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News Pensione anticipata Opzione Donna, sentenza del Tar Lazio

News Pubblicato il 19 novembre 2015

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> News Pubblicato il 19 novembre 2015

Il Tar Lazio rigetta il ricorso presentato dal Comitato Opzione Donna, ma raccomanda all’Inps tempistiche certe.

La nota class action presentata al Tar Lazio dal Comitato Opzione Donna, volta all’annullamento di due note circolari Inps [1], si è conclusa oggi con un nulla, o quasi, di fatto: il Tribunale, infatti, ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione, poiché le ricorrenti, avendo già cessato i propri rapporti di lavoro, avrebbero dovuto presentare il gravame alla magistratura ordinaria.

Il Tar ha però osservato che l’Inps stia commettendo una palese violazione della Carta dei Servizi, avendo accantonato, da circa un anno, le domande di pensione anticipata con Opzione di chi avrebbe raggiunto i requisiti nel 2015. In pratica, le domande sono sistematicamente congelate dal 2 dicembre 2014, giorno dell’emanazione di un noto messaggio, da parte dell’Istituto [2], nel quale l’Inps affermava che avrebbe accantonato ogni domanda di Opzione Donna pervenuta, nell’attesa di chiarimenti da parte del Ministero del Lavoro.

Chiarimenti che, in via ufficiale, non sono mai arrivati, ma chiarimenti ormai (quasi del tutto) superflui, poiché l’attuale testo della Legge di Stabilità 2016 ammette alla fruizione dell’Opzione anche le lavoratrici che hanno maturato i requisiti nel 2015.

Resta il nodo di chi compie l’età pensionabile nell’ultimo trimestre dell’anno, poiché è necessario, ad oggi, il compimento di 57 anni e 3 mesi (58 e 3 mesi, per le autonome), entro il 31 dicembre 2015: se ne sta discutendo attualmente, in aula, e si spera che l’ampliamento della platea possa essere accolto, per evitare una palese ingiustizia nei confronti di lavoratrici che hanno, come unica colpa, quella di essere nate nell’ultimo trimestre dell’anno.

Ma quali sono i termini della questione Opzione Donna? Per comprenderlo dobbiamo prima fare un passo indietro, e capire come funziona tale tipologia di trattamento.

Opzione Donna

L’Opzione Donna è una tipologia di pensione di anzianità, che può essere conseguita dalle lavoratrici con 35 anni di contributi, al compimento di:

– 57 anni e 3 mesi, se lavoratrici dipendenti;

– 58 anni e 3 mesi, se lavoratrici autonome.

La decorrenza della pensione con opzione si colloca:

– dopo 12 mesi dalla maturazione dei requisiti, per le dipendenti;

– dopo 18 mesi dalla maturazione dei requisiti, per le autonome.

Il vantaggio dell’anticipo è però compensato con lo svantaggio del ricalcolo contributivo della pensione.

Opzione Donna: requisiti nel 2015

La questione Opzione Donna è sorta in base alle previsioni di due circolari dell’Inps, le quali, anziché accogliere il contenuto della normativa istitutrice di tale regime sperimentale [3], e consentirne l’accesso a chi matura i requisiti di età entro il 31 dicembre 2015, consentono l’accesso solo a chi abbia la decorrenza della pensione collocata entro tale data, dunque i requisiti maturati un anno, o un anno e mezzo (per le autonome) prima del reale termine del regime.

La questione, come abbiamo detto, è stata ora risolta dalla Legge di Stabilità 2016, che ha avvalorato quanto affermato dalla normativa, e non dall’Istituto, lasciando in sospeso solo le nate nell’ultimo trimestre dell’anno.

Naturalmente la redazione di Llpt vi terrà aggiornati in tempo reale sull’argomento.

note

[1] Inps Circ. 35 e 37/2012.

[2] Inps Mess. 9304/2014.

[3] L.243/2004.

Autore immagine: 123rf com


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