HOME Articoli

Lo sai che? Debiti da cartelle Equitalia troppo alti: il tribunale li riduce

Lo sai che? Pubblicato il 23 novembre 2015

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 23 novembre 2015

Piano del consumatore applicabile anche ai debiti con il fisco e alle cartelle esattoriali di pagamento notificate da Equitalia.

A volte trovare sotterfugi per non pagare i debiti può essere più difficile (oltreché più rischioso) di appellarsi alla stessa legge: chi ha accumulato numerose cartelle di pagamento, notificategli da Equitalia, può infatti accedere a uno strumento relativamente nuovo, e ancora poco conosciuto, che gli consente di cancellare per sempre ogni passività dietro pagamento di un “saldo e stralcio” ossia di una percentuale (a volte irrisoria) proporzionale alle proprie concrete possibilità familiari.

In pratica, il contribuente, dietro presentazione di una istanza al tribunale, ottiene una notevole decurtazione degli importi dovuti a Equitalia se riesce a dimostrare:

– di aver sempre tenuto un comportamento corretto (egli, cioè, non deve aver assunto obblighi che sapeva di non poter adempiere con il proprio patrimonio)

-e, nello stesso tempo, di possedere un patrimonio che, se anche venduto per intero, non consentirebbe mai di ripianare il debito.

Si tratta del cosiddetto piano del consumatore, anche battezzato “legge anti suicidi” [1].

Sono già due i decreti che, con riferimento a debiti per cartelle di pagamento, hanno accolto la richiesta del debitore: il primo – ormai storico – è del Tribunale di Busto Arsizio e risale all’anno scorso. Il secondo è del Tribunale di Varese che ha concesso una decurtazione sul debito complessivo di ben l’87%. Il Tribunale di Napoli ha concesso la stessa procedura di esdebitazione con riferimento, invece, a un debito nei confronti di una banca. La novità di tali pronunce giurisprudenziali è che hanno accolto l’istanza del debitore nonostante i creditori non fossero molteplici, ma uno solo (appunto Equitalia o l’istituto di credito), purché il debito fosse di rilevante entità.

Il debitore propone al tribunale un programma di pagamento dei creditori con i suoi redditi presenti e futuri e/o, eventualmente, procedendo alla vendita di alcuni dei suoi beni, sotto la gestione di un liquidatore nominato dal giudice ed il cui ricavato andrà ripartito tra i creditori (se più di uno).

L’aspetto più interessante del piano del consumatore rispetto a tutte le altre procedure di cancellazione dei debiti, è che non richiede il consenso preventivo del/dei creditore/i. Difatti, la proposta avanzata dal debitore passa unicamente dal vaglio del giudice che ne accerta la meritevolezza e la fattibilità concreta alla luce delle effettive disponibilità economiche del contribuente. Quindi procede all’omologazione del programma, nominando un Organismo di composizione della crisi, che presiede all’intera procedura, verificando il corretto adempimento da parte del debitore.

Con l’omologazione si interrompono tutti i pignoramenti in corso contro il debitore: si pensi alla vendita forzata della casa, al pignoramento del conto corrente o dello stipendio. Né, ovviamente, potranno esserne intrapresi di nuovi durante o dopo la procedura. Inoltre, una volta completato il programma avanzato dal debitore, questi sarà liberato per sempre dei debiti pregressi anche se non onorati.

Nell’ipotesi in cui l’esecuzione del piano del consumatore divenga impossibile per ragioni non imputabili al debitore, quest’ultimo, con l’ausilio dell’organismo di composizione della crisi, può procedere alla modifica della proposta.

note

[1] L. n. 3/2012.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI