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Regime forfettario: nuovi minimi 2016

26 novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 novembre 2015



Regime Forfettario 2016 e Nuovi Minimi: disciplina, accesso, differenze.

 

Il Regime Forfettario, il nuovo regime agevolato fiscale introdotto dalla precedente Legge di Stabilità [1], è stato appena modificato dalla Legge di Stabilità 2016, che ha previsto un’imposizione più leggera e lo ha reso molto simile al Regime dei Nuovi Minimi.

Le novità previste dalla Stabilità 2016 sono, nel dettaglio:

– la tassazione ridotta al 5% anziché al 15%, per i primi 5 anni di attività, per chi aderisce al regime nel 2016;

– la tassazione ridotta al 10% anziché al 15%, per i primi 5 anni di attività, per chi ha aderito al regime nel 2015;

– l’innalzamento di 10.000 Euro delle soglie massime di ricavi che danno diritto alla permanenza nel Forfettario;

– l’innalzamento di 15.000 Euro delle soglie massime di ricavi che danno diritto alla permanenza nel Forfettario per i professionisti.

È stato poi confermato che non sarà più possibile aderire al regime dei Contribuenti Minimi nel 2016, restando valida unicamente la proroga per l’adesione nel 2015.

Vediamo, nel dettaglio, le differenze tra la disciplina dei Minimi e quella del Forfettario, i requisiti di accesso e le agevolazioni previste.

Minimi e Forfettario

Regime fiscale agevolato Nuovi Contribuenti Minimi Nuovo Forfettario
Soglia Massima Annua di Ricavi 30.000 Euro per tutte le attività Da 30.000 Euro a 50.000 Euro, a seconda dell’attività (professionisti: 30.000 Euro)
Durata del Regime 5 anni, o fino al compimento di 35 anni di età Indefinita con tassazione al 15% – max 5 anni con tassazione al 5%

(o al 10% per gli aderenti nel 2015)

Determinazione del reddito Ricavi  al netto di determinati costi inerenti e oneri previdenziali, con l’aggiunta di plusvalenze e lo scomputo delle minusvalenze Ricavi decurtati da un coefficiente di redditività che varia, a seconda dell’attività, dal 78% (professionisti) al 40%.
Determinazione dell’imposta 5% sul reddito netto, dedotte le perdite pregresse 15%sul reddito (ricavi ridotti dal coefficiente);

5% sul reddito (ricavi ridotti dal coefficiente) per i primi 5 anni di attività;

Requisiti per l’accesso al regime -l’attività non deve risultare la continuazione di un’attività precedente, svolta anche sotto forma di lavoro subordinato;

– il contribuente non deve aver avuto una partita Iva aperta negli ultimi 3 anni.

-i compensi dell’anno precedente non devono risultare superiori alla soglia massima di ricavi annua;

– le spese per lavoro dipendente, nell’anno precedente, devono risultare inferiori a 5.000 Euro;

– il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura dell’esercizio precedente non deve superare 20.000 Euro;

-per chi fruisce della riduzione della tassazione (pari al 10% per gli aderenti nel 2015 ed al 5% per chi aderirà nel 2016), i requisiti sono gli stessi previsti per i Minimi.

Soggetti ammessi al regime Persone Fisiche, sotto forma di ditta individuale o libero professionista (non sono ammesse le società). Persone Fisiche, sotto forma di ditta individuale o libero professionista (non sono ammesse le società).
Personale dipendente o collaboratori Non è possibile assumere dipendenti, né avere collaboratori. Le spese per lavoro dipendente e per i collaboratori devono risultare inferiori a 5.000 Euro annui.

 

Vantaggi Fiscali – Tassazione che sostituisce Irap, Irpef e addizionali;

– non soggezione all’Iva e agli Studi di Settore;

– nessun obbligo di tenere i registri Iva obbligatori (acquisti, vendite, etc.), ma solo di numerare progressivamente le fatture e conservarle;

– sulle fatture non deve essere addebitata l’Iva, e non si deve subire ritenuta d’acconto.

– Tassazione che sostituisce Irap, Irpef e addizionali;

– non soggezione all’Iva e agli Studi di Settore;

– nessun obbligo di tenere i registri Iva obbligatori (acquisti, vendite, etc.), ma solo di numerare progressivamente le fatture e conservarle (escluse le fatture acquisti);

– sulle fatture non deve essere addebitata l’Iva, e non si deve subire ritenuta d’acconto.

Acquisti di beni strumentali Ammontare triennale non superiore a 15.000 Euro. Ammontare annuo non superiore a 20.000 Euro.
Contributi Inps – Iscrizione alla Gestione Separata (nessun minimale) se liberi professionisti, o alla Cassa Professionale di Categoria;

– iscrizione all’Inps Artigiani e Commercianti, col pagamento del minimale obbligatorio.

-iscrizione alla Gestione Separata (nessun minimale) se liberi professionisti, o alla Cassa Professionale di Categoria;

– iscrizione all’Inps Artigiani e Commercianti senza pagamento del minimale obbligatorio.

Compensi annui massimi per la permanenza nel regime Forfettario 2016

Tipologia di attività Limite dei Ricavi 2015  Nuovo Limite 2016
Commercio (al dettaglio e all’ingrosso)  

40.000

 

50.000

Commercio di alimenti e bevande

Commercio ambulante di alimenti e bevande

30.000  

40.000

Commercio ambulante non alimentare  

20.000

 

30.000

Costruzioni e attività immobiliari 15.000  25.000
Intermediari del commercio 15.000  25.000
Servizi di alloggio e di ristorazione 40.000 50.000
Attività professionali, scientifiche,

tecniche, sanitarie, di istruzione,

Servizi finanziari ed assicurativi

15.000  

30.000

Altre attività economiche 20.000 30.000
Industrie alimentari e delle bevande 35.000 45.000

Forfettario: coefficiente di redditività

Gli aderenti al Forfettario non possono, come esposto nella prima tabella, dedurre costi dal reddito: i compensi, infatti, sono ridotti da un coefficiente di redditività, che cambia a seconda dell’attività svolta, come espresso nella seguente tabella:

Settore di attività Coefficiente di redditività
Commercio (al dettaglio e all’ingrosso) 40%
Commercio di alimenti e bevande 40%
Commercio ambulante di alimenti e bevande 54%
Costruzioni e attività immobiliari 86%
Intermediari del commercio 62%
Servizi di alloggio e attività di

ristorazione

40%
Attività professionali, scientifiche,

tecniche, sanitarie, di istruzione,

servizi finanziari ed assicurativi

78%
Altre attività economiche 67%
Industrie alimentari e delle bevande 40%

note

Autore immagine: 123rf com

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13 Commenti

  1. vorrei far notare che l’iscrizione nella gestione artigiani e commercianti, stante la nuova legge di stabilità per il 2016, non esime completamente dal pagamento dei contributi minimi, ma sembra che avranno solamente uno sconto che dovrebbe corrispondere al 35%

  2. Io ho letto la stessa cosa.Ma mi sembra assurdo in relazione alla situazione di moltissime P.iva che avevano aperto proprio in virtù di tale agevolazione.possibile che nessuno se ne sia accorto?.Vorrei delucidazioni in merito.

  3. Se ne sono accorti in pochi perchè non ne parla praticamente nessuno, ma quei pochi lo hanno già segnalato su vari siti e forum. Ma se aspettate che siti come questo esprimano una critica aspetterete a lungo… E’ una vergogna che sta passando completamente sottotraccia.

  4. Ho letto anche io questa cosa riguardo la reintroduzione del minimale scontato del 35% ma per chi ha già aderito nel 2015 con modello INPS all’eliminazione del minimale non penso che possano essere imposte da un giorno a un altro nuove regole di contribuzione ? giusto ?

  5. Sbagliato, sarà costretto a passare al nuove regime contributivo agevolato, non potrà mantenere l’esenzione del minimale, perchè semplicemente dal 2016 non esisterà più quel comma al quale l’esenzione faceva riferimento. Lo sconto del 35% non è sul minimale, ma soltanto sui normali contributi, quindi il minimale andrà pagato per intero, più di 3600 euro annui.

