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Le Guide Legge 104, permessi per disabili e loro familiari

Le Guide Pubblicato il 24 novembre 2015

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Domanda di permessi Legge 104 per portatori di handicap grave e familiari che le assistono: quando spettano, retribuzione, durata, decadenza dal diritto, il fax simile della richiesta.

La normativa, con riguardo al superiore interesse all’assistenza ed all’inserimento dei disabili, riconosce il diritto alla fruizione di permessi e congedi retribuiti ai lavoratori che possiedono i seguenti requisiti:

– maggiorenni portatori di handicap grave;

familiari che assistono portatori di handicap grave.

Non possono fruire dei congedi retribuiti i soli lavoratori a domicilio e domestici.

 

Disabilità grave

Perché sussista il requisito dell’handicap grave, deve essere presente una minorazione fisica, psichica o sensoriale, caratterizzata dalla gravità, la quale causi difficoltà di apprendimento, di relazione o d’ integrazione lavorativa, in modo da comportare svantaggio sociale ed emarginazione [1].
In particolare, la disabilità si considera grave quando la minorazione risulta tale da ridurre l’autonomia personale, in relazione all’età, cosicché sia indispensabile un’assistenza permanente, continuativa e completa del soggetto.

L’handicap grave non deve essere confuso con l’invalidità: un soggetto può essere invalido e portatore di handicap grave, ma mentre l’invalidità è correlata alla diminuzione della capacità lavorativa, l’handicap, come appena esposto, è legato allo svantaggio sociale dell’individuo.

Accertamento sanitario

La sussistenza della gravità della minorazione deve essere accertata da un’apposita Commissione Asl, nella quale è presente un medico dell’INPS.

L’iter per la richiesta degli accertamenti sanitari è piuttosto articolato; per una guida pratica sull’argomento, vi invitiamo a leggere: come funzionano gli accertamenti sanitari.

Nell’attesa che arrivi il certificato di disabilità grave da parte della Commissione, è comunque possibile che un medico dell’Asl, specialista nella patologia del soggetto, effettui un accertamento provvisorio, rilasciandone la relativa certificazione.

Qualora il soggetto sia portatore della Sindrome di Down, il certificato può essere rilasciato dal medico curante. Se, invece, il soggetto ha una patologia oncologica, l’accertamento deve essere effettuato dalla Commissione entro 15 giorni dall’invio della domanda. I grandi invalidi di guerra sono riconosciuti portatori di handicap grave solo in base all’attestato di pensione rilasciato dal ministero del Tesoro.

Qualora la Commissione ASL non si pronunci entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, il certificato rilasciato a seguito dell’accertamento provvisorio del medico specialista è pienamente efficace, sino alla pronuncia della Commissione [2]. Laddove la pronuncia successiva della Commissione, però, non riconosca l’handicap grave, le prestazioni percepite devono essere restituite dal beneficiario.

Assistenza continuativa

L’assistenza al portatore di handicap, perché dia luogo al beneficio dei permessi retribuiti, deve essere continuativa: questo non comporta necessariamente la convivenza tra il lavoratore ed il disabile, poiché, secondo un noto interpello del Ministero del Lavoro, tra l’abitazione del disabile e quella di chi lo assiste può sussistere una distanza percorribile entro un’ora [3]. Ciò che interessa, comunque, è che sia presente un’assistenza sistematica ed adeguata: in base a ciò, è possibile chiedere i permessi anche qualora il tempo per coprire la distanza tra le abitazioni superi 60 minuti, presentando un programma delle modalità di assistenza. Sulla congruità medico-legale del programma dovrà esprimersi il dirigente del Centro medico legale della sede INPS competente .

In caso di ricovero ospedaliero, si potranno fruire i permessi se:

– è richiesta l’assistenza da parte di un familiare;

– il disabile è in stato vegetativo persistente;

-il disabile ha una prognosi infausta a breve termine.

– il disabile deve uscire dalla struttura per visite specialistiche e terapie.

Domanda permessi Legge 104

La domanda di fruizione dei permessi per assistenza ai disabili deve essere presentata direttamente all’Inps, e solo in copia al datore di lavoro: è l’Istituto, difatti, a pagare la relativa indennità.

Alla domanda va obbligatoriamente allegata la certificazione dell’ASL che attesti lo stato di grave minorazione.

