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Lo sai che? Intimazioni di pagamento di Equitalia: come si impugnano

Lo sai che? Pubblicato il 27 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 novembre 2015

Fisco: termini e modalità per impugnare davanti alla Commissione Tributaria l’intimazione di pagamento.

L’intimazione di pagamento di Equitalia è quell’atto che l’Agente della riscossione è obbligata a notificare se è passato più di un anno dalla notificazione della precedente cartella di pagamento senza che sia stata avviata l’esecuzione attraverso il pignoramento dei beni del cittadino – debitore.

L’intimazione, quindi, è un atto eventuale e non sempre deve essere notificata.

Qualora, invece, sia stata notificata è utile che il cittadino sappia distinguere tale atto dalla cartella e sappia come tutelarsi.

Per distinguere la cartella dalla intimazione è sufficiente leggere il frontespizio (la prima pagina) dell’atto notificato: se si tratta di intimazione di pagamento è chiaramente indicato che trattasi appunto di intimazione.

Un altro modo per distinguere l’intimazione dalla cartella è verificare alle pagine seguenti l’indicazione della data di notificazione della cartella: è ovvio che se tale data viene indicata l’atto che il cittadino avrà tra le mani sarà un’intimazione e certamente non una cartella.

Come tutelarsi allora una volta che si sia certi che è stata notificata una intimazione?

Innanzitutto occorrerà verificare cosa viene chiesto in pagamento con l’intimazione: se contributi previdenziali e/o “multe” per violazioni del Codice della Strada e/o tasse.

Se nell’atto di intimazione ciò non dovesse essere specificato (spesso, infatti, nell’intimazione vengono solo richiamati i numeri delle cartelle precedentemente notificate e la data della loro notificazione, senza indicare a quale tipo di somme tali cartelle si riferissero), sarà opportuno chiedere all’Agente della riscossione un estratto ruolo a nome del debitore.

In tale documento sono, infatti, indicate le cartelle pendenti, la data della loro notifica e se esse si riferiscono a contributi previdenziali e/o “multe” stradali e/o a tasse.

Incrociando, poi, i dati dell’intimazione di pagamento con ciò che risulta dall’estratto ruolo sarà possibile comprendere a quale tipo di somme l’intimazione si riferisca.

Una volta compreso a quale tipo di somme l’intimazione notificata faccia riferimento, il cittadino (con indicazioni che devono comunque essere riportate nello stesso atto di intimazione) ha la possibilità, ove ve ne siano i presupposti, di impugnare tale atto:

– alla Commissione tributaria provinciale competente (quella che ha sede nel capoluogo di provincia del luogo dove ha sede legale l’ente creditore – se l’impugnazione ha ad oggetto vizi riconducibili all’attività dell’ente creditore – oppure quella che ha sede nel capoluogo di provincia del luogo dove ha sede legale l’agente della riscossione – se l’impugnazione ha ad oggetto vizi formali addebitabili all’attività dell’agente della riscossione) per quella parte di importo che si riferisce alle tasse ed entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla notificazione;

– al Tribunale, sezione lavoro, competente con riferimento al luogo di residenza del cittadino, per quella parte di importo che si riferisce ai contributi previdenziali e con azione proponibile senza limiti di tempo (se l’opposizione è promossa prima del pignoramento);

– al Giudice competente per l’esecuzione (Tribunale), per quella parte di importo che si riferisce ai contributi previdenziali e con azione proponibile senza limiti di tempo (se l’opposizione è promossa dopo il pignoramento);

– al Giudice di Pace competente (quello del luogo di residenza del cittadino) per quella parte di importo relativa a “multe” stradali, con azione proponibile senza limiti di tempo (se l’opposizione è promossa prima dell’inizio del pignoramento);

– al Giudice competente per l’esecuzione (Tribunale), per quella parte di importo che si riferisce alle “multe” stradali e con azione proponibile senza limiti di tempo (se l’opposizione è promossa dopo il pignoramento).

Si tenga presente che se sono proposti vizi di forma dell’intimazione di pagamento (ad esempio, vizi che si riferiscono ad errori di codici, di riferimenti di norme, di motivazione dell’atto ecc.), le opposizioni relative a contributi previdenziali e multe stradali dovranno essere proposte tassativamente entro venti giorni dalla notificazione dell’atto e solo al Giudice competente per l’esecuzione (Tribunale).

note

Autore immagine: 123rf com


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