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Prescrizione dei contributi previdenziali Inps

20 Novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Novembre 2015



Contributi Inps, omesso versamento e prescrizione: termini, ipotesi ed adempimenti interruttivi.

 

Il versamento dei contributi previdenziali è un obbligo sia per i datori di lavoro, nei confronti dei dipendenti e dei collaboratori, sia per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, agricoltori, liberi professionisti). Tuttavia anche i contributi non versati, qualora non “reclamati” dall’Inps o dal dipendente, soggiacciono ad un termine di prescrizione, decorso il quale non possono essere più richiesti: la disciplina della prescrizione della contribuzione dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori presenta, però, delle differenze, rispetto alla disciplina dei contributi da lavoro autonomo. Vediamo insieme i dettagli.

Prescrizione contributi da lavoro dipendente

I contributi obbligatori da lavoro dipendente si prescrivono, in via generale, in cinque anni dalla data in cui sarebbero dovuti essere versati (il termine, in base alla Legge Dini, è valido dal primo gennaio 1996).

Trascorsi 5 anni, non è ammessa alcuna regolarizzazione contributiva.

Tuttavia, nell’ipotesi in cui il lavoratore o i suoi superstiti denuncino il mancato versamento, il termine di prescrizione si allunga a 10 anni [1], ma solo a favore del singolo denunciante, e non di altri collaboratori o dipendenti.

Pertanto, laddove il dipendente provveda a denunciare all’Inps l’omesso versamento dei contributi, l’ente avrà la facoltà di procedere al loro recupero entro 10 anni dall’omissione: il termine di prescrizione si allunga comunque, anche se l’Ente non dovesse agire in alcun modo.

Una volta verificatasi la prescrizione dei contributi, l’Istituto previdenziale non potrà più richiedere i contributi stessi, ma nemmeno riceverli, qualora il debitore volesse versarli spontaneamente: non è difatti consentito, contrariamente a quanto avviene in base al principio della disponibilità, rinunciare alla prescrizione.

In ambito previdenziale, difatti, vale il principio contrario, cioè quello d’indisponibilità dei diritti, e la prescrizione, operando di diritto, può essere anche rilevata d’ufficio dal giudice.

Prescrizione e Rendita Vitalizia Reversibile

Qualora i contributi risultino prescritti, il dipendente ha comunque diritto al risarcimento dei danni da parte del datore di lavoro, che può avvenire in due modalità:

risarcimento generico dei danni;

– risarcimento del danno in forma specifica, tramite la costituzione di una rendita vitalizia reversibile [2].

La rendita, in pratica, compensa la pensione, o la quota del trattamento, che sarebbe spettata in base ai contributi non versati: l’importo deve dunque corrispondere alla riserva matematica utile alla ricostituzione della pensione persa, e deve essere collocato dall’INPS nel periodo in cui i contributi avrebbero dovuto essere correttamente versati.

Interruzione della prescrizione

Gli atti che interrompono la prescrizione dei contributi da lavoro dipendente devono avere i seguenti requisiti:

– provenire dall’Inps (o dal diverso Ente previdenziale creditore); non avranno, ad esempio, efficacia interruttiva gli atti provenienti dalla Direzione Territoriale del Lavoro, né le semplici denunce del lavoratore;

– riportare l’ammontare dei contributi non versati e il periodo al quale si riferisce l’omissione (non basta, dunque, un’indicazione generica come “si interrompe ogni termine prescrizionale per i contributi eventualmente non versati”);

– riportare il nominativo e i dati anagrafici del lavoratore denunciante;

– riportare il regime sanzionatorio applicabile;

– riportare gli estremi della denuncia, compresa la data di presentazione.

Le denunce contributive mensili, pur costituendo un atto di riconoscimento del debito, non interrompono la prescrizione, dato che il credito è esigibile dall’Inps solo a partire dal giorno successivo al termine per la presentazione del modello: avranno dunque efficacia interruttiva le denunce presentate in ritardo, ma non quelle inoltrate entro il termine, poiché il debito risulta già sorto ma non esigibile.

Prescrizione dei contributi Lavoratori autonomi

Per quanto concerne i contributi dovuti dagli artigiani, dai commercianti e dai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata, la prescrizione è ugualmente pari a 5 anni, ma con una decorrenza diversa per i contributi eccedenti il minimale imponibile [3].

L’Istituto, in una nota circolare, aveva chiarito che, per la contribuzione eccedente il minimale, la prescrizione dovrebbe decorrere non dall’anno al quale si riferiscono i contributi, ma dalla data in cui l’Amministrazione Finanziaria (Agenzia delle Entrate) rende noto all’Inps il reddito prodotto dall’obbligato al pagamento della contribuzione previdenziale. Tale termine di decorrenza derivava, secondo l’Inps, sia dal fatto che non esista un obbligo di comunicare i propri redditi all’Istituto, sia dal fatto che la decorrenza della prescrizione, secondo il codice civile, possa iniziare solo dal momento in cui il diritto può esser fatto valere.

La posizione dell’Inps non è stata però condivisa dalla Giurisprudenza: numerosi giudizi di merito hanno obiettato, in proposito, che l’Inps potrebbe comunque riscuotere, domandando i dati della denuncia dei redditi all’interessato o all’Agenzia delle Entrate.

Secondo tale orientamento, dunque, il termine di prescrizione decorre dal giorno in cui sarebbe dovuto essere versato il saldo della dichiarazione dei redditi dell’anno di riferimento. In seguito a numerosi contenziosi, nel 2005 L’Inps, con una nuova circolare sull’argomento, ha infine optato per la condivisione di tale nuovo orientamento [4].

note

Autore immagine: 123rf com


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5 Commenti

  1. Contributi a tassazione separata professionista la decorrenza dei termini fissata in 5 anni decorre dalla data di pagamento o dalla data di presentazione della dichiarazione.

  2. Ho sentito dire che la prescrizione non interviene qualora l’obbligato a versare i contributi è un Ente Pubblico (esempio un Comune).

  3. Molto ben fatto e soprattutto chiaro e accessibile.
    Dove trovo il contenuto delle note richiamate? Es. la n. 4
    Grazie

  4. La prescrizione per i contributi previdenziali per i lavoratori autonomi decorrono dalla data di scadenza del versamento del saldo IRPEF. Ma se le scadenze sono due (la seconda con la maggiorazione degli interessi) quale si deve prendere in considerazione?

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