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Come ci si separa o divorzia in Comune gratis senza avvocato

29 novembre 2015


Come ci si separa o divorzia in Comune gratis senza avvocato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 novembre 2015



La procedura per gli accordi di separazione o divorzio consensuale davanti al Sindaco o altro ufficiale di stato civile.

Dall’11 dicembre 2014, ci si può separare o divorziare in Comune senza bisogno di ricorrere ad avvocati, tribunali o giudici: la procedura, completamente gratuita e piuttosto veloce, consente di ratificare l’accordo raggiunto dai coniugi (o, nel caso di divorzio, dagli ex coniugi) direttamente in Comune, davanti all’ufficiale di stato civile (ossia al sindaco o a un suo delegato). All’esito di tale iter la coppia potrà ottenere uno di tali provvedimenti:

– la separazione

– il divorzio (ossia la cosiddetta “cessazione degli effetti civili del matrimonio”)

– la modifica delle condizioni di separazione o divorzio che sono state precedente fissate dagli stessi o dal giudice.

In questo articolo spiegheremo la procedura da seguire e tutte le attività che dovranno essere svolte per dirsi definitivamente addio. Ricordiamo preliminarmente che la coppia che voglia divorziare deve prima separarsi e solo dopo può divorziare. Tra la separazione e il divorzio deve intercorrere un termine minimo di:

6 mesi, nel caso in cui la separazione sia avvenuta consensualmente, ossia senza bisogno di una causa perché i coniugi avevano trovato un accordo su tutti gli aspetti personali ed economici

1 anno nel caso invece in cui la separazione sia stata di tipo “giudiziale”, ossia si sia dovuto instaurare un regolare giudizio.

Si può ricorrere al divorzio congiunto in Comune tanto nell’ipotesi in cui la precedente separazione sia avvenuta consensualmente in Comune, tanto in quella in cui essa sia stata ottenuta a seguito di un giudizio in tribunale (separazione giudiziale).

Condizioni

Condizioni per poter ottenere la separazione o il divorzio in Comune sono:

– l’accordo tra le parti su tutti gli aspetti della separazione o il divorzio (mantenimento, abitazione della casa, sorte del contratto di affitto, ecc.);

– l’assenza di figli minori o maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave [1] o economicamente non autosufficienti (non si considerano i figli nati da una precedente unione o matrimonio con altra persona);

– l’accordo tra i coniugi non contenga patti di trasferimento patrimoniale: si tratta dei patti che hanno per effetto il trasferimento della proprietà di un bene determinato. Sono invece ammissibili le disposizioni che fanno sorgere tra i coniugi un rapporto obbligatorio, pertanto l’accordo può prevedere:

– un obbligo di pagamento di una somma di denaro a titolo periodico, sia nel caso di separazione consensuale (assegno di mantenimento) sia nel caso di richiesta congiunta di divorzio (assegno divorzile);

– la “voltura” del contratto di affitto relativo all’immobile in cui la coppia viveva quando era unita;

– nel caso di procedura volta ad ottenere la modifica delle precedenti condizioni di separazione o divorzio: l’attribuzione di un assegno di separazione o di divorzio o la sua revoca o la sua revisione quantitativa.

Non può invece costituire oggetto di accordo la previsione del pagamento in un’unica soluzione dell’assegno periodico di divorzio (cosiddetta liquidazione una tantum).

Il Sindaco o l’ufficiale di stato civile non può giudicare la congruità o meno della somma accordata a titolo di mantenimento o di assegno divorzile: per cui, le parti possono stabilire cifre estremamente basse o alte senza perciò temere il controllo da parte dell’autorità.

 

L’eventuale diniego del Sindaco alla richiesta di separazione o divorzio può essere impugnata in tribunale (leggi: “Separazione in Comune senza avvocato: se il sindaco dice no”).

 

Dove andare?

La coppia deve recarsi in Comune, innanzi al sindaco (quale ufficiale dello stato civile). Si deve trattare del Comune di residenza dei coniugi oppure del Comune presso cui è iscritto o trascritto l’atto di matrimonio.

È necessario un avvocato?

I coniugi possono fare tutto personalmente. L’assistenza di un avvocato è facoltativa, ma non necessaria.

Dell’attività eventualmente resa dall’avvocato l’ufficiale di stato civile deve rendere conto nell’atto contenente l’accordo.

Come avviene il procedimento?

Ciascuno dei coniugi (personalmente o assistito da un avvocato) presenta all’ufficiale dello stato civile (al sindaco o a un suo delegato) una dichiarazione con la quale afferma la propria volontà di separarsi oppure di far cessare gli effetti civili del matrimonio o ottenerne lo scioglimento, secondo le condizioni concordate. Allo stesso modo si procede per la modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.

Ricevute le dichiarazioni l’ufficiale dello stato civile compila l’atto contenente l’accordo, lo sottoscrive e lo fa sottoscrivere alle parti.

