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Può il singolo condomino far causa ai morosi che non pagano le spese?

24 novembre 2015


Può il singolo condomino far causa ai morosi che non pagano le spese?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 novembre 2015



Condominio: la richiesta individuale di decreto ingiuntivo contro i condomini che non pagano gli oneri mensili in caso di inerzia dell’amministratore.

Il problema di ogni condominio è la costante presenza dei furbetti che non vogliono pagare le spese condominiali: un comportamento parassitario nei riguardi, invece, di chi è diligente ed adempie ai propri obblighi nell’interesse comune. Tuttavia, sebbene la riforma del condominio abbia, a riguardo, posto obblighi ben precisi in capo all’amministratore di condominio, essendo questi tenuto ad agire in tribunale entro sei mesi nei confronti dei morosi (senza neanche attendere l’autorizzazione dell’assemblea, la quale, peraltro, potrebbe decidere di interrompere, nei confronti degli inadempienti, l’erogazione di quei servizi condominiali suscettibili di godimento separato), le cose non vanno spesso così e i tempi si dilatano enormemente.

Il rischio di questa stasi nell’attività di recupero dei crediti dai morosi è che i creditori agiscano con un pignoramento nei confronti del condominio. È vero che le nuove norme obbligano i creditori ad agire prima nei confronti dei condomini che non hanno pagato le spese (il cui elenco deve essere loro fornito dall’amministratore) e solo successivamente, nei confronti di quelli virtuosi, ma è anche vero che la giurisprudenza ritiene possibile anche un pignoramento diretto – ossia in prima battuta – contro il conto corrente condominiale, che è bene comune, in questo caso formato principalmente dai soldi dei condomini adempienti. I quali, quindi, resterebbero ugualmente pregiudicati.

Per reazione, i condomini virtuosi potrebbero decidere di agire nei confronti dell’amministratore, chiedendo al Tribunale la revoca per giusta causa, e poi ricorrendo un’altra volta al giudice per ottenere la nomina di un nuovo rappresentante del condominio. Ma anche in questo caso i tempi sono lunghi e i creditori, di norma, non aspettano.

Così, sebbene non esistano ancora sentenze espresse in questo tema, c’è qualcuno che ritiene possibile che il condomino, nell’inerzia dell’amministratore, si sostituisca ad esso, agendo, in prima persona, in tribunale per ottenere un decreto ingiuntivo nei confronti dei condomini morosi. Insomma, il singolo contro il singolo.

Come giustificare questa forzatura interpretativa? Innanzitutto esiste una norma nel codice civile [1] che consente ad ogni condomino di sostituirsi all’amministratore nella tutela della cosa comune tutte le volte in cui vi sia il pericolo imminente.

Il condòmino, in sostanza, potrebbe prendere il posto dell’amministratore inadempiente (purché questo non abbia ricevuto dalla assemblea l’autorizzazione a non perseguire i morosi) e tutelare il bene comune (e quindi in parte anche il suo) richiedendo egli stesso un decreto ingiuntivo nei confronti dei condòmini in ritardo nel pagamento delle spese condominiali. A riguardo, la Cassazione [2] ha ritenuto lecito (anche se con alcune limitazioni) la possibilità, per ogni singolo condomino, in caso di inerzia dell’amministratore, di agire in prima persona impugnando la sentenza sfavorevole al condominio: insomma la giurisprudenza sembra tutt’altro che restia a riconoscere una legittimazione processuale attiva del singolo condòmino in sostituzione a quella dell’amministratore quando questi non compia i propri doveri.

In ultimo, sempre la Suprema Corte [3] ha ritenuto lecito che il singolo condòmino possa agire in giudizio contro un altro condòmino per la restituzione (quanto meno pro quota) di quanto l’amministratore aveva, senza motivo, versato a quest’ultimo con fondi condominiali.

note

[1] Art. 1110 e 1134 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 1652/2015.

[3] Cass. sent. n. 4468/2015.

Autore immagine: 123rf com

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