Il datore di lavoro è comunque tenuto a verificare l’esistenza dei requisiti dell’agevolazione, pur non avendo discrezionalità in merito.

Il lavoratore deve comunicare ogni variazione, relativa alla situazione agevolata, entro 30 giorni.

Sia la domanda, che le relative variazioni, possono essere inoltrate all’Inps tramite:

Portale web dell’Istituto, presso la sezione Servizi al Cittadino, qualora si possieda l’apposito Pin;

Contact Center Inps-Inail, chiamando il numero 803.164;

Patronati, attraverso i servizi telematici offerti da tali enti.

Permessi Legge 104 per disabili

Qualora il soggetto che richiede i permessi retribuiti sia lo stesso disabile, dovrà scegliere tra due tipologie di assenza:

permessi orari, pari a due ore al giorno, se l’orario giornaliero supera le 6 ore;

permessi giornalieri, pari a tre giorni al mese, fruibili anche frazionatamente.

È sempre possibile cambiare modalità di permesso, modificando la domanda già presentata, anche all’interno dello stesso mese, se insorgono esigenze documentate improvvise e imprevedibili.
Eventuali giornate non godute in un mese non possono, però, essere cumulate con quelle spettanti nel mese successivo.

Permessi Legge 104 e part-time

La disciplina dei permessi retribuiti Legge 104 cambia, in caso di riduzione dell’orario di lavoro, dovuto a part time orizzontale o verticale.

Se i permessi, in particolare, sono richiesti da chi ha un contratto di part-time orizzontale:

– le giornate di permesso sono sempre 3, anche se corrisponderanno a un numero minore di ore;

– se il permesso è frazionato ad ore, si avrà diritto ad una sola ora libera al giorno, per orario giornaliero inferiore alle 6 ore.

Se i permessi, al contrario, sono richiesti da chi ha un contratto di part-time verticale, il riproporzionamento delle assenze deve essere effettuato in questo modo:

 se l’attività lavorativa è limitata ad alcuni giorni del mese, la proporzione da effettuare è la seguente:

ore spettanti= numero dei giorni di lavoro effettivi per giorni di permesso teorici, diviso il numero dei giorni lavorativi.

Ad esempio, se Tizio lavora 8 giorni al mese, su 27 lavorativi, anziché 3 giornate di permesso spetteranno:

X= (8*3)/27=0,8

Il risultato è pari a 0,8 giorni di permesso, da arrotondare all’unità, dunque ad un giorno di permesso.

Permessi Legge 104 per i familiari del disabile
I familiari che possono richiedere i permessi retribuiti per l’assistenza di un portatore di handicap grave sono:

– genitori (naturali, adottivi ed affidatari), esclusi tutori e amministratori di sostegno;

coniuge;

parenti ed affini entro il 3° grado (in determinate ipotesi).

Normalmente i permessi sono accordati a un solo lavoratore per assistere lo stesso disabile: fanno eccezione alla regola i genitori, che possono assentarsi alternativamente per assistere lo stesso figlio. Inoltre, il genitore può assentarsi anche se l’altro genitore non lavora.

I permessi retribuiti sono concessi anche se:

– nel nucleo ci sono conviventi familiari non lavoratori idonei all’assistenza;

– sono presenti altre forme di assistenza, pubblica o privata (badanti, personale di enti pubblici o non profit).

Nella tabella sono elencati i soggetti che possono fruire dei permessi retribuiti per l’assistenza ai disabili, e la durata delle assenze.

Fruitori e durata permessi legge 104

Soggetti Durata
Genitori  (compresi adottivi e affidatari, esclusi tutori e a.d.s.) – prolungamento sino a 3 anni del congedo parentale, entro i 12 anni di vita del bambino;
– 2 ore di permesso giornaliero;
– 3 giorni di permesso mensili, anche continuativi;
Coniuge, parenti e affini entro il 3° grado 3 giorni di permesso mensili, frazionabili o continuativi

L’azienda non può, come abbiamo detto, rifiutare la concessione dei permessi, ma può richiederne la programmazione, se:

– il lavoratore può individuare in anticipo le giornate di assenza;

– non è pregiudicato il diritto dell’invalido all’effettiva assistenza;

– la programmazione sia condivisa con lavoratori e rappresentanze sindacali.

