Professionisti come imprese: via libera ai fondi e finanziamenti

19 novembre 2015


Professionisti come imprese: via libera ai fondi e finanziamenti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 novembre 2015



Avvocati, commercialisti, notai, ingegneri e altri professionisti equiparati alle PMI per l’accesso ai fondi strutturali europei Fse e Fesr.

Un emendamento alla Legge di Stabilità 2016 equipara i professionisti alle piccole e medie imprese al fine di garantire loro l’accesso ai bandi e ai finanziamenti, soprattutto quelli europei, consentiti fino ad oggi solo alle realtà imprenditoriali.

Il diritto per l’equiparazione degli studi professionali alle imprese, in quanto esercenti attività economica, era nato nel 2014 da una posizione espressa dalla Commissione Europea: quest’ultima, preso atto del ruolo occupazionale rivestito in Europa, e soprattutto in Italia, dagli studi legali, commerciali, notarili, ingegneristici, ecc., aveva raccomandato agli Stati di adottare misure che potessero rimuovere gli ostacoli per l’accesso, da parte dei professionisti, ai finanziamenti europei. Ma l’invito era rimasto lettera morta e ancor oggi le Regioni applicano i sistemi tradizionali nella programmazione dei bandi.

C’è stato poi il pallido tentativo del Ddl sul lavoro autonomo, il cosiddetto Job Act degli autonomi, che contiene solo una “raccomandazione” alle Regioni e in generale alle amministrazioni per favorire la partecipazione dei professionisti ai bandi pubblici. Il testo, peraltro, deve essere ancora approvato.

Per tagliare la testa al toro, viene oggi scritto l’emendamento alla legge di Stabilità dalle relatrici al Ddl, Federica Chiavaroli e Magda Zanoni, emendamento approvato ieri dalla commissione Bilancio del Senato.
La norma si basa sulla equiparazione, secondo il diritto europeo, dei liberi professionisti alle piccole e medie imprese, in quanto “esercenti attività economica”. In questo modo i piani operativi dei fondi strutturali 2014-2020 si intendono estesi anche ai liberi professionisti in quanto equiparati alle Pmi come esercenti attività economica, a prescindere dalla forma giuridica rivestita: secondo l’emendamento non ci devono essere restrizioni per le risorse gestite direttamente dalla Ue o erogate da Stato e Regioni da qui al 2020.

Il principio vale a prescindere dalla forma giuridica che i professionisti scelgono per svolgere l’attività (sia, quindi, come STP, come studio associato, come associazione tra professionisti che come professionisti singoli).
La necessità di esplicitare l’equiparazione dei professionisti alle Pmi per beneficiare dei fondi strutturali europei si è resa necessaria per via della distinzione, presente nel nostro ordinamento, tra i due soggetti economici, distinzione che crea importanti criticità dei professionisti/lavoratori autonomi alle misure previste dai fondi europei.

In ogni caso, l’ultima parola perché tali disposizioni governative si traducano in un effettivo beneficio a favore dei professionisti, spetta alle Regioni, che dovranno adeguare i propri bandi allargando la base soggettiva anche al mondo professionale. A onor del vero, anche prima delle indicazioni della legge di Stabilità, alcune Regioni (Toscana e Lombardia) avevano già disciplinato l’estensione delle provvidenze ai lavoratori autonomi. Resta da vedere, quindi, in che modo le altre Regioni armonizzeranno tale apertura con le proprie strategie.

Il fatto di ampliare l’ambito soggettivo di riferimento dei potenziali beneficiari dei fondi Ue anche ai professionisti potrebbe comunque aumentare la capacità del nostro Paese di utilizzare queste risorse, cosa che, invece, non sempre è riuscita in passato.

I fondi europei sono organizzati in programmi tematici, dedicati a obiettivi. All’interno dei bandi sono individuate le caratteristiche dei progetti meritevoli di finanziamento in base alle strategie regionali. I fondi strutturali, invero, seppure erogati dalla Ue, vengono gestiti dai Paesi membri per il tramite delle Regioni, ossia i soggetti più sensibili a recepire le esigenze del territorio. Tali necessità sono individuate dalle Regioni sulla scorta dei tavoli di partenariato: una prima conseguenza di quanto disposto dal Ddl Stabilità sarà, ci si augura, un sempre maggiore coinvolgimento dei professionisti in tali consessi.

note

Autore immagine: 123rf com


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