errata compilazione del modello F24).

Essi, inoltre, sono autorizzati, nei casi più semplici, ad annullare o rettificare le comunicazioni a seguito di liquidazione automatizzata delle dichiarazioni.

In tutti i casi di rettifica di atti errati, il precedente atto viene sostituito da uno nuovo (con la riliquidazione della dichiarazione risultante a seguito delle correzioni effettuate) che può essere ritirato presso qualsiasi Ufficio delle Entrate. Nel caso di rettifica parziale, il consulente telefonico trasmetterà via fax la nuova versione del mod. F24 precompilato per il pagamento, oppure comunicherà direttamente i dati necessari per la compilazione da parte del contribuente.

L’amministrazione è obbligata a prendere in considerazione l’istanza?

Secondo la tesi della giurisprudenza più recente, l’amministrazione non ha solo il potere, ma anche il dovere di annullare l’atto se illegittimo, e ciò anche se i termini per ricorrere sono scaduti: ciò corrisponde a un principio di buon andamento e imparzialità della P.A., per come sancito dalla Costituzione.

Pertanto:

– nel caso di un atto non definitivo, l’autotutela salvaguarda gli interessi dell’erario, evitando all’Amministrazione la soccombenza in un giudizio instaurato dal cittadino, evitando il pagamento delle spese processuali;

– nel caso di atto definitivo (non più impugnabile), l’autotutela può rispondere all’esigenza di assicurare certezza e definitività ai rapporti tributari.

Pertanto, se il provvedimento di autotutela non viene tempestivamente adottato, violando le regole di imparzialità, correttezza e buona amministrazione al punto di costringere il privato ad affrontare spese legali per proporre ricorso, la responsabilità dell’Amministrazione è innegabile.

Che fare se l’amministrazione è inerte all’istanza in autotutela?

Nel caso dell’autotutela tributaria, in caso di grave inerzia, si può chiedere l’intervento della Direzione regionale o compartimentale dalla quale l’ufficio stesso dipende. Tale situazione si verifica quando l’ufficio non provvede neppure a seguito di sollecito.

Se l’importo della pretesa fiscale fatta valere con l’atto che si intende annullare risulta superiore a € 516.456,90, l’ufficio titolare del potere di annullamento deve acquisire il preventivo parere della Direzione delle entrate.

Si può anche chiedere l’intervento del Garante del Contribuente che, con sede presso ciascuna Direzione regionale delle entrate, ha, fra l’altro, il potere di controllare l’attività degli uffici finanziari e, se lo ritiene necessario, può attivare la procedura diretta ad ottenere l’annullamento di atti di accertamento o di riscossione dei tributi notificati al contribuente.

Tale potere può essere svolto sia autonomamente sia a seguito di segnalazioni inoltrate per iscritto dal contribuente o da qualsiasi altro soggetto interessato.

L’autotutela sospende i termini per presentare ricorso?

No, i termini continuano a decorrere. Per cui è meglio, in caso di silenzio all’approssimarsi della scadenza dei giorni per la proposizione dell’impugnazione, notificare e depositare ugualmente il ricorso; in caso di accoglimento dell’istanza, il giudizio sarà archiviato per “cessazione della materia del contendere”.


FAC SIMILE ISTANZA DI AUTOTUTELA ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE

All’Agenzia delle Entrate

Ufficio di

Direzione Provinciale ufficio di…..

Oggetto: Richiesta di annullamento di atto illegittimo ai sensi dell’art. 68 del D.P.R..

  1. 287/92, dell’art. 2 quater del D.L. n. 564/94 e del D.M. n. 37/97

Il/la sottoscritt… nat… a ……… e residente in ……… Prov. ……… Cap ………, C.F.: ………, con la presente, formula

Richiesta di annullamento di atto illegittimo ai sensi dell’art. 68 del D.P.R..

PREMESSO CHE

– con atto (avviso, o cartella di pagamento) n. ……… del ………

notificato/a il ……… in relazione al periodo d’imposta ……… per il pagamento di ………

codesto Ufficio ha:

[a seconda del caso]

– accertato un imponibile(o un maggior valore) di €. ………

– chiesto il pagamento di un’imposta di €. ………

– irrogato sanzioni per €. ………

– respinto una richiesta di rimborso relativa a ………

RITENUTO CHE

Tale provvedimento è illegittimo per i seguenti motivi ………

CHIEDE

a codesto ufficio di riesaminare il provvedimento sopra indicato e di procedere al suo

annullamento ai sensi di quanto previsto dall’art. 68 del D.P.R. 27/3/92, n. 287, dall’art. 2 quater del D.L. n. 564/94, dal D.M. 37/97 (lettera circolare n. 198/S del 5/8/98 e circolare n. 258/E del 4/11/98).

Si allegano alla presente istanza i seguenti documenti

………

………

(Luogo e data)

Firma ……

note

Autore immagine: 123rf com


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