Ad ogni modo, il lavoratore può sempre spostare unilateralmente i permessi, perché l’interesse di assistenza e tutela del disabile prevale sulle esigenze organizzative aziendali.

Frazionamento orario permessi

I tre giorni di permesso mensile possono essere frazionati ad ore tramite il seguente procedimento:

– normale orario di lavoro settimanale, per 3 giorni di permesso mensile, diviso giorni lavorativi settimanali.

Ad esempio, se Tizio lavora per 40 ore, su 5 giorni a settimana, avrà diritto a 24 ore di permesso (40 ore moltiplicato 3 giorni di permesso, diviso 5).

Cumulo permessi Legge 104

Nei casi in cui il dipendente abbia diritto ad assistere più portatori di handicap, può cumulare i relativi permessi; le assenze devono essere, a ogni buon conto, preordinate all’assistenza del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado (entro il secondo grado se eventuale coniuge o genitori dell’invalido sono ultrasessantacinquenni, invalidi o deceduti o mancanti).
Se un disabile fruisce già dei permessi Legge 104 per se stesso, può cumulare le assenze coi permessi per assistere un proprio familiare portatore di handicap grave.

È inoltre permessa la contemporanea fruizione delle tre giornate di permesso da parte del lavoratore disabile grave e da parte del familiare che lo assiste [5].
Il cumulo non è, al contrario, consentito quando altre persone possono assistere il disabile, o quando lo stesso lavoratore può assistere più disabili contemporaneamente, non essendo necessaria l’assistenza disgiunta.

Ad ogni modo, ne casi in cui il cumulo è consentito, il richiedente dovrà presentare una domanda per ciascun disabile assistito.

I permessi Legge 104 sono cumulabili col congedo parentale ed i permessi per malattia del figlio, ma non si possono fruire nella stessa giornata, da parte dello stesso genitore; è possibile il cumulo coi permessi per allattamento per un altro figlio.

Indennità permessi legge 104

I permessi per l’assistenza del disabile sono retribuiti dall’Inps, ma anticipati dal datore di lavoro, che provvede poi al recupero in sede di denuncia mensile Uniemens.

Il pagamento diretto dell’Inps avviene soltanto nelle seguenti ipotesi:

operai agricoli a tempo determinato e lavoratori assimilati;
– lavoratori stagionali;
disoccupati o sospesi privi di Cig;
– lavoratori dello spettacolo saltuari o con contratto a tempo determinato;
autonomi;
– datore di lavoro sottoposto a procedura concorsuale (fallimento, concordato preventivo, amministrazione controllata, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria);
– pagamento diretto di CIG o CIG in deroga;
– disposizioni della Direzione Territoriale del Lavoro;
– azienda cessata;
rifiuto al pagamento da parte del datore di lavoro (previa diffida da parte dell’Inps).

Per ricevere l’indennità direttamente dall’Inps, il dipendente dovrà presentare apposita domanda, e dichiarare di non avere ricevuto da parte del datore alcuna somma, o di aver ricevuto solo parte dell’indennità dovuta.

Decadenza permessi Legge 104

Qualora l’Inps accerti che i requisiti e le condizioni per fruire dei permessi retribuiti non sussistano, o non esistono più, dovrà effettuare:
– la revoca dei permessi retribuiti, dal momento della loro decadenza;

– il recupero delle indennità eventualmente conferite dopo la decadenza, effettuando la relativa comunicazione al datore di lavoro.

Dati richiedente

Dati Azienda /Amministrazione

DOMANDA DI PERMESSI PER ASSISTENZA AD UN FAMILIARE DISABILE

(LEGGE n. 104/1992 ART.33 COMMA 3)

Il sottoscritto (Nome, Cognome, Codice Fiscale, Residenza, Struttura/ Unità/ Divisione / Team di appartenenza)

chiede di fruire dei permessi retribuiti previsti dall’art. 33 comma 3 della legge 104/1992

per poter assistere il Sig. (Nome, Cognome, Codice Fiscale, Residenza disabile)

con il quale è nella seguente relazione di parentela:…………………………………………………

A tal fine, consapevole che le dichiarazioni mendaci, la falsità negli atti e l’uso di atti falsi sono puniti, ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. n. 445/2000, con le sanzioni previste dalla legge penale e dalle leggi speciali in materia, dichiara che:

