Scadenze fiscali 30 novembre: quali sono?

23 novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 novembre 2015



Secondo acconto Irpef, Ires, Cedolare Secca, Minimi, Contributi Gestione Separata: le principali scadenze del 30 novembre 2015.

Il lunedì “nero” è alle porte (ma potremmo chiamarlo anche lunedì rosso, dal colore del conto corrente, o verde, pensando alle tasche dei poveri contribuenti): entro una settimana, difatti, cioè entro lunedì 30 novembre 2015, dovranno essere effettuati numerosi versamenti fiscali e contributivi. Vediamoli insieme.

Secondo acconto Irpef

Ricordiamo che l’acconto Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche)deve essere pagato:

– in un’unica rata, pari al 100% dell’imposta a saldo, se la stessa imposta a saldo (rigo RN 34 “Differenza” del Modello Unico Persone Fisiche 2015, non l’imposta a debito, rigo RN 45) va da 51,66 Euro a 257,52 Euro: il termine del pagamento è il 30 novembre 2015;

– in due o più rate, oltre i 257,52 Euro; il secondo acconto, con scadenza 30 novembre 2015, deve in questo caso essere pari al 60% del saldo, mentre il primo acconto, frazionabile, deve essere pari al 40%.

Sino a 51,65 Euro non deve essere versato alcun acconto.

Secondo acconto Ires

Similmente a quanto osservato per l’acconto Irpef, l’acconto Ires (l’imposta sul reddito delle società) deve essere pagato:

– in un’unica rata, pari al 100% dell’imposta a saldo, se la stessa imposta a saldo (rigo RN 17 del modello Unico SC 2015- Società di capitali, o RN 28 del Modello Unico ENC 2015- Enti non commerciali) va da 20,67 Euro a 257,52 Euro: il termine del pagamento è il 30 novembre 2015;

– in due o più rate, oltre i 257,52 Euro; il secondo acconto, con scadenza 30 novembre 2015, deve in questo caso essere pari al 60% del saldo, mentre il primo acconto, frazionabile, deve essere pari al 40%.

Sino a 20,66 Euro non deve essere versato alcun acconto.

Secondo acconto Irap

Parallelamente a quanto già esposto, il versamento dell’acconto Irap, per le persone fisiche ed i soggetti Irpef, deve essere effettuato:

– in un’unica rata, pari al 100% dell’imposta a saldo, se l’Irap a saldo (rigo IR 21 “Totale Imposta” del Modello Irap 2015) va da 51,66 Euro a 257,52 Euro: il termine del pagamento è il 30 novembre 2015;

– in due o più rate, oltre i 257,52 Euro; il secondo acconto, con scadenza 30 novembre 2015, deve in questo caso essere pari al 60% del rigo IR 21, mentre il primo acconto, anch’esso rateizzabile, deve essere pari al 40%. Sino a 51,65 Euro non è dovuto alcun acconto.

Per i soggetti Ires, il pagamento dell’acconto Irap deve essere così effettuato:

– in un’unica rata, pari al 100% dell’imposta a saldo, se il totale dell’Irap va da 20,67 Euro a 257,52 Euro: il termine del pagamento è il 30 novembre 2015;

– in due o più rate, oltre i 257,52 Euro; il secondo acconto, con scadenza 30 novembre 2015, deve in questo caso essere pari al 60% del saldo, mentre il primo acconto, frazionabile, deve essere pari al 40%.

Sino a 20,66 Euro non deve essere versato alcun acconto.

I codici da utilizzare, per i versamenti F24, sono 3812 per il primo acconto, e 3813 per il secondo.

Acconto imposta Contribuenti Minimi

L’adesione al Regime dei Nuovi Contribuenti Minimi [1], comporta il pagamento di un’imposta sostitutiva, pari al 5% del reddito; l’acconto deve essere versato:

– in un’unica rata, pari al 100% dell’imposta a saldo, se l’importo presente al rigo LM 14 -“Differenza”- del Modello Unico 2015 va da 51,66 Euro a 257,52 Euro: il termine del pagamento è il 30 novembre 2015;

– in due o più rate, oltre i 257,52 Euro; il secondo acconto, con scadenza 30 novembre 2015, deve in questo caso essere pari al 60% del saldo, mentre il primo acconto, frazionabile, deve essere pari al 40%.

Sino a 51,65 Euro non è dovuto alcun acconto.

I codici tributo da utilizzare per i versamenti in acconto nell’F24 sono:

1793, per il primo acconto;

1794, per il secondo.

Chi non versa il secondo acconto?

Per tutte le imposte elencate, si può decidere di non versare il secondo acconto, laddove si presuma di conseguire un reddito inferiore a quello dell’anno precedente.

In pratica, per non versare il secondo acconto 2015, occorrerà:

– determinare l’imposta a debito presunta per l’anno 2015, sulla base degli elementi conosciuti;

– versare la percentuale minima prevista per l’acconto. Se, però, gli acconti versati dovessero rivelarsi insufficienti, in sede di determinazione del saldo 2015 (dichiarazione 2016), bisognerà versare gli acconti in misura intera, secondo il metodo previsionale, col ravvedimento operoso.

Secondo Acconto Cedolare secca

Il metodo di calcolo dell’acconto della Cedolare Secca (l’imposta sostitutiva sugli affitti) ha un meccanismo simile a quanto già osservato per le altre imposte.

In particolare, l’acconto deve essere versato:

– in un’unica rata, pari al 95% dell’imposta a saldo, se l’importo presente al rigo RB 11, Colonna 3, “Totale imposta cedolare secca”, del Modello Unico 2015 va da 51,66 Euro a 257,52 Euro: il termine del pagamento è il 30 novembre 2015;

– in due o più rate, oltre i 257,52 Euro; il secondo acconto, con scadenza 30 novembre 2015, deve in questo caso essere pari al 60% del saldo, mentre il primo acconto, differibile, deve essere pari al 40%.

Sino a 51,65 Euro non è dovuto alcun acconto.

Acconto Contributi Gestione Separata

Anche la contribuzione degli iscritti alla Gestione Separata Inps, pur non essendo un tributo, segue il sistema degli acconti d’imposta.

Il totale degli acconti, in particolare, è pari all’80% dell’importo della contribuzione annuale, quale risultante dal rigo RE 25, RE 21 o LM 6 (a seconda del regime fiscale prescelto) del modello Unico PF 2015.

Nel dettaglio, dovrà essere pagato:

– un primo acconto corrispondente al 40% dell’importo entro la stessa scadenza del saldo Irpef, differibile;

– un secondo acconto, anch’esso corrispondente al 40% dell’importo, entro il 30 novembre.


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