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Energia elettrica: come chiedere l’allaccio della luce

19 Nov 2015


Energia elettrica: come chiedere l’allaccio della luce

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Nov 2015



Enel o altri fornitori del mercato libero: il contratto e la richiesta di attivazione della fornitura di energia elettrica.

Chi può chiedere la fornitura di energia elettrica?

Chiunque può richiedere la fornitura di energia elettrica per un determinato immobile. La richiesta può essere effettuata anche da un soggetto che non sia necessariamente il proprietario dell’immobile (si pensi l’usufruttuario, l’inquilino, il comodatario, ecc.): è soltanto necessario che il richiedente abbia la disponibilità dell’immobile. Così per l’allaccio alla rete di un immobile in affitto non è necessario che la richiesta sia fatta dal proprietario.

L’interessato deve presentare la richiesta al distributore oppure al fornitore prescelto (il quale entro 2 giorni lavorativi, inoltrerà la richiesta al distributore), recandosi di persona agli sportelli oppure, a seconda degli strumenti messi a disposizione dall’impresa, telefonando al servizio clienti oppure compilando il modulo via Internet oppure ancora inviando la richiesta scritta per posta, fax o e-mail.

La società elettrica può rifiutarsi di stipulare il contratto?

Il distributore ha l’obbligo di effettuare l’allacciamento, salvo che l’allacciamento metta a rischio la continuità della fornitura d’energia. In quest’ultimo caso deve motivare il rifiuto.

Che tipo di allaccio?

Il soggetto interessato nella richiesta deve indicare se si tratta di allacciamento permanente oppure temporaneo (cioè per una durata inferiore ad un anno, eventualmente rinnovabile per un altro anno).

Deve inoltre riportare:

– la potenza disponibile richiesta (quanti chilowatt);

– la tensione d’alimentazione (a 220 volt per le abitazioni);

– l’indirizzo della fornitura;

– i dati catastali identificativi dell’immobile presso cui è attivata l’utenza.

Se nell’immobile per il quale si richiede l’allacciamento è presente più di un contatore, nella richiesta è necessario specificare anche il numero di utenze da connettere con la rete e allegare la documentazione relativa al progetto dell’edificio.

La potenza impegnata per le utenze domestiche è generalmente pari a 3 kw (con una tolleranza del 10%) ma può anche essere più elevata (4,5 kw o superiore).

Come si chiede l’allaccio della luce?

Ricevuta la richiesta, il distributore:

– effettua, entro termini prestabiliti, verifiche per valutare se l’allacciamento può essere realizzato con procedura semplificata o ordinaria. In particolare, la procedura semplificata si ha quando sono necessari solo lavori semplici (ad esempio l’installazione del contatore o il prolungamento di un cavo/tubo per far arrivare l’energia elettrica nell’abitazione); in tal caso i costi sono forfetizzati. Al contrario, la procedura ordinaria è utilizzata quando sono necessari lavori complessi (ad esempio la realizzazione, la modifica o la sostituzione a regola d’arte, su richiesta del cliente, dell’impianto di proprietà del distributore).

– entro 20 giorni lavorativi dalla richiesta, consegna al cliente un preventivo indicando se l’allacciamento avverrà con procedura semplificata o ordinaria.

Tra i vari elementi che il preventivo deve contenere vi è l’indicazione dei costi necessari per l’allacciamento: il distributore non può richiedere al cliente alcun costo per l’esecuzione dei lavori che non sia stato indicato nel preventivo stesso.

Il preventivo è valido per almeno 3 mesi. Dopo la scadenza, per ottenere l’allacciamento il soggetto interessato deve ripresentare la richiesta.

Il preventivo si considera accettato quando il cliente paga il contributo d’allacciamento oppure restituisce copia del preventivo firmata per accettazione o comunque comunica l’accettazione stessa.

Quanto tempo bisogna attendere?

Dal momento in cui l’utente accetta il preventivo a quando il distributore deve realizzare i lavori di allacciamento devono decorrere al massimo questi tempi:

– per la procedura semplificata: 15 giorni lavorativi dalla data di ricevimento dell’accettazione del preventivo;

– per la procedura ordinaria: 60 giorni lavorativi dalla data di ricevimento dell’accettazione. Se non completa i lavori entro tale termine, il distributore deve comunicare al cliente il nome del responsabile dei lavori e i tempi di completamento previsti.

Che succede se vi sono ritardi?

Se vi sono ritardi nell’esecuzione dei lavori per cause imputabili al distributore, il cliente ha diritto a un risarcimento. In particolare:
– in caso di procedura semplificata: se l’allacciamento viene eseguito oltre 15 giorni lavorativi, il cliente riceve automaticamente un indennizzo. Tale indennizzo ammonta a: 1) 35 euro per lavori eseguiti entro il doppio del tempo previsto; 2) 70 euro entro il triplo del tempo previsto; 3) 105 euro se viene superato il triplo del tempo previsto;
– in caso di lavori complessi, non ha diritto ad alcun indennizzo.

 

Quanto costa l’allaccio della luce?

Il costo varia a seconda che si tratti di allaccio temporaneo o permanente.

Nel caso di allaccio permanente, bisogna pagare un contributo composto da una “Quota distanza”, una “Quota potenza” e una “Quota fissa”.

Si può revocare il contratto già firmato?

In alcuni casi è concesso il cosiddetto diritto di recesso. Esso consente all’utente di annullare il contratto senza fornire motivazioni. Ciò però è possibile solo quando il contratto sia stato concluso fuori dagli uffici del venditore (si pensi ai contratti conclusi a casa dell’utente oppure per telefono). In questi casi, l’utente deve inviare una comunicazione entro 14 giorni dalla data di sottoscrizione del contratto.


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1 Commento

  1. Buongiorno,
    gradirei sapere se il calcolo del costo per il primo allacciamento elettrico è valido anche in regioni a statuto speciale come il Trentino Alto Adige dove la gestione viene data in concessioni ad aziende private.

    grazie

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