Donna e famiglia All’ex moglie spetta una quota del TFR anche se il marito si risposa

Donna e famiglia Pubblicato il 27 novembre 2015

Articolo di




> Donna e famiglia Pubblicato il 27 novembre 2015

Le anticipazioni sul trattamento di fine rapporto, richieste durante il corso del rapporto di lavoro, non devono essere versate all’ex se percepite quando ancora la causa di divorzio non era stata iniziata.

 

Al momento della liquidazione del Tfr, il marito divorziato deve corrispondere alla ex moglie una quota del proprio TFR ricevuto dal datore di lavoro, anche se si è risposato una seconda volta. Stesso discorso vale anche per le anticipazioni al TFR richieste dal dipendente in costanza del rapporto di lavoro: anch’esse vanno attribuite in parte alla ex moglie, salvo che il coniuge non dimostri di averle ricevute prima dell’inizio della causa di divorzio, oppure durante la convivenza matrimoniale o nel corso della separazione. È quanto stabilito dalla Cassazione con una ordinanza pubblicata ieri [1].

Il marito, così, che allo scioglimento del lavoro o durante l’esecuzione del rapporto, percepisca rispettivamente l’intero TFR o una semplice anticipazione, dovrà corrispondere alla prima moglie la percentuale (40%) a lei spettante. La legge [2], infatti, prevede che: “Il coniuge nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio [ossia di divorzio, n.d.r.] ha diritto (…) ad una percentuale dell’indennità di fine rapporto percepita dall’altro coniuge all’atto della cessazione del rapporto di lavoro anche se l’indennità viene a maturare dopo la sentenza”. Tale percentuale è del 40% della quota di TFR maturato solo negli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio. Quindi, per le parti di TFR maturate dopo l’intervento del divorzio, nulla è dovuto.

In ogni caso, il diritto a percepire il 40% del TFR scatta solo se sussistono due condizioni. In particolare il coniuge richiedente la quota di TFR:

– deve essere titolare di assegno di mantenimento, liquidatogli dal giudice all’esito della causa di divorzio;

– non deve essere passato a nuove nozze. Al contrario il secondo matrimonio del coniuge-lavoratore che percepisce il TFR non impedisce il pagamento della quota all’ex.

Ai fini del calcolo della percentuale spettante all’ex moglie vanno conteggiate anche le anticipazioni da lui già percepite. L’unico modo per evitare tale pagamento è di dimostrare che tali anticipi siano stati ottenuti quando ancora la coppia era unita e non era stato avviato il giudizio di separazione.

note

[1] Cass. ord. n. 24184 del 26.11.2015.

[2] Art. 12 bis della legge 898/1970.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

2 Commenti

  1. che legge vergognosa………….si agevola sempre il coniuge delinquente ,nel mio caso il marito, che ha fatto carte false per apparire indigente, ma i figli hanno bisogno !!!non lui……….ma
    questo vale sempre anche se il coniuge deve soldi alla moglie attrice del tfr?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI