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Cosa non può fare il fallito

24 novembre 2015


Cosa non può fare il fallito

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 novembre 2015



Le incapacità che derivano dalla dichiarazione di fallimento dell’imprenditore.

Il codice civile ed altre disposizioni di legge prevedono per il fallito persona fisica delle incapacità civili personali: le incapacità sono, cioè, l’elenco di quelle attività che al fallito vengono precluse dopo la dichiarazione di fallimento.
Secondo alcuni autori tali incapacità personali sono applicabili anche alla società, se compatibili con la struttura sociale dell’impresa.
Le incapacità scattano dal momento del deposito della sentenza di dichiarazione di fallimento, indipendentemente dal fatto che sia divenuta o meno definitiva, cioè se sia in corso oppure no l’impugnazione (cosiddetto passaggio in giudicato) [1]. Le incapacità permangono fino alla chiusura del fallimento. Eccole qui di seguito elencate.

Incapacità del fallito-persona fisica

Il fallito non può ricoprire gli incarichi di:

– amministratore e sindaco (e ausiliari del collegio sindacale) di società di capitali e di società cooperative;

– rappresentante comune degli obbligazionisti di società per azioni;

– curatore fallimentare;

– arbitro;

– curatore di incapace o minore, tutore o protutore.

Inoltre il fallito subisce le seguenti ulteriori incapacità:

– esclusione di diritto dalle società semplici, dalle s.n.c.; da accomandatario di s.a.s.;

– esclusione dalle sale di borsa.

Incapacità della società fallita

La dichiarazione di fallimento comporta, per la società, le seguenti limitazioni:

– esclusione dalle gare per gli appalti di opere pubbliche;

– impossibilità di esercitare l’attività di gestione esattoriale.

Inoltre la società non può procedere all’iscrizione nel registro delle imprese:

– dei mediatori;

– dei mediatori di assicurazione o riassicurazione.

Cancellazione dagli albi

La legge prevede espressamente che la dichiarazione di fallimento comporta la cancellazione dall’albo professionale per gli agenti di cambio e gli intermediari assicurativi e riassicurativi.

Per l’iscrizione invece negli altri albi o per l’esercizio di alcune attività è necessario che il soggetto abbia tenuto una “buona condotta”, di specchiata moralità, o goda pienamente dei diritti civili; a riguardo è stato cancellato ogni aspetto punitivo e sanzionatorio del fallimento.

Ad esempio per l’iscrizione agli albi:

– dei dottori commercialisti ed esperti contabili si richiede una condotta “irreprensibile”;

– degli avvocati è necessaria una condotta “specchiatissima e illibata”;

– dei notai si richiedono “moralità e […] condotta sotto ogni rapporto incensurate”;

– dei geometri si richiede il pieno esercizio dei diritti civili;

– dei giudici di pace si richiede il pieno esercizio dei diritti civili e politici.

note

[1] Cass. sent. n. 6558/1994.

Autore immagine: 123rf com


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