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Che succede se non apro la porta all’ufficiale giudiziario

25 Nov 2015


Che succede se non apro la porta all’ufficiale giudiziario

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Nov 2015



Se arriva l’ufficiale giudiziario del tribunale per un pignoramento che succede se non gli apro o faccio finta che non sono in casa?

Su incarico del creditore (o meglio del suo avvocato), l’ufficiale giudiziario si deve recare all’indirizzo indicato dal creditore per eseguire il pignoramento sulle cose che ritiene di più facile e pronta liquidazione nel limite di un presumibile valore di realizzo pari all’importo del credito precettato aumentato della metà. Per esempio: se il debito è di 1.000 euro, l’ufficiale può pignorare beni fino a un importo massimo di 1.500 euro per coprire gli interessi e le spese della procedura.

L’ufficiale giudiziario può effettuare il pignoramento solo nei giorni feriali tra le ore 7 e le 21.

I giorni festivi in cui il pignoramento non può essere eseguito, sono tutte le domeniche e i giorni “rossi” in calendario.
Il pignoramento iniziato nelle ore prescritte può essere proseguito fino al suo compimento, anche se sfora detti orari.
Il creditore pignorante può tuttavia chiedere l’autorizzazione del presidente del tribunale o di un giudice da lui delegato a fare eseguire il pignoramento fuori degli orari previsti.

Se il debitore non apre la porta o frappone resistenza. L’ufficiale giudiziario può richiedere l’assistenza della forza pubblica quando è necessario. Tale necessità può sorgere ad esempio per aprire porte, ripostigli o recipienti, per vincere la resistenza opposta dal debitore o da terzi oppure per allontanare persone che disturbano l’esecuzione del pignoramento. In tali casi, l’ufficiale giudiziario – che ricordiamo è un pubblico ufficiale – può farsi accompagnare eventualmente dai carabinieri o da un tecnico che rompa i lucchetti della porta.

Se il debitore è assente al momento dell’accesso, l’ufficiale giudiziario può rivolgere l’ingiunzione a una persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda, purché non minore di 14 anni o non palesemente incapace, consegnando un avviso di ingiunzione da recapitare al debitore. In mancanza di dette persone, l’ufficiale giudiziario deve affiggere un avviso alla porta dell’immobile in cui avrebbe dovuto eseguire il pignoramento.

In tal caso l’ufficiale potrà fare uno o più ulteriori accessi fino a quando il precetto è valido.

Il precetto è valido per massimo 90 giorni dal giorno della sua consegna nelle mani del debitore. Ciò però non significa che, una volta scaduto, il creditore non ne possa notificare uno ulteriore (cosiddetto “precetto in rinnovazione”) e procedere nuovamente a ulteriori tentativi finché non si prescriva il titolo (se sentenza o decreto ingiuntivo: 10 anni).

Modalità di esecuzione del pignoramento

L’ufficiale giudiziario individuati i beni da pignorare, rivolge personalmente al debitore l’ingiunzione di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito:
– i beni e i crediti che si assoggettano all’espropriazione;
– i frutti di tali beni o crediti.
Contestualmente consegna un avviso dell’avvenuto pignoramento nel quale è contenuta l’ingiunzione ad astenersi dal compiere atti sui beni.
L’ufficiale giudiziario, inoltre:

–  invita il debitore a effettuare, presso la cancelleria del giudice dell’esecuzione, la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio in uno dei comuni del circondario in cui ha sede il giudice competente per l’esecuzione, con l’avvertimento che, in mancanza, ovvero in caso di irreperibilità presso la residenza dichiarata o il domicilio eletto, le successive notifiche o comunicazioni a esso destinate saranno effettuate presso la cancelleria dello stesso giudice;

–  avverte il debitore che ha facoltà di chiedere la conversione del pignoramento.

note

Autore immagine: 123rf com


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