Diritto e Fisco | Editoriale

La pornografia è lecita? Il tabù del porno

15 Ottobre 2011 | Autore:
La pornografia è lecita? Il tabù del porno

In Italia la pornografia è lecita ma deve rispettare determinate regole.

Un luogo comune quello di credere che la pornografia sia un’attività illecita: al contrario, siti e giornalini porno, quando rispettino determinate regole, sono perfettamente leciti. Questo articolo vi spiegherà come e perché.

Secondo una recente indagine di BitDefender [1], il 95% dei genitori con prole tra la pubertà e l’adolescenza ha scoperto che i propri figli accedono facilmente alla pornografia online. Dallo studio è emerso che i ragazzi cominciano ad andare alla ricerca di siti per adulti già all’età di undici anni, soprattutto nelle ore in cui fanno i compiti. I sistemi di controllo (i cosiddetti “parental control”) si rivelano inefficaci ed è sufficiente un minimo di conoscenze informatiche per disattivarli. Il 12% dei bambini già ci riesce.

Sfatiamo subito un falso mito, messo in piedi forse da antichi tabù: in Italia la pornografia è legale. La sua regolamentazione è il compromesso tra due opposte esigenze: la tutela del buon costume e della pubblica decenza da un lato, la libertà di espressione e manifestazione del pensiero dall’altro.

Il codice penale appare “teoricamente” inflessibile nel disciplinare il porno, sanzionando “chiunque, allo scopo di farne commercio o distribuzione ovvero di esporli pubblicamente, fabbrica, introduce nel territorio dello Stato, acquista, detiene, esporta, ovvero mette in circolazione scritti, disegni, immagini od altri atti osceni di qualsiasi specie” [2]. Il legislatore introduce clausole generali come quelle di “atto osceno” e “comune senso del pudore” che mutano col mutare dei costumi sociali. Così, se negli anni ’20 il topless era considerato impudico e quindi illegale, oggi non lo è più.

I concetti del codice sono stati poi reinterpretati dalla Corte Costituzionale [3]. Quest’ultima, in apparente contraddizione con quanto scritto nel codice, ha precisato che in Italia non esiste un generale divieto di creazione, acquisto, detenzione o diffusione di immagini oscene. L’illecito si ha solo quando si faccia “ostentazione” dei contenuti pornografici nei confronti di terzi non interessati e dei minori: cioè li si esibisca pubblicamente, senza tutelare la riservatezza di quanti non sono intenzionati a visionarli. Non vi è quindi illecito quando si dà al consumatore la possibilità di scegliere se fruire o meno di essi. L’accesso alle immagini porno, pertanto, non deve essere indiscriminatamente aperto al pubblico, ma riservato solo agli adulti che ne facciano richiesta.

Un tempo, tutto ciò aveva un suo luogo naturale. Era il retrobottega del giornalaio che nascondeva i sogni di tanti “appassionati”. Sul web, invece, i siti hard devono avere necessariamente una schermata iniziale neutra, informativa, che avvisi dei contenuti per adulti, dando l’alternativa tra l’accedere – dopo aver dichiarato di essere maggiorenni – o l’abbandonare il sito. Solo dopo il superamento di questo filtro si può procedere a visionare le pagine internet.

Un discorso a sé merita la pedopornografia, cioè la pornografia avente ad oggetto dei minori. In questo caso, viene punita anche la semplice detenzione del materiale pedopornografico (quindi, non solo l’ostentazione) [4].

Lo sfruttamento pornografico dei minori non richiede, ai fini della configurabilità del delitto, la commissione di atti sessuali, attivi o passivi, sulla vittima [Cass. penale, sez. III, 03/03/2010, n. 21392]. Sono infatti vietate non solo le immagini raffiguranti gli amplessi, ma anche i corpi nudi con i genitali in mostra [5]. Inoltre il nudo è vietato anche quando abbia connotazioni artistiche o commerciali che nessun collegamento possono avere con la pornografia. Sono infine vietati i fotomontaggi (il corpo di un minore sul viso di un maggiorenne e viceversa) o anche solo i disegni animati che raffigurano una persona reale o parte di questa.

È illecita inoltre anche la sola detenzione del materiale pedopornografico (art. 600 quater c.p.). Tale detenzione deve essere, tuttavia, “consapevole”, quindi cosciente. Questa precisazione è quanto mai opportuna se si pensa ai file temporanei, creati automaticamente dal pc ogni qual volta si visitano pagine nuove, per velocizzare gli accessi successivi. La presenza del materiale pedopornografico tra i file temporanei è punita solo se supportata dalla consapevolezza del possesso da parte del titolare del computer [6].

Una recente Cassazione [7] ha sanzionato anche la semplice produzione artigianale o casalinga di video pedopornografici, seppur non destinati alla diffusione su larga scala (ma solo ad una cerchia limitata di soggetti).

A riguardo si potrebbe creare il paradossale caso (già verificatosi nel precedente giurisprudenziale dei “ragazzi di Livorno”) in cui due minori che compiano tra loro atti sessuali (perfettamente leciti dai 14 anni in su) si riprendano con una telecamera (atto quest’ultimo, come detto, vietato). In questo caso, le vittime del reato coincidono anche i trasgressori della norma.

La semplice visione dei siti pedopornografici è invece consentita, sempre che non si scarichi alcun tipo di materiale sul proprio pc.


note

[1] Società produttrice di programmi antivirus.

[2] Art. 528 c.p.

[3] Sent. n. 368 del 27.07.1992.

[4] Artt. 600 ter e ss. come modificati dalla legge n. 38 del 2006: “Chiunque, utilizzando minori degli anni 18, realizza esibizioni pornografiche o produce materiale pornografico o induce minori di anni 18 a partecipare ad esibizioni pornografiche è punito con la reclusione dai sei a 12 anni e con la multa da € 25.822,00 a € 258.228,00”. Alla stessa pena soggiace anche chi ne fa commercio.

[5] Cass. 09/12/2009, n. 8285.

[6] Cassazione penale, sez. III, 11/11/2010, n. 43246.

[7] Cass. n. 11997 del 25 marzo 2011.


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13 Commenti

  1. desidero sapere se è legale visionare film pornografici su internet ose si và incontro a sanzioni legali.
    lucio schifone

    1. Bisogna fare attenzione a non importare pedopornografia attraversi i siti cosiddetti legali a non contattare nessuno e comunque evitare i filmati di sadismo che sono diffusi e segnalarli alla polizia postale..Se avessi un figlio sarei allarmato dalla violenza che passa attraverso i siti pornografici poiché molte scuole rendono accessibile internet agli studenti addirittura è lecito in classe avere cellulari o tablet accessibili ad internet.In realtà dovrebbero oscurare internet e renderlo accessibile ai soli insegnanti che lo usano nel laboratorio con le postazioni doniate.

  2. navigando e guardando materiale porno in internet, evitando siti “proibiti”, mi è comparso un avviso dell’ARMA DEI CARABINIERI. Venivo avvisato che i miei dati erano stati “crittografati” e che avrei potuto incorrere in sanzioni penali.
    Non so come comportarmi, e vorrei cortesemente un commentoda un Vs. esperto in materia

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  3. Vorrei sapere se visitare siti porno in internet comporta una registrazione/schedatura da parte della polizia/carabinieri ed è penalmente punibile, sempre evitando siti pedolfili

  4. Ho letto l’articolo e la sentenza, ma di fatto il commercio di pornografia in Italia è ancora illegale ai sensi dell’art. 528.
    Insomma, codice civile alla mano, il commerciante potrebbe essere comunque denunciato e la merce sequestrata, sarà poi a dover far ricorso affinché davanti a un giudice possa far valere quell’interprtazione della legge e del “buon costume” che gli permettono di operare tale commercio.
    Insomma la norma va cambiata, anzi andrebbe addirittura sopressa .

  5. Ai signori vorrei ricordare che vedere siti pornografici, non illegali, non è reato. Spesso però si annidano virus e malaware che attivano pop-up, ovvero pagine finte, ai fini di truffa. Una delle più frequenti è quella della polizia postale/carabinieri. (sappiate che se siete indagati, lo scoprirete in tribunale e non sul monitor). Vi consiglio di evitare siti che aprono altre pagine e nel caso, attivare spesso la scansione anti-virus.

