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Pensione anticipata, a chi si applicano i requisiti ante Fornero?

26 novembre 2015 | Autore:


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Opzione Donna, Salvaguardia, lavori usuranti, Salvacondotto, Invalidi: le principali eccezioni alla Legge Fornero.

Nonostante il Decreto Salva Italia [1], meglio conosciuto come Legge Fornero, abbia decisamente inasprito i requisiti per accedere alla pensione, sono ancora presenti diverse categorie alle quali non si applica la nuova normativa previdenziale: da coloro che avevano raggiunto il diritto al 31 dicembre 2011, ai salvaguardati, all’Opzione Donna, le regole applicabili sono differenti, a seconda della categoria di appartenenza.

Vediamo di quanto può anticipare la pensione ognuna di queste categorie.

Opzione Donna

Si tratta della possibilità, per le lavoratrici, di pensionarsi a 57 anni e 3 mesi d’età, se dipendenti, ed a 58 anni e 3 mesi d’età, se autonome, con 35 anni di contributi; la decorrenza della pensione è successiva all’attesa di una finestra di 12 mesi, per le dipendenti, e di 18 mesi, per le autonome.

L’Opzione, conosciuta anche come Regime Sperimentale [2], comporta il calcolo contributivo della pensione. Può essere fruita da chi compirà 57 anni e 3 mesi (o 58 e 3 mesi) entro il 31 dicembre 2015.

Cristallizzazione dei requisiti

I lavoratori che hanno maturato, prima del 31 dicembre 2011, i requisiti allora previsti per la pensione, possono collocarsi a riposo in qualsiasi momento, in base al principio di cristallizzazione dei requisiti, confermato più volte dall’Inps [3]: in base a tale principio, in pratica, chi raggiunge i requisiti per la pensione durante la vigenza di una determinata normativa previdenziale, qualora successivamente la legge cambi ha comunque diritto a pensionarsi in qualsiasi momento.

Ricordiamo che i vecchi requisiti ante Fornero per la pensione sono:

Pensione di vecchiaia: 65 anni di età per gli uomini, 60 anni per le donne, unitamente ad almeno 20 anni di contributi (15 per chi fruisce della Deroga Amato);

Pensione di anzianità: 40 anni di contributi, oppure 61 anni di età e 35 di contributi, o 60 anni di età e 36 di contributi (quota 96), per i dipendenti (requisiti di età innalzati di un anno per gli autonomi).

È necessaria l’attesa di una finestra di 12 mesi per i dipendenti e di 18 mesi per gli autonomi.

Salvacondotto nati nel 51 e nel 52

In base al Salvacondotto, possono pensionarsi a 64 anni (con l’aggiunta di 3 mesi, in base all’adeguamento alla speranza di vita):

– le lavoratrici del settore privato che hanno compiuto 60 anni entro il 31 dicembre 2012, ed alla stessa data hanno maturato 20 anni di contributi;

– i lavoratori del settore privato che hanno compiuto 60 anni entro il 31 dicembre 2012, ed alla stessa data hanno maturato 35 anni di contributi.

Lavoratori Invalidi

Possono poi anticipare la pensione i lavoratori portatori di un’invalidità superiore all’80%: questi soggetti potranno fruire della pensione di vecchiaia a 60 anni, se uomini, ed a 55 anni, se donne (se ciechi, i requisiti si abbassano rispettivamente a 55 e 50 anni), salvi gli adeguamenti alla speranza di vita.

Per i lavoratori che possiedono un’invalidità superiore al 74%, invece, sono accreditati 2 mesi di contributi figurativi aggiuntivi all’anno, con un anticipo della pensione massimo pari a 5 anni.

Lavori usuranti

Per chi svolge lavori usuranti, o presta lavoro notturno oltre 78 giorni all’anno, è possibile andare in pensione con almeno 35 anni di contributi, un’età minima di 61 anni e 3 mesi, ed il raggiungimento della quota 97,3, se lavoratore dipendente; se autonomo, fermo il requisito contributivo, l’età minima è di 62 anni e 3 mesi, e la quota 98,3. Se il lavoro notturno è effettuato dalle 72 alle 77 giornate, il requisito di età è innalzato di un anno, e dalle 64 alle 71 giornate, di 2 anni.

Le attività usuranti e notturne devono essere svolte per almeno 7 anni negli ultimi 10 di attività, compreso l’anno di maturazione dei requisiti.

Settima Salvaguardia

Fanno parte dell’attuale contingente di Salvaguardati, che possono pensionarsi con i vecchi requisiti, tutelati a partire dalla stessa Legge Fornero, sino alla Legge di Stabilità 2016, i seguenti soggetti:

lavoratori in mobilità o in trattamento speciale edile in base ad accordi (governativi o meno) stipulati entro il 31 dicembre 2011, la cui attività sia cessata entro il 31 dicembre 2012, e il cui diritto a pensione (non la decorrenza) sia raggiunto entro la fine del trattamento, o i successivi 2 anni;

– autorizzati alla prosecuzione volontaria dei contributi prima del 4 dicembre 2011,con almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile al 6 dicembre 2011, privi di contratti di lavoro a tempo indeterminato successivi a tale data; la decorrenza della pensione (compresa la finestra mobile) deve collocarsi entro il 6 gennaio 2017;

autorizzati alla prosecuzione volontaria dei contributi prima del 4 dicembre 2011,con almeno un contributo da lavoro effettivo accreditato tra il primo gennaio 2007 e il 30 novembre 2013, privi di contratti di lavoro a tempo indeterminato; la decorrenza della pensione (compresa la finestra mobile) deve collocarsi entro il 6 gennaio 2017;

cessati dal servizio entro il 31 dicembre 2012, in base ad accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo stipulati entro il 31 dicembre 2011, anche se è stata svolta, dopo il 30 giugno 2012, un’attività lavorativa dipendente, purché non a tempo indeterminato; la decorrenza della pensione (compresa la finestra mobile) deve collocarsi entro il 6 gennaio 2017;

cessati dal servizio, per risoluzione unilaterale, tra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, anche se risulta svolta, posteriormente, un’attività lavorativa dipendente, purché non a tempo indeterminato; la decorrenza della pensione (compresa la finestra mobile) deve collocarsi entro il 6 gennaio 2017;

– lavoratori a tempo determinato, il cui contratto sia cessato tra il primo gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011, se non rioccupati a tempo indeterminato, non agricoli, né stagionali; la decorrenza della pensione (compresa la finestra mobile) deve collocarsi entro il 6 gennaio 2017;

– fruitori di congedo Legge 104, nel 2011, per assistenza di figli portatori di handicap grave; la decorrenza della pensione (compresa la finestra mobile) deve collocarsi, anche in questo caso, entro il 6 gennaio 2017.

note

[1] D.L. 201/2011.

[2] L.243/2004.

[3] Inps Mess 16/2013.

Autore immagine: 123rf com

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2 Commenti

  1. Buon giorno, le chiedo un chiarimento riguardo questo passaggio estrapolato dal suo articolo:
    “Lavoratori Invalidi
    Possono poi anticipare la pensione i lavoratori portatori di un’invalidità superiore all’80%: questi soggetti potranno fruire della pensione di vecchiaia a 60 anni, se uomini, ed a 55 anni, se donne (se ciechi, i requisiti si abbassano rispettivamente a 55 e 50 anni), salvi gli adeguamenti alla speranza di vita.”

    In base a quanto scritto sopra tutti i lavoratori invalidi sopra l’80% possono andare in pensione, rispettando criteri di età e anni di servizio.
    Nel mio caso, 100% di invalidità , leg.104 art 3 comma 3, 36 anni di servizio, sesso F e 57 anni di età … ma dipendente del settore pubblico, il sindacato ha detto che non posso fare richiesta di pensione poiché noi abbiamo diritto esclusivamente ai due mesi di contributi figurativi per ogni anno di invalidità.
    Mi conferma questa incredibile discriminazione?
    la ringrazio infinitamente

  2. Purtroppo una recente circolare dell’Inps ha confermato l’esclusione dei dipendenti pubblici dai beneficiari dell’anticipo dei requisiti della pensione di vecchiaia per invalidità. Una discriminazione incresciosa. Siamo al corrente dell’organizzazione di alcune class action in merito, sarà nostro piacere rendere tutti voi lettori edotti, non appena si verrà a conoscenza di novità certe.

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