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Lo sai che? Il professionista può svolgere prestazioni gratis?

Lo sai che? Pubblicato il 25 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 novembre 2015

Avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro: possibile lo svolgimento di prestazioni gratuite nei confronti di parenti e amici.

Non è raro il caso in cui un professionista, avvocato, commercialista, o consulente, renda delle prestazioni gratuite nei confronti di parenti e amici: tuttavia, laddove l’attività risulti da riscontri ufficiali (atti giudiziari, presentazione della dichiarazione dei redditi o di altre pratiche per conto del cliente), il timore di un accertamento da parte del Fisco, che contesti la mancata dichiarazione del compenso, è, purtroppo, più che fondato, per quanto assurdo possa sembrare.

Fortunatamente, è da poco intervenuta una sentenza della Cassazione sull’argomento[1] che ha affermato la liceità dell’effettuazione di pratiche e prestazioni varie del professionista, nei confronti di soggetti coi quali intercorre un rapporto particolare, come familiari ed amici.

Prestazione gratis: in quali casi non è contestabile

Il caso concreto riguardava, in particolare, un’attività lavorativa resa gratuitamente da un commercialista nei confronti di amici e parenti, ma la massima giurisprudenziale si può ovviamente estendere per analogia anche ad altri professionisti, quali consulenti, avvocati, ingegneri etc.

Il principio della gratuità della prestazione nei confronti di soggetti coi quali intercorre uno stretto rapporto, ad ogni modo, non costituisce una novità assoluta: già una precedente sentenza della Suprema Corte [2], risalente a ben 10 anni fa, affermava che l’onerosità del contratto d’opera (cioè il contratto di lavoro autonomo), pur essendo un elemento normale dello stesso, non ne costituisce un elemento essenziale. Di conseguenza, un contratto di lavoro autonomo può essere perfettamente valido, anche senza la previsione di un compenso.

I motivi per i quali può essere effettuata una prestazione gratuita, peraltro, possono non limitarsi al legame d’amicizia, parentela o affinità, ma estendersi anche a ragioni di ordine sociale e di convenienza: si pensi, a tal proposito, a chi effettua determinate pratiche “marginali”, come consulenze iniziali, in maniera gratuita, a scopo promozionale.

Contestabilità delle prestazioni rese gratuitamente

Dall’altra parte, però, non è nemmeno possibile affermare che il vincolo della parentela, dell’amicizia, o le motivazioni promozionali possano costituire uno scudo universale agli accertamenti del Fisco.

Laddove, difatti, le pratiche gratis abbiano una consistenza elevata, o costituiscano un’alta percentuale rispetto al totale delle prestazioni effettuate dal professionista, questo modo di operare sarebbe da giudicare palesemente antieconomico: pertanto, un accertamento del Fisco in tal senso risulterebbe comunque più che giustificato.

note

 

[1] Cass. Sent. 21972/2015.

[2] Cass. Sent. 16966/2005.

Autore immagine: 123rf com


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