  6. Credo che la pornografia di matrice prevalente importata liberamente accessibile da internet tramite i normali motori di ricerca abbia almeno tre elementi di illegalita.Esibizione di sadismo,accessibilità ai minori perché anche un ragazzo di sette anni può accedervi in pochi minuti impostando parole chiave su Google,la pubblicità legata ai filmati che li rende quindi merce commerciabile fonte di lucro ed affarismo.Quindi i siti implicati devono essere rimossi

  7. Buonasera, Vorrei far notare c’è una cosa sbagliata in ciò che è stato scritto.
    Le fotografie o filmati raffiguranti un “bambino” non reale (e ovviamente senza neanche includere parte di esso) sono perfettamente legali, ad esempio un cartone animato che mostra un bambino (che però non è un bambino reale ovviamente) avere rapporti sessuali è perfettamente legale secondo il codice penale.

  8. Dopo aver letto tutto il post ho compreso alcune cose che non sapevo e di questo Vi ringrazio.

    Qualcosa che non è menzionato è il materiale di tipo letterario pornografico o pedopornografico.
    Intendo dire, se una persona scrive una storia erotica oppure salva la chattata di una chat erotica con un conoscente dove i temi sono pornografici o pedopornografici? Ci sono leggi a riguardo?

    Grazie fin d’ora per la delucidazione

    1. Chat erotica con foto con minori: è reato? Se chiedere un atto sessuale a una persona con più di 13 anni (ossia da 14 anni in poi) non è reato, lo diventa invece nel momento in cui si chatta e, nella chat, sono comprese foto o video del minorenne. In questo caso, per non rischiare alcun reato bisogna sincerarsi che l’altra parte abbia almeno 18 anni. Come detto, la pedopornografia scatta da 1 a 17 anni.

      Chat erotica senza foto con minori: è reato? Diversa è la soluzione se nella chat non vi è materiale video. Non costituisce, infatti, reato l’utilizzo di parole o espressioni hot con un minorenne. Il semplice “testo” piccante – come narrazioni o descrizioni di fantasie erotiche – non è vietato dalla legge.

      Chiedere un rapporto sessuale in una chat con un minore è reato? Il testo non diventa reato neanche se viene esplicitamente o implicitamente richiesto un rapporto sessuale a meno che la “vittima” abbia meno di 14 anni. Infatti, se insieme alle parole, c’è l’invito a consumare una relazione fisica si commette reato solo se la ragazza ha da 1 a 13 anni. Se però, in cambio del rapporto sessuale, viene promessa una ricarica del telefono o altra utilità economica (ad esempio, denaro), il reato si consuma se la ragazza ha meno di 18 anni. La prostituzione è vietata solo con minorenni, mentre è legale con chi ha più di 18 anni.

      Chiedere foto o video erotici a una persona è reato? Secondo la Cassazione, chiedere foto di nudi non è reato se la persona ha più di 18 anni. Il comportamento di un uomo che, tramite un profilo falso, contatti delle ragazzine con meno di 18 anni per chiedere loro degli scatti da nude integra il reato di pedopornografia. Inevitabile anche la condanna per “sostituzione di persona nell’identità digitale”. Anche le foto di minorenni in intimo, consegnate spontaneamente, sono qualificabili come materiale pedopornografico. La qualificazione di materiale pedopornografico – dice la Corte – richiede la rappresentazione di atti sessuali espliciti coinvolgenti soggetti minori di età, ovvero qualsiasi rappresentazione degli organi sessuali di minori che renda manifesta la riproduzione delle nudità a fini di concupiscenza e di ogni altra pulsione di natura sessuale. Inviare materiale porno a una persona maggiorenne, al contrario, non è reato anche se non richiesto. Secondo la giurisprudenza, le molestie, infatti, scattano solo quando avvengono in pubblico o con l’uso del telefono.

  9. leggo “Sul web, invece, i siti hard devono avere necessariamente una schermata iniziale neutra, informativa, che avvisi dei contenuti per adulti, dando l’alternativa tra l’accedere – dopo aver dichiarato di essere maggiorenni – o l’abbandonare il sito. Solo dopo il superamento di questo filtro si può procedere a visionare le pagine internet.”

    e clicco “it.pornhub.com” che non ha questo filtro, youporn nemmeno, pornhat.com lo stesso, idem dicasi per xhamster, xvideos e xnxx … i maggiori aggregatori di video porno che mostrano SUBITO tutto. come mai è possibile? è un illecito penale? Se si, non dovrebbe esserci l’obbligatorietà di intervento?

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