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Orto sul balcone: semi, semina e trapianto

18 novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 novembre 2015



Come coltivare l’orto in città sul terrazzo: semenzai e trapianti.

La semina, ma anche il trapianto, sono operazioni delicate, dalle quali può dipendere tutta la coltivazione successiva. Le piante, in fase di germinazione, non hanno le stesse esigenze che hanno durante la crescita. Per esempio hanno bisogno di maggiore umidità, ma non reggono all’immersione, perché in questo caso i semi possono marcire. Un altro errore frequente, è quello di mettere i semi in terra a una notevole profondità. La maggior parte delle piante invece ha bisogno di ossigeno e luce per poter germogliare.

 

Piccoli contenitori

Per partire nel modo giusto, è meglio scegliere piccoli contenitori: vasetti di torba, ma anche di carta di giornale, oppure mezzi gusci d’uovo, o ancora i vasetti dello yogurt, possono andare tutti bene. Vanno riempiti con una miscela di terra leggera e molto aerea, come torba mescolata a sabbia, o terra mescolata ad agrilite. Prima di seminare, la terra deve essere bagnata e poi strizzata, in modo da far uscire l’acqua in eccesso. Non bisogna neppure eccedere con il numero di semi: è meglio seminare tre-quattro semi in ogni vasetto, cercando di verificare che la germinabilità sia superiore al 90 per cento. Meglio pochi semi di qualità che tanti di bassa. Sopra ai semi va steso un leggerissimo strato di terra, in modo che il seme non venga coperto del tutto. Infine si può coprire il contenitore con un foglio di plastica, o di pellicola trasparente. Oppure i vasetti possono essere messi in una serretta da germinazione. Per stimolare la germinazione, prima di seminare, si può effettuare un bagno con una tisana di camomilla. I semi vanno poi tenuti al caldo: anche se si tratta di piante resistenti al freddo, in genere la germinazione è più veloce e sicura se si mantengono i 18 gradi circa. La germogliazione, per alcune piante, avviene anche quando fa più freddo, ma è più lenta. Durante il periodo che segue, bagnate sempre e solo a spruzzo, frequentemente, ma con dosi basse. Aumentate l’acqua solo quando il seme ha emesso la seconda foglia. Ricordatevi che hanno bisogno di luce, ma non di sole diretto (che può cuocere le foglie). L’ideale è una lampada a fluorescenza compatta, ma anche una finestra a sud, coperta da una tenda leggera e bianca, può andare bene.

Finalmente a casa

Il momento del trapianto arriva in genere quando è stato emesso il secondo palco di foglie vere, vale a dire quelle che hanno la forma definitiva, tipica della pianta. In genere infatti le prime foglie, i cotiledoni, hanno una forma arrotondata anche in piante con foglia frastagliata (i pomodori per esempio). Lo stelo non deve essere troppo bianco e allungato. Se le piante sono cresciute così, significa che hanno bisogno di più luce: fornitela, spostandole in un punto adatto, prima di trapiantarle. Il trapianto richiede una attenzione sia nei riguardi della parte foglia che nei riguardi delle radici. Per aiutarvi potete usare stuzzicadenti o forchettine. Liberate le piantine una a una, smuovendo la terra intorno, poi, senza toccare la parte verde, iniziate a scalzare le radici da sotto. Solo quando la piantina si sarà sollevata, potete prenderla delicatamente con le dita e, sempre aiutandovi con lo stuzzicadenti, liberarla completamente. Prima di procedere, bagnate la terra che le accoglierà. Create un foro nel punto in cui si deve trovare la piantina, con l’aiuto di un bastoncino, comprimendo la terra sui lati con un movimento circolare. Infilate le radici, facendo attenzione che non risalgano verso l’altro, ma calino invece tutte verso il basso. Considerate il livello del terreno e non infilate la pianta troppo in basso: il colletto, il punto di connessione tra parte aerea e radicale, è molto delicato e sensibile ai funghi, e non deve essere sotto terra. Subito dopo il trapianto, spruzzate acqua e fornite una pacciamatura di paglia bagnata.

Come-fare...-l'orto-in-città


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