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Canone Rai: per il 2016 c’è rischio di pagare due volte

22 novembre 2015


Canone Rai: per il 2016 c’è rischio di pagare due volte

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 novembre 2015



Legge di Stabilità 2016 e pagamento del canone Rai con la bolletta della luce: le due scadenze diverse e il rischio di una doppia imposizione sul possessore di televisione.

Non smettono di susseguirsi le modifiche apportate al testo della Legge di Stabilità 2016 in merito al pagamento del canone Rai con la bolletta della luce: sembra infatti che, fuor di dubbio che l’intesa da parte della maggioranza sull’introduzione della misura anti evasiva, ci siano invece forti divergenze sul momento in cui tale obbligo inizierà a decorrere. Questa confusione, però, porta con sé il serio rischio di disguidi tecnici, difficoltà organizzative da parte delle compagnie elettriche e, ora, anche il pericolo di una duplicazione di pagamenti. Ecco perché.

Con gli ultimi emendamenti approvati dal Senato al testo della manovra di fine anno, dati i tempi tecnici necessari per adeguare i sistemi di fatturazione, il canone Rai potrà essere inserito nella bolletta della luce solo dalla prima fattura successiva al 1° luglio 2016. Pertanto, le rate già scadute a tale data saranno addebitate tutte in una volta. Per gli anni successivi, il canone si pagherà a rate, con le prime cinque bollette bimestrali dell’anno, per un importo di 10 euro a mensilità (ossia 20 euro a bimestre).

Per il 2016, tuttavia, fino all’arrivo della fattura di luglio-agosto, il possessore della televisione non saprà se sarà interessato dal nuovo metodo di riscossione o se dovrà pagare il canone autonomamente entro la consueta scadenza del 31 gennaio 2016. Ciò rischia di comportare una duplicazione di pagamenti per il 2016, in quanto la nuova modalità di riscossione in bolletta, applicabile solo dove c’è la presunzione di detenzione o utilizzo di un apparecchio, collegata alla fornitura elettrica nel luogo di residenza anagrafica, sarà utilizzata in alternativa a quella tradizionale.

Facciamo l’esempio di Mario Rossi che, sino ad oggi, ha sempre pagato il canone Rai entro la scadenza di gennaio. In questo caso, non trovando ancora, a tale data, l’importo addebitato in bolletta, potrebbe decidere – per non incappare nelle sanzioni (pari a cinque volte il canone stesso) – di versare l’imposta come ha sempre fatto, ossia con l’inizio dell’anno attraverso il bollettino postale. Ma che succederà se poi l’utente troverà nella bolletta di luglio l’addebito del canone? Dovrà fare un’istanza di sgravio, con tutti gli intoppi burocratici che sono ormai classici nel nostro Paese.

Inoltre non è stato chiarito che cosa accade se l’utente aspetta l’addebito in bolletta e questo non arriva. Scatterà anche in questo caso la sanzione?

Si spera che il passaggio alla Camera possa chiarire questi dubbi operativi.

La presunzione del possesso della televisione collegata alla fornitura di energia elettrica e alla residenza anagrafica non scatterà se il contribuente dichiarerà di non possedere un televisore tramite una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, per la cui sottoscrizione non serve autentica di firma, se sottoscritta e presentata insieme a una copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore. Chi dichiara il falso commette un reato.

Solo dove scatterà la “presunzione di possesso”, cioè, per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica nel luogo di residenza anagrafica, il pagamento del canone avverrà in 10 rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica. L’importo delle rate sarà distintamente indicato nella fattura e non sarà imponibile ai fini fiscali.

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