Nei casi di separazione o di divorzio (quindi, con esclusione della procedura per la modifica delle precedenti condizioni), l’iter si sostanzia in due incontri:

nel primo incontro, l’ufficiale dello stato civile, dopo aver ricevuto le dichiarazioni dei coniugi, li invita a comparire di fronte a sé, in una successiva data, non prima di 30 giorni dalla ricezione per la conferma dell’accordo. La mancata comparizione equivale a mancata conferma dell’accordo. Si tratta di un diritto di ripensamento dei coniugi che hanno effettuato la dichiarazione di volere divorziare o separarsi. Tale ripensamento non si applica per le dichiarazioni di modifica delle condizioni di separazione e divorzio.

Nel periodo, non inferiore a 30 giorni, intercorrente tra la data dell’atto e quella fissata per la conferma, l’ufficio dello stato civile può svolgere i controlli sulle dichiarazioni rese dagli interessati.

nel secondo incontro, che come detto non può avvenire prima di 30 giorni dal primo, il Sindaco, dopo aver ascoltato le dichiarazioni dei due coniugi o degli ex coniugi, redige personalmente l’atto contenente detto l’accordo (dando anche conto, nell’atto stesso, di avere invitato le parti a comparire nella data alle stesse assegnata).

Dunque, non c’è alcun bisogno che la coppia si presenti in Comune con un documento o un accordo scritto poiché lo stesso verrà redatto dall’ufficiale di Stato civile dopo aver ascoltato le dichiarazioni orali dei due.

L’ufficiale dello stato civile, dopo la conferma dell’atto da parte degli interessati, deve comunicare la sua avvenuta iscrizione nei registri di stato civile alla cancelleria del tribunale presso la quale sia eventualmente iscritta la causa concernente la separazione o il divorzio, oppure a quella del giudice davanti al quale furono stabilite le condizioni di divorzio o di separazione oggetto di modifica.

A tal fine l’ufficiale chiede alle parti ogni informazione necessaria per individuare la cancelleria competente a ricevere la comunicazione.

Annotazione

L’accordo è annotato:

– negli archivi informatici dello stato civile;

– sull’atto di nascita di ciascun coniuge;

– sull’atto di matrimonio.

Quanto costa?

La procedura è interamente gratuita. Il Comune può, tutt’al più, chiedere il pagamento dei diritti che non superano l’imposta fissa di bollo prevista per le pubblicazioni di matrimonio.

Che effetti ha l’accordo?

L’accordo concluso davanti all’ufficiale di stato civile produce gli stessi effetti di una sentenza del giudice. Per cui i due procedimenti sono assolutamente equivalenti.

note

[1] Ai sensi dell’art. 3 co. 3 L. 104/92.

Autore immagine: 123rf com

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11 Commenti

  1. se i trasferimenti patrimoniali sono stati fatti in tribunale e ratificati dal giudice in sede di separazione, per il divorzio consensuale in comune tutti gli atti devono essere contemplati nuovamente? grazie per l’informazione

  2. salve, abbiamo fatto la separazione consensuale, domani dobbiamo andare in tribunale davanti al giudice, mi chiedevo, ora devono passare i 6 mesi per poi fare richiesta di divorzio o si puo presentare qualche mese prima? poi se faccio in divorzio in comune quali sono i tempi per essere definitivamente libero per poi risposarmi?grazie

  3. Io sono già separata consensualmente devo solo fare il divorzio e volevo farlo in comune ma ho una casa cointestata con il mio ex marito e stiamo pagando il mutuo…come funziona in questo caso?

  4. Buon giorno. Dovrei divorziare a breve in comune dopo una separazione consensuale dove è annotato che la casa e la macchina di cui siamo con proprietari.. (50–50) è stata assegnata a me.Volevo essere certa che con il divorzio rimanga invariata la cosa.d’accordo tutti e due” non decada nulla.E’ così?

  5. Sono separata legalmente da più di 15anni ma lui nn si e’ mai presentato vorrei divorziare x tutelarmi xche lui è un poco di buono e nn ha mai lavorato. Nn abbiamo niente da dividere però io sono una dipendente statale con 1140€ di stipendi, c’è il rischio che debba dargli il mantenimento?

  6. Se ho ben capito ci si puo’ separare al comune anche in presenza di figli nati da un precedente matrimonio , questo sarebbe il mio caso. Mia moglie ha due figli uno maggiorenne e l’altro minorenne e non ci sono trasferimenti patrimoniali . e’ fattibile ?

  7. Anonimo 1/02/2018
    Sono separato consensuale come 7 anni abbiamo due figli in comune gia maggiorenni lavorano io non vivo in italia ma all’estero siamo daccordo a divorziarci tutte due la domanda é venendo in italia é possibile divorziarsi in meno di un mese vivo molto lontano da italia

  8. separato dal 2012 a seguito di separazione consensuale fatta in tribunale, e’ in atto un mantenimento per i due figli, nel frattempo divenuti entrambi maggiorenni e alla mia ex moglie. Al momento uno dei due figli è studente mentre invece sta iniziando un percorso lavorativo ed ancora non è sufficiente al suo mantenimento. Voglio chiedere il divorzio mantenendo le stesse condizioni di dettate dalla separazione, considerato che siamo d’accordo su tutto è possibile divorziare in comune senza l’ausilio degli avvocati?

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