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Lo sai che? Quanto tempo ho per incassare un assegno?

Lo sai che? Pubblicato il 20 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 novembre 2015

Un mese fa ho ricevuto in pagamento un assegno bancario ma non l’ho ancora incassato: posso ancora farlo e cosa potrebbe succedere adesso?

L’assegno bancario deve essere incassato:

– entro 8 giorni dalla data di emissione (indicata in alto a destra) se pagabile nello stesso Comune entro cui è stato emesso;

– entro 15 giorni, se pagabile in un Comune diverso da quello di emissione;

– entro 20 giorni, se l’assegno bancario è pagabile in uno Stato diverso da quello in cui fu emesso, ma europeo o appartenente al bacino del Mediterraneo;

60 giorni, se l’assegno bancario è pagabile in uno Stato diverso da quello in cui fu emesso ed appartenente ad un diverso continente;

Queste scadenze sono indispensabili per la validità ai fini della levata del protesto.

È anomalo incassare un assegno molto tempo dopo averlo ricevuto, soprattutto in vista della fatica che oggi giorno si impiega per ottenere un pagamento. Ma, qualora dovesse succedere di rimandare il momento dell’incasso, anche ad un momento successivo ai suddetti termini, cosa succede? L’assegno presentato per l’incasso oltre le predette scadenze può essere incassato ugualmente, sempre che:

– sul conto del soggetto che lo ha emesso vi sia ancora il denaro necessario;

– il soggetto che lo ha emesso non abbia effettuato la revoca dell’ordine di pagamento. Infatti, durante i termini ordinari di presentazione dell’assegno, il soggetto che emette l’assegno (cosiddetto emittente) non può avere ripensamenti e non può ordinare alla banca di non pagare più l’assegno. Al contrario, superate le predette scadenze, il debitore emittente può ordinare alla banca di non effettuare più il pagamento, potendo così disporre dei fondi sul proprio conto in maniera diversa, senza incorrere nella segnalazione CAI (Centrale Allarme Interbancaria) per emissione di assegni a vuoto.

L’assegno post datato

L’assegno bancario postdatato è un assegno sul quale compare una data di emissione futura rispetto a quella in cui viene effettivamente consegnato al creditore (ad esempio: l’assegno viene consegnato al creditore il 10.10.2015, ma presenta come data di emissione il 5.03.2016). Nonostante la presenza della data futura, l’assegno postdatato può essere incassato immediatamente dal creditore. Quando il creditore porta in banca l’assegno per l’incasso, la banca provvede al pagamento, nonostante sia indicata una data di emissione futura [1]. La data successiva (postdatazione) non determina la nullità dell’assegno bancario, ma comporta solo la nullità dell’accordo tra debitore e creditore secondo cui quest’ultimo deve incassare l’assegno in una data futura. Di conseguenza, l’assegno bancario postdatato, non diversamente da quello regolarmente datato, deve considerarsi venuto ad esistenza al momento stesso della sua emissione, che si identifica con la consegna dello stesso al creditore, che lo può incassare anche subito dopo averlo ricevuto [2]. In ogni caso, prima dell’incasso, il creditore deve regolarizzare l’assegno con l’imposta di bollo.

note

[1] Art. 31, r.d. n. 1736 del 21.12.1933.

[2] Cass. sent. n. 2160 del 31.10.2006.


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