  6. Per il 2015 l’esenzione è stata confermata dall’Inps con la Circolare n.29 “Il regime agevolato in parola, con carattere opzionale e accessibile esclusivamente a domanda, prevede che la contribuzione dovuta alle gestioni artigiani e commercianti avvenga in percentuale rispetto al reddito forfetario, come definito dall’Agenzia delle Entrate, senza applicazione del livello minimo imponibile previsto dall’art. 1, comma 3 della legge 2 agosto 1990, n. 233.
    Pertanto il contribuente non è obbligato a versare la c.d. quota fissa ed i versamenti saranno effettuati in acconto e a saldo, alle scadenze previste per le somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi.”
    Per quanto riguarda la Legge di Stabilità 2016,l’ultima stesura, relativa al maxiemendamento, dice testualmente che:”sul reddito imponibile si applica la contribuzione dovuta ai fini previdenziali, ridotta del 35%”. In attesa di chiarimenti, la dicitura potrebbe interpretarsi anche come riduzione globale, sia sul minimale che sui contributi eccedenti. Ad ogni modo, nessun elemento è certo fino alla stesura definitiva della norma.

    1. Salve,
      che sviluppi ci sono stati riguardo nel 2017
      “In attesa di chiarimenti, la dicitura potrebbe interpretarsi anche come riduzione globale, sia sul minimale che sui contributi eccedenti. Ad ogni modo, nessun elemento è certo fino alla stesura definitiva della norma. esenzione inps “

    2. Oggi nel 2017 che sviluppi ci sono
      “Per quanto riguarda la Legge di Stabilità 2016, dice testualmente che:”sul reddito imponibile si applica la contribuzione dovuta ai fini previdenziali, ridotta del 35%”. In attesa di chiarimenti, la dicitura potrebbe interpretarsi anche come riduzione globale, sia sul minimale che sui contributi eccedenti”
      Salve

  7. Non mi è chiara una cosa, a questo regime forfettario 2016 può aderire anche chi nel 2016 esce dal regime dei vecchi minimi per scadenza dei 5 anni e superamento del 35imo anno di età se rimane entro la soglia dei 30mila euro annui? O deve aderire per forza al regime ordinario?

  8. Può aderire anche chi esce dai vecchi minimi, ma in questo caso fruirà della tassazione al 15% e non al 5%.

  9. Salve, nel corso del 2015 ho aperto partita iva optando per il regime dei minimi ma per una serie di motivi l’ho cessata entro i 30 giorni con decorrenza retroattiva dalla data di attribuzione; poichè i requisiti per l’accesso al regime forfettario 2016 viene indicato che il contribuente non deve aver avuto una partita iva aperta negli ultimi 3 anni, questo mio caso è ostativo ?
    Di fatto l’attività non è mai iniziata e non è stata mai emessa o ricevuto fatture.
    distinti saluti

  10. Per favore potreste chiarirmi il seguente caso ? Grazie. Mio figlio libero professionista è nel regime ordinario nel 2015 con versamento iva mensile e ritenuta di acconto e con ricavi molto inferiori ai 30000 euro. Ha pagato ora l’acconto iva 2016 previsto. E’ possibile per mio figlio aderire al nuovo regime minimi 2016 dal primo gennaio 2016 con esonero iva e senza ritenuta di acconto e con aliquota irpef 15 % ? Abbiamo capito bene oppure ci sono difficoltà ? Vi sarei molto grato di un chiarimento urgente come dalla vostra precisione e competenza per poter emettere fatture già a gennaio 2016. Grazie dal profondo del cuore

  11. Ma chi ha aderito al nuovo regime l’anno scorso cosa deve fare nel 2016 per mantenerlo in essere? Nel sito INPS l’area dedicata non è attiva. Deve fare nuova domanda, ovviamente se in possesso dei requisiti, e entro quando???

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