Diritto e Fisco | Articoli

Se la bolletta della luce prevede importi errati e superiori

19 novembre 2015


Se la bolletta della luce prevede importi errati e superiori

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 novembre 2015



Come contestare gli importi nella bolletta dell’energia elettrica: il reclamo e la richiesta di rettifica.

La richiesta di rettifica

Se l’utente ritiene che la bolletta della luce non sia corretta, perché presenta degli importi superiori rispetto ai consumi effettivi o stimati, può inviare al fornitore una richiesta di rettifica. La richiesta va effettuata in forma scritta ed è sempre meglio adoperare la raccomandata a.r. o l’indirizzo di PEC (posta elettronica certificata) presente sul sito della società.

Dal ricevimento della richiesta, il fornitore ha 40 giorni di tempo per effettuare gli accertamenti necessari e comunicare il risultato al cliente. La mancata risposta entro il termine non comporta indennizzi.

Se la richiesta è fondata, il fornitore deve accreditare, entro al massimo 90 giorni dal ricevimento della richiesta, la somma sulla bolletta successiva. Per cui, se il pagamento è già avvenuto, esso verrà defalcato dalla bolletta; se però l’importo da accreditare è superiore all’importo addebitato in bolletta, dovrà essere versato direttamente all’utente.

Se l’accredito di una fattura già pagata o rateizzabile avviene dopo 90 giorni solari dall’arrivo della richiesta, il venditore deve liquidare al cliente nella prima bolletta utile un indennizzo automatico.

Se il fornitore effettua l’accredito della somma già pagata e non dovuta oltre il termine di 90 giorni, l’utente ha diritto ad un indennizzo automatico.

Il reclamo

In ogni caso l’utente che abbia subito un disservizio nella fornitura della luce può sempre inviare un reclamo scritto al fornitore (anche tramite un rappresentante o un’associazione dei consumatori). Il reclamo non può essere usato per chiedere la rettifica degli importi fatturati, per i quali si utilizza la predetta richiesta di rettifica.

Di norma la società fornisce sempre, sul proprio sito, dei modelli di reclamo da utilizzare.

L’utente deve illustrare i motivi del reclamo e cioè il disservizio che ritiene di aver subìto.

Il fornitore deve rispondere entro 40 giorni dal ricevimento del reclamo.

Se risponde oltre il termine deve liquidare all’utente, nella prima bolletta utile, un indennizzo automatico.

La risposta deve essere motivata, formulata con parole d’uso comune.

Se l’utente non riceve risposta dal fornitore entro i termini previsti o non ritiene soddisfacente la risposta ricevuta, può alternativamente:

– inviare un reclamo allo Sportello per il consumatore di energia;

– attivare una procedura di conciliazione.

Questi strumenti di tutela sono applicabili anche in caso di fornitura di gas.

Sportello per il consumatore

Il reclamo, completo di tutta la documentazione utile (copia del reclamo già inviato al fornitore, copia della risposta eventualmente ricevuta, copia delle bollette contestate, copia integrale dell’ultima bolletta ricevuta), può essere inviato per posta, via fax o posta elettronica agli indirizzi e numeri pubblicati sul sito dell’AEEG.

Il reclamo allo Sportello non può essere presentato se, per la stessa questione, è stata già iniziata (o terminata) una causa in tribunale o una procedura di conciliazione presso il Servizio conciliazione clienti energia dell’Autorità dell’energia.

Il reclamo può essere presentato contemporaneamente al fornitore e allo Sportello per il consumatore di energia se si riferisce a situazioni che possono provocare danni gravi e irreparabili.

Procedure di conciliazione

Rivolgendosi al Servizio conciliazione clienti energia, istituito dall’AEEG:

– la procedura si svolge solo on line e sempre con l’intervento di un conciliatore terzo ed imparziale;

– il cliente finale può partecipare personalmente alla conciliazione via web oppure può farsi rappresentare da un proprio delegato anche appartenente ad una Associazione dei consumatori o di categoria, munito di una piena delega a trattare e definire la controversia stessa;

– il venditore o il distributore, al quale è stato inviato il reclamo, è obbligato a partecipare alla procedura se si è iscritto all’apposito elenco creato dall’Autorità ed ha selezionato il Servizio di conciliazione; in caso contrario, l’esercente è libero di aderire o meno alla procedura.

note

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

1 Commento

  1. COME RISOLVERE L’INCRESCIOSO CASO,POICHE’,PUR SE IL CONSUMATORE AVENDO REALMENTE CONSUMATO IL SUPER MINIMO DELL’ENERGIA ELETTRICA,ED ACCERTATO LE ANOMALIE E’ ILLEGALITA’ TRAMITE INDAGINI E’ ANCHE TRAMITE SVARIATE TELEFONATE ALL’ENEL ;DIFATTI,OGNI VOLTA CHE TELEFONAVO ALL’ENEL,QUALUNQUE DIPENDENTE MI PROFFERIVA LE TESTUALI PAROLE ED ESCLAMAVA ;”SIGNORA LOLIVA,LEI CONSUMA COSI’ POCA ENERGIA ELETTRICA CHE PUR SE NOI DELL’ENEL LE LASCIAMO UNA SOLA FASE LEI NEANCHE SE NE ACCORGE;ED ALLE MIE LAGNANZE DELLE ESOSE BOLLETTE CHE INVIAVANO AL VECCHIO LOCALE,NON MI HANNO MAI DATO RISPOSTA PRECISA,NONOSTANTE,BEN SAPEVANO CHE IO AVEVO ACCLARATO GLI IMBROGLI E’ ACCORDI FATTI TRA LE PADRONE DEL VECCHIO LOCALE,TALI SORELLE STEFANIA MARIA MADDALENA E’ GIUSEPPINA,E’ LE FAMIGLIE MASSARO ANTONIO, LA SORELLA EMILIA,E’ LA MADRE GROSSI MICHELA,TUTTI AMICI DELLE PADRONE DEL VECCHIO LOCALE, POICHE’ LE FAMIGLIE PREDETTE, AVEVANO ACQUISTATO I LOCALI DALLE SORELLE STEFANIA,E’ NON AVEVANO PROVVEDUTO AD ISTALLARE NE IL CONTATORE DEL LIQUIDO IDRICO,NE’ IL CONTATORE DELL’ENEL;(E’ DOPO TANTE PERIPEZIE RIUSCII A OTTENERE IL RIMBORSO DEL LIQUIDO IDRICO DA LORO CONSUMATO),MENTRE DELLA FORNITURA DELL’ENERGIA ELETTRICA ANCORA NO’;COME DEBBO RISOLVERE IL CASO DI TRUFFA? RINGRAZIO.

    COMPLIMENTI PER L’INIZIATIVA, E’ COLGO L’OCCASIONE PER PORGERE DISTINTI SALUTI ALL’INTERO STAFF DELLA REDAZIONE.

    CHIEDO SCUSA PER GLI EVENTUALI ERRORI ORTOGRAFICI E’ GRAMMATICALI POICHE’ O FREQUENTATO SOLO FINO ALLA IV E. PER CRUDELTA’,CATTIVERIA,ECC.,ECC., DEI MIEI DEFUNTI GENITORI ADOTTIVE E’ LA CRICCA DEI DI LORO PARENTI-SERPENTI.
    IN FEDE PRESIDENTE ASSOCIAZIONE A.N.I.O.P.A CECILIA LOLIVA PINTO

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI