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Pensione anticipata e di vecchiaia nella Gestione Separata

22 novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 novembre 2015



Gestione Separata autonomi e Co.co.co.: pensione anticipata, di vecchiaia, d’invalidità e inabilità, pensione supplementare e supplemento di pensione, requisiti e calcolo del trattamento.

La Gestione Separata è una gestione previdenziale dell’Inps, obbligatoria per i lavoratori parasubordinati (Co.co.co, Co.co.pro, Mini Co.co.co.), per chi svolge lavoro occasionale accessorio (retribuito con buoni lavoro o voucher), per i professionisti “senza cassa”, e per i lavoratori autonomi occasionali con compensi annui superiori a 5.000 Euro.

Gli iscritti alla Gestione Separata possono conseguire la pensione di vecchiaia ed anticipata con requisiti in parte differenti da quelli previsti per la generalità dei lavoratori, e col calcolo del trattamento con il solo metodo contributivo. Vediamo insieme che cosa prevede la normativa per le varie tipologie di pensione.

Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia, per gli iscritti alla Gestione Separata, può essere raggiunta in presenza dei seguenti requisiti:

70 anni e 3 mesi d’età (70 anni e 7 mesi nel triennio 2016-2018), ed almeno 5 anni di contributi;

– oppure, in presenza degli stessi requisiti previsti per il raggiungimento della pensione di vecchiaia dei lavoratori autonomi: 66 anni e 3 mesi d’età per gli uomini e 64 anni e 9 mesi per le donne, che diverranno, dal 2016, 66 anni e 7 mesi per gli uomini e 66 anni ed 1 mese per le donne; sono inoltre richiesti 20 anni di contributi, ed una pensione che superi di 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale.

Pensione anticipata

La pensione anticipata, per gli iscritti alla Gestione Separata, può essere raggiunta in presenza dei seguenti requisiti:

– al compimento dei 63 anni e 3 mesi di età (63 anni e 7 mesi nel triennio 2016-2018), stante il possesso di almeno 20 anni di contributi (esclusi i contributi figurativi), a condizione che l’ammontare mensile della pensione sia almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale;

– al raggiungimento degli stessi requisiti contributivi utili alla pensione anticipata per gli iscritti alle altre gestioni (41 anni e 6 mesi di contributi per le donne, e 42 anni e 6 mesi per gli uomini, stante l’aumento di 4 mesi nel triennio 2016-2018).

Calcolo della pensione

L’assegno pensionistico deve essere calcolato utilizzando il metodo contributivo.

In base a tale metodo di computo, deve essere calcolata la contribuzione versata ogni anno, e rivalutata annualmente, secondo un apposito coefficiente Istat basato sulla variazione quinquennale del Pil nominale.

Per comprendere quale sia l’aliquota utile a determinare i contributi versati ogni anno, bisognerà aver riguardo non all’aliquota contributiva (cioè quella utilizzata per determinare i contributi da versare annualmente), ma all’aliquota di computo, secondo quanto riportato nella seguente tabella.

Aliquote contributive e di computo Gestione separata

Anno Parasubordinati senza altra copertura previdenziale Autonomi senza altra copertura previdenziale Soggetti titolari di pensione diretta (vecchiaia, anzianità, invalidità)
Aliquota contributiva Aliquota di computo Aliquota contributiva Aliquota di computo Aliquota contributiva Aliquota di computo
1996-1997 10% 10% 10% 10% 10% 10%
1998-1999 12% 12,50% 12% 12,50% 10% 10%
2000-2001 13% 14,50% 13% 14,50% 10% 10%
2002 14% 15,50% 14% 15,50% 10% 10%
2003 14% 15,50% 14% 15,50% 12,50% 12,50%
2004 17,80% 19,30%  17,80% 19,30% 15% 15%
2005 18% 19,50%  18% 19,50% 15% 15%
2006 18,20% 19,70%  18,20% 19,70% 15% 15%
2007 23,50% 23% 23,50% 23% 16% 16%
2008 24,72% 24% 24,72% 24% 17% 17%
2009 25,72% 25% 25,72% 25% 17% 17%
2010-2011 26,72% 26% 26,72% 26% 17% 17%
2012 27,72% 27% 27,72% 27% 18% 18%
2013 27,72% 27% 27,72% 27% 20% 20%
2014 28,72% 28% 27,72% 27% 18% 18%
2015 30,72% 30% 27,72% 27% 23,50% 23,50%
2016 31,72% 31% 27,72% 27% 24% 24%
2017 32,72% 32% 27,72%* 27%* 24% 24%
2018 33,72% 33% 27,72%* 27%* 24% 24%

Le aliquote per gli autonomi, dal 2017 in poi, dovrebbero essere abbassate e parificate a quelle previste per gli appartenenti alle altre gestioni lavoratori autonomi (artigiani e commercianti).

Supplemento di pensione

Se un lavoratore già pensionato continua a versare nella Gestione separata, i periodi successivi alla decorrenza della pensione danno diritto al supplemento di pensione; la liquidazione del supplemento può essere richiesta, per la prima volta, dopo un minimo di due anni dalla decorrenza del trattamento, stante il compimento dell’età pensionabile. I supplementi successivi possono essere richiesti dopo cinque anni dalla decorrenza del primo supplemento.
Pensione supplementare

Chi non raggiunge il diritto a pensione autonoma nella Gestione Separata, ma risulta titolare di un altro trattamento pensionistico, anche presso Gestioni non Inps, ha diritto ad una pensione supplementare al compimento dell’età di vecchiaia prevista per i lavoratori autonomi.

Il trattamento decorrerà dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, e sarà calcolato col metodo contributivo.

 

Invalidità e inabilità nella Gestione Separata

Qualora all’iscritto alla Gestione Separata sia riconosciuta una capacità lavorativa inferiore a un terzo, avrà diritto a un assegno di invalidità; se invece all’iscritto sia riconosciuta un’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi lavoro, avrà diritto alla pensione di inabilità. In entrambi i casi, saranno necessari almeno 5 anni di contributi versati nella Gestione Separata, di cui almeno tre accreditati nei 5 anni precedenti alla domanda. Anche in questo caso, l’assegno sarà calcolato col metodo contributivo.


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