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Lo sai che? Personale sanitario e orario di lavoro: da oggi niente più turni massacranti

Lo sai che? Pubblicato il 27 novembre 2015

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In vigore la normativa in materia di limitazioni dell’orario di lavoro del personale sanitario: ogni 24 ore dovrà essere garantito al lavoratore un turno di riposo di almeno 11 ore.

Sono da oggi pienamente efficaci le disposizioni in materia di orario di lavoro del personale medico-sanitario già previste con il decreto legge dello scorso novembre 2014 [1].

La questione, oggetto di dibattito, verte – o meglio, verteva – in merito ad alcune norme che, in buona sostanza, imponevano ai lavoratori del settore sanitario turni massacranti a fronte della non applicazione agli stessi della disciplina in materia di riposo giornaliero.

Riassumendo brevemente la vicenda, accadeva che tra il 2007 ed il 2008, al fine di contenere i costi del Servizio Sanitario Nazionale, venivano introdotte specifiche norme in materia di orario di lavoro del personale addetto [2].

In particolare:

– veniva esclusa l’applicabilità dei limiti – in generale previsti – in materia di durata dell’orario di lavoro [3];

– veniva esclusa altresì l’applicabilità della norma in materia di riposi giornalieri [4].

La previsione di orari di riposo appare essenziale al fine di consentire al lavoratore di prestare al meglio la propria attività e, in ultima analisi, di garantire il miglior servizio possibile all’utente finale. Solo attraverso una giusta combinazione tra lavoro e riposo, infatti, è possibile il completo recupero psico-fisico del lavoratore. Ciò è a maggior ragione vero se il lavoratore riveste qualità di medico o infermiere e se il servizio è volto alla cura della salute dei cittadini.

Ciò, come si diceva, tuttavia, non veniva preso in considerazione dal Legislatore con la normativa adottata nel 2008.

Nel 2012 interveniva quindi la Commissione Europea, ravvisando una violazione della disciplina comunitaria proprio in materia di orari di lavoro [5].

Veniva dunque aperta una causa avanti alla Corte di Giustizia Europea, con cui veniva chiesto l’accertamento della violazione da parte del nostro Paese della disciplina in questione [6].

Lo scorso anno, dunque, il Governo italiano correva ai ripari, disponendo l’abrogazione della disciplina incriminata [1]. Benchè la norma risalga ad una anno fa, la sua efficacia è stata posticipata di dodici mesi, onde garantire alle strutture di adeguare il proprio personale e consentire il regolare svolgimento del servizio.

Ciononostante, sembrerebbe che le strutture sanitarie non siano effettivamente pronte ad affrontare le conseguenze delle nuove disposizioni in materia di orario e turni di riposo. In definitiva, ogni 24 ore, il medico o il personale sanitario ha diritto ad 11 ore di riposto, ciò che non sempre veniva garantito in precedenza.

Non resta che attendere le necessarie assunzioni di personale che dovranno far fronte alle esigenze di ciascuna struttura ospedaliera.

Nel frattempo, qualora dovessero verificarsi violazioni, sarà possibile chiedere l’accertamento della violazione della legge ed ottenere – oltre alla regolarizzazione dell’orario di lavoro – il risarcimento del danno subito.

note

[1] Art. 14 D.Lg. 161/2014.

[2] D.Lg. 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

[3] Dispone l’art. 4 del D.Lgs. 66/2008 che: “La durata media dell’orario di lavoro non puo’ in ogni caso superare, per ogni periodo di sette giorni, le quarantotto ore, comprese le ore di lavoro straordinario” (comma 2). Un tale calcolo deve essere svolto tenendo presente la media dell’orario di lavoro su al massimo 4 mesi di lavoro (comma 3). Solo in circostanze eccezionali, la media dell’orario di lavoro può essere calcolata su 6-12 mesi. Nel caso del personale sanitario, la norma di cui all’art. 41, comma 13 del D.Lg. 112/2008, escludeva l’applicabilità anche di questo ultimo limite, con la conseguenza che il calcolo della media dell’orario di lavoro era lasciata alla discrezionalità dell’Azienda Ospedaliera.[4] Art. 7 del D.Lgs. 66/2008: “(…) il lavoratore ha diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore (…)”.

[5] Direttiva 2003/88/Ce.

[6] Trattasi della Causa C-124/14.


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