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Lo sai che? Condominio: il debito del moroso non può essere diviso tra gli altri

Lo sai che? Pubblicato il 24 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 novembre 2015

Senza unanimità non si può ripartire il debito di un condomino che non ha pagato le spese di condominio tra gli altri proprietari di appartamenti: esclusa la solidarietà.

L’assemblea di condominio non può approvare, a semplice maggioranza, di dividere il debito di un condomino moroso tra gli altri condòmini che già hanno pagato le spese di condominio. Per spalmare la morosità del soggetto inadempiente è necessario, invece, il voto all’unanimità. A dirlo è una recente sentenza del Tribunale di Roma [1].

Secondo il giudice capitolino, è illegittima – e può essere impugnata entro 30 giorni, previo tentativo di mediazione – la delibera condominiale che approva la ripartizione del debito residuo a carico dei condomini: infatti, non sussiste, a carico di quelli non morosi, alcun obbligo e non vi è neanche, tra i condomini, alcun principio di solidarietà delle obbligazioni.

Tale principio era stato introdotto nel 2008 da una nota sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione [2]. Secondo la Corte, infatti, “le obbligazioni e la susseguente responsabilità dei condomini sono governate dal criterio della parziarietà”: in pratica, a ciascun singolo proprietario si possono imputare, in proporzione alla sua quota millesimale, solo le spese assunte nel cosiddetto interesse del condominio per la prestazione dei servizi comuni e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza. Insomma, le obbligazioni dei condomini seguono regole simili a quelle usati per le obbligazioni degli eredi.

Una diversa divisione delle spese, e quindi, l’eventuale riparto dell’ammanco al bilancio tra tutti gli altri proprietari è possibile solo se c’è l’unanimità.

note

[1] Trib. Roma. sent. n. 18477/15.

[2] Cass. S.U. sent. n. 9148/08.

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. Prendo atto della sentenza del Tribunale di Roma ma vorrei capire chi deve farsi carico degli oneri del condomino moroso, soprattutto se non ha beni aggredibili o ha la sola casa di proprietà! Sappiamo tutti bene, infatti, che è un’impresa ardua ed onerosa avviare la procedura di pignoramento immobiliare…e poi l’amministratore non è certamente tenuto ad anticipare i soldi dovuti dal condomino moroso…non potrebbe rifiutarsi di saldare le bollette dei consumi ed altri oneri condominiali se non ha la disponibilità finanziaria necessaria? Grazie….

  2. Ho l’impressione che il Giudice in questione prende per i fondelli i condomini ” onesti ” oppure nella sentenza non ha tenuto conto delle conseguenze pratiche.
    Infatti se un condomino non paga gli altri sono COSTRETTI a pagare per lui per avere i servizi necessari al condominio.

  3. A parte tutte le problematiche relative alla annullabilità (o nullità) della delibera e relative conseguenze in termini di tempo per l’impugnazione della delibera invalida (o nulla) ai fini pratici basterebbe “staccare” le utenze al condomino moroso per i servizi per cui è inadempiente ex art. 63 disp.att. 3°co. c.c.
    @Marcello Ottaviani: se ne fa carico il creditore previa acquisizione dall’amministratore del nominativo dei condomini morosi. La nuova normativa del condominio consente comunque al creditore di rivalersi sui condomini adempienti (pro quota e non per l’intero) previa escussione dei condomini morosi ex art. 63 disp.att. 2°co. c.c.
    Basterebbe che ognuno facesse il suo.. condomini e amministratori.

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