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Rimborso per sentenze a favore del contribuente: immediata esecutività

8 Luglio 2016
Rimborso per sentenze a favore del contribuente: immediata esecutività

Immediata esecutività per i rimborsi al contribuente: non serve attendere il terzo grado di giudizio e e non è necessaria garanzia non si attende neanche il decreto MEF.

In forza delle modifiche introdotte al contenzioso tributario, oggi le sentenze che vedono vincente il contribuente contro l’amministrazione sono immediatamente esecutive, di conseguenza il rimborso deve avvenire in maniera immediata e senza aspettare che la sentenza sia passata in giudicato.

La nuova normativa, introdotta nel 2015 [1] e tende a riequilibrare i rapporti di forza tra contribuente e amministrazione tutelando il primo in particolare nelle cause di importo modesto. Al di sopra delle 10mila euro (diverse dalle spese di lite) invece, è previsto che il giudice possa richiedere una garanzia, le cui caratteristiche tuttavia non sono ancora chiare perchè si attende uno specifico decreto MEF.

La logica della garanzia richiesta per rimborsi di importi superiori a diecimila euro discende, dalla considerazione che “Per la parte privata occorre tener conto (…)  del rischio che una volta ottenuto – in virtù di una sentenza esecutiva ma impugnata dall’Amministrazione – il pagamento di una somma a titolo di rimborso, non sia più possibile il recupero delle somme erogate in caso di successiva riforma della sentenza[1].

Anche per le sentenze non definitive si prevede l’immediata esecutività

Le sentenze sono immediatamente esecutive, anche qualora non definitive, e se di importo minore di 10mila euro non sono subordinate ad alcuna garanzia. La norma tuttavia non è di fatto esecutiva ad oggi, perchè la mancanza di un decreto MEF a cui la norma fa esplicito riferimento ha indotto l’Agenzia delle Entrate [2] a subordinare l’applicabilità della norma all’emissione del suddetto decreto, senza alcuna distinzione rispetto agli importi della causa.

La giurisprudenza sta invece colmando il gap evidente derivante da questa interpretazione forzata effettuata dalle Entrate. Di qualche giorno fa difatti la sentenza della CTP di Venezia che ha deciso di favorire il contribuente, ritenendo la garanzia eventuale non necessaria e dunque inutile attendere l’emissione del decreto MEF. Ecco i dettagli.

Anche senza il decreto MEF, il contribuente deve essere tutelato: rimborso immediato

La CTP di Venezia [3], ha validato l’immediata esecutività del rimborso dell’imposta versata e la condanna alle spese di lite, in quanto il giudice non aveva ritenuta necessaria la richiesta di garanzie.

Il caso di specie a cui ci si riferisce riguardava un rimborso IVA che era stato richiesto da una società farmaceutica. Alla società il giudice aveva dato ragione e aveva previsto che le Entrate restituissero immediatamente quanto richiesto e sostenessero le spese relative al contenzioso. Naturalmente l’importo era ben maggiore delle 10mila euro dunque secondo quanto previsto dalla Legge sarebbe stato possibile per il giudice chiedere una garanzia a tutela degli interessi dello Stato. Questo avrebbe bloccato il procedimento, in assenza di un decreto MEF che stabilisse le modalità di richiesta e l’entità della garanzia stessa. La scelta del giudice è stata di rendere immediatamente esecutiva la decisione perchè la garanzia non era ritenuta necessaria. Il gruppo farmaceutico era sufficientemente patrimonializzato, difatti e la solvibilità relativa non necessitava di ulteriori garanzie: la sentenza è immediatamente esecutiva.

La giurisprudenza ha dunque scavalcato le Entrate, specificando come l’atteso decreto del MEF debba stabilire le modalità di definizione della garanzia solo nel caso in cui essa si ritenga necessaria, essendo irrilevante in tutti gli altri casi, l’attesa dunque avrebbe solo danneggiato ingiustamente l’azienda.


note

[1] Dlgs 156/2015.

[2] Agenzia delle Entrate, Circ. 38/E/2015.

[3] CTP di Venezia, sent. n 316/13/2016, depositata il 20.06.2016


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