– nessun altro familiare beneficia dei permessi per lo stesso soggetto in situazione di disabilità grave;

– il soggetto in situazione di disabilità grave con il quale sussiste un rapporto di parentela /affinità:

o               non è coniugato;

o               è vedovo/a;

o               è coniugato ma il coniuge ha compiuto 65 anni di età;

o               è coniugato ma il coniuge è affetto da patologie invalidante;

o               è stato coniugato ma il coniuge è deceduto;

o               è separato legalmente o divorziato;

o               è coniugato ma in situazione di abbandono;

o               ha uno o entrambi i genitori deceduti,

o               ha uno o entrambi i genitori con più di 65 anni di età;

o               ha uno o entrambi genitori affetti da patologia invalidante;

– è consapevole che le agevolazioni sono uno strumento di assistenza del disabile e, pertanto il riconoscimento delle stesse comporta la conferma dell’impegno giuridico e morale a prestare effettivamente la propria opera di assistenza;

– è consapevole che la possibilità di fruire delle agevolazioni comporta un onere per l’amministrazione e un impegno di spesa pubblica che lo Stato e la collettività sopportano per l’effettiva tutela dei disabili;

– il soggetto in situazione di disabilità grave non è ricoverato a tempo pieno, con le eccezioni previste al punto 3 della circolare del 3 dicembre 2010 n. 155;

– si impegna a comunicare tempestivamente ogni variazione della situazione di fatto e di diritto da cui consegua la perdita della legittimazione alle agevolazioni (decesso, revoca del riconoscimento dello stato di disabilità grave in caso di rivedibilità, ricovero a tempo pieno)

Si allega:

– copia del verbale definitivo/provvisorio della apposita Commissione Medica di cui all’art. 4, comma 1, L. 104/1992 integrata ai sensi dell’art. 20, comma 1, del D.L. n. 78/2009 convertito nella legge n. 102/2009 attestante lo stato di “disabilità grave” ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 104/1992 in capo al soggetto che necessita di assistenza (in caso di verbale provvisorio il sottoscritto si impegna a produrre il definitivo non appena conseguito);

– dichiarazione del soggetto in situazione di disabilità grave – ovvero del suo tutore legale, curatore o amministratore di sostegno (allegare copia del decreto di nomina) – nella quale viene indicato il familiare che debba prestare l’assistenza prevista dai termini di legge.

– nei casi previsti, provvedimento da cui risulti lo stato giuridico di divorzio o di separazione.

– fotocopia documento di identità in corso di validità.

Data………………………                                              Firma del dipendente dichiarante

 

DATI E DICHIARAZIONE DEL SOGGETTO DISABILE

(DA NON COMPILARE QUALORA SI RICHIEDA PER ASSISTERE UN MINORE)

Il/la sottoscritt……………………………………………………………………………………………….. nato/a

a …………………………………………………………………………..…………. il ……………………………………

residente in…………………………………………………………………….. prov…………………………………

via/piazza……………………………………………………………..… cap……..……. consapevole delle sanzioni penali, richiamate dall’art. 76 del D.P.R. 445 del 28 dicembre 2000, per dichiarazioni non veritiere, formazione o uso di atti falsi,

dichiara:

□                                 di essere in condizione di disabilità grave accertata con verbale della                  Commissione Asl di…………………………………….…….il…………………….………..;

□               di essere in condizione di disabilità il cui stato di gravità è in corso di accertamento;

□               di non essere ricoverato a tempo pieno;

□               di prestare attività lavorativa e di beneficiare delle agevolazioni previste         dalla legge 104/1992 per se stesso;

□               di non prestare attività lavorativa;

□               di essere parente di ………….grado del richiedente in quanto…………………………..;

□               di voler essere assistito soltanto dal Sig./ra……………………………………………………..

nato a ……………………………………………………..……..…il…………………………………….…….

Si allega copia di documento di identità in corso di validità.

Firma …………………………

Luogo e data………………………………..

note

[1] Art. 3 Co. 1 L. 104/92

[2] Inps Circ. 53/2008.

[3] Interpello Min. Lav. n. 25/I/0004577 del 10/10/2006.

[4] Inps Mess. 15021/2007.

[5] Inps Mess. 24705/2011.

Autore immagine: 123rf com


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