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Lo sai che? Ferie 2015: diritto a due settimane entro il 31 dicembre

Lo sai che? Pubblicato il 21 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 novembre 2015

Il minimo sindacale di ferie annuali è di quattro settimane; le prime due devono essere godute entro l’anno in cui sono maturate altrimenti il datore di lavoro è sanzionato.

I datori di lavoro devono verificare che i dipendenti abbiano fruito entro il 31 dicembre di almeno due settimane di ferie maturate nel corso dell’anno. In caso di mancata fruizione, infatti, i datori di lavoro rischiano di incorrere nelle sanzioni previste dalla legge.

Come noto, le ferie rappresentano un diritto irrinunciabile del lavoratore, sancito dalla Costituzione [1]. A garanzia dell’attuazione di tale diritto, la legge [2] stabilisce che spetta al lavoratore un periodo di riposo annuale a titolo di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane (minimo sindacale al quale le parti possono aggiungere altri periodi feriali).

Fatto salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva, le quattro settimane devono essere così distribuite [3]:

– il primo periodo (pari a due settimane) obbligatoriamente nell’anno di maturazione; le ferie maturate nel 2015 devono essere godute per almeno due settimane in modo ininterrotto entro il 31 dicembre 2015;

– le altre due settimane nei successivi 18 mesi dal termine dell’anno di maturazione (per es. entro il 30 giugno 2016 devono essere fruite le eventuali due settimane residuali di ferie relative all’anno 2014).

Dunque, nello stesso anno di maturazione, al lavoratore che lo richieda, deve essere garantito un periodo di ferie di almeno due settimane da fruire in modo ininterrotto. Il datore di lavoro che, nonostante la richiesta, non consenta al dipendente di fruire del periodo di due settimane, è soggetto a determinate sanzioni (variabili in base al numero di lavoratori). Il lavoratore invece matura un credito per ciascun giorno di mancato godimento delle ferie (con liquidazione a fine rapporto).

Il secondo periodo di ferie, sempre pari a due settimane, può essere fruito in modo ininterrotto o frazionato entro e non oltre 18 mesi dalla fine dell’anno di maturazione. In caso contrario, il datore di lavoro sarà sanzionato, mentre il lavoratore vanterà un credito di ferie arretrate di cui potrà fruire successivamente.

Si ricorda che le quattro settimane rappresentano il periodo minimo di ferie (cosiddetto minimo sindacale); è infatti possibile che la contrattazione collettiva riconosca un periodo di ferie aggiuntivo che se, non goduto, può essere monetizzato attraverso la corresponsione di un’indennità sostitutiva.

La monetizzazione è invece vietata per le quattro settimane annue previste dalla legge (salvo il caso della risoluzione del rapporto di lavoro), la mancata concessione delle quali comporta in ogni caso una sanzione per il datore di lavoro.

Le sanzioni variano in base al numero di dipendenti ai quali non è stato concesso il periodo minimo di ferie [4]:

sanzione base da 100 a 600 euro;

più di cinque lavoratori o violazione in almeno due anni, da 400 a 1.500 euro;

più di 10 lavoratori o violazione in almeno quattro anni, da 800 a 4.500 euro.

Ciascun datore di lavoro è quindi chiamato a controllare che tutti i dipendenti abbiano effettivamente fruito del periodo minimo di due settimane di ferie maturate nel 2015; in caso contrario, è necessario che le stesse vengano concesse entro il 31 dicembre. Per il periodo residuale maturato nel 2015, ci sarà invece tempo fino a giugno 2017.

 

note

[1] Art. 36 Cost.

[2] D.Lgs. n. 66/2003.

[3] Ministero del Lavoro, circolare n. 8/2005.

[4] Art. 10 D.Lgs. n. 66/2003.


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1 Commento

  1. Nei vari Articoli, mi sembra non si indichi quanto tempo Prima posso pretendere dal datore di lavoro di fissare la data ultima per approfittare del periodo da me scelto per le ferie in modo da poter organizzarmi con le ferie degli altri componenti della Famiglia

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