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Lo sai che? Fac simile ricorso contro multa al Giudice di Pace e al Prefetto

Lo sai che? Pubblicato il 28 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 novembre 2015

Contravvenzioni per violazione del codice della strada: il modello di atto per il ricorso al Prefetto o al giudice di Pace contro le multe.

 

Se hai ricevuto una multa puoi presentare ricorso al Prefetto (entro 60 giorni dal ricevimento del verbale) o al Giudice di Pace (entro 30 giorni dal ricevimento del verbale) del luogo ove è stata rilevata l’infrazione. Tale attività non richiede l’assistenza di un avvocato e, pertanto può essere svolta autonomamente dalla parte.

Ecco due modelli di atto.


FAC SIMILE RICORSO AL PREFETTO CONTRO LA MULTA

 

 

RICORSO EX ART. 203 C.D.S.

Ill.mo Sig. Prefetto,

il sottoscritto <…..>, nato a <…..> il <…..>, elettivamente domiciliato presso lo studio dell’Avv. <…..>, in <…..>, alla Via <…..>, in qualità di presunto trasgressore (co-obbligato in solido), con il presente atto, propone

Ricorso

avverso il verbale di accertamento n. <…..> redatto da <…..> [indicare organo accertatore] di <…..> in data <…..>, contestato (o notificato) in data <…..>, con il quale veniva applicata la sanzione di <…..> per la violazione dell’art. <…..> del C.d.S. per aver <…..>, per i seguenti

Motivi

1) di legittimità:

– notificazione oltre i termini previsti di 90 giorni;

– contestazione invalida;

– altri vizi procedurali;

2) di merito:

– la norma indicata non corrisponde al comportamento realmente tenuto;

– i fatti si sono svolti in maniera diversa;

– il veicolo non si trovava in quel luogo;

– il comportamento è stato motivato da stato di necessità, adempimento di dovere o servizio, caso fortuito, forza maggiore, errore sul fatto;

– assenza elementi necessari nel verbale;

– prova per il proprietario, coobbligato in solido, che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà;

– omessa consegna del verbale;

– prescrizione di 5 anni;

– soggetto estraneo alla violazione;

– assenza di prove sufficienti circa la responsabilità del ricorrente;

3) cause di invalidità del verbale:

– erronea indicazione delle generalità del conducente (o degli estremi della patente) quando non sia identificabile attraverso altri dati riportati nel verbale;

– omessa o erronea indicazione della data e dell’ora in cui si è verificata la violazione quando da ciò risulti pregiudicata l’esatta identificazione del fatto;

– erronea indicazione del tipo o della targa del veicolo quando non possano desumersi con certezza da quelli relativi al trasgressore;

– mancanza, erronea, illogica esposizione dei fatti;

– mancanza, erronea indicazione delle modalità di estinzione mediante pagamento in misura ridotta;

– mancanza o erronea indicazione dell’Autorità competente a decidere sul ricorso;

– coesistenza di più verbali, emessi nello stesso giorno e relativi alla stessa infrazione (solo per la violazione dell’art. 158 C.d.S.: divieto di fermata e di sosta dei veicoli).

Tutto ciò premesso

Voglia l’Illustrissimo Signor Prefetto di <…..>, previa audizione personale dello scrivente, accogliere il presente ricorso e dichiarare nullo, illegittimo o comunque infondato l’accertamento impugnato, con conseguente ordinanza di archiviazione degli atti, comunicandola all’organo accertatore;

Si producono i seguenti documenti:

– verbale di accertamento,

– [ogni altro documento, scritto testimoniale o atto di qualsiasi tipo].

Con osservanza.

<…..>, lì <…..>


FAC SIMILE RICORSO AL GIUDICE DI PACE CONTRO LA MULTA

 

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE

DI <…..>

RICORSO EX ART. 204-BIS C.d.S.

regolato dall’art. 7 D.Lgs. 150/2011

AVVERSO VERBALE DI ACCERTAMENTO

per

il Sig. <…..>, nato a <…..> il <…..>, in qualità di presunto trasgressore, elettivamente domiciliato in <…..>, via <…..> (presso e nella Cancelleria civile dell’Ufficio del Giudice di Pace di <…..>) – che richiede che ogni comunicazione gli sia effettuata presso l’indirizzo mail <…..> o il fax n. <…..>,

Contro

Il Sindaco di <…..>, sua sede.

In fatto

In data <…..>, la polizia municipale di <…..> notificava verbale di contestazione n. <…..> (doc. 1), con il quale veniva applicata al ricorrente la sanzione di <…..> + <…..> + <…..> per la violazione degli artt. 143 c. 11, 141 cc. 3 e 8, 146 c. 2 in rel. art. 40 c. 8 C.d.S., perché in data <…..> alla guida del veicolo tg. <…..> “transitava il viale <…..> a velocità non commisurata alle condizioni dei luoghi, costituendo pericolo e disordine per la circolazione in curva, oltrepassando la striscia longitudinale continua, continuando a circolare sul cavalcavia contromano, invadendo totalmente lo spazio destinato al senso opposto di circolazione, rimanendo coinvolto in sinistro stradale <…..>. Infrazione emersa a seguito di rilievi su sinistro stradale”.

In diritto

1) Insussistenza della violazione contestata: mancata provocazione del sinistro Le presunte violazioni, vennero accertate in occasione di un sinistro nel quale rimaneva coinvolto il ricorrente che, nell’imboccare il cavalcavia, a causa di una sostanza viscida presente sull’asfalto, perdeva aderenza sul terreno e, dopo aver posto in essere tutte le manovre di fortuna necessarie, veniva a collisione con la <…..> proveniente dal lato opposto.

La manovra fu tanto repentina da non consentire al ricorrente di poter evitare l’urto. Non si comprende, a fronte di tali elementi di fatto, quali siano le ragioni a fondamento delle ricorse contestazioni.

Il sinistro ebbe a verificarsi per la presenza di insidia sul manto stradale e neppure una condotta prudente avrebbe consentito, come non ha consentito, di evitarlo.

Ne consegue che, a meno di non voler ritenere integrata la responsabilità per il fatto stesso che ebbe a verificarsi il sinistro (secondo un principio di responsabilità oggettiva che non trova ingresso nel nostro ordinamento), non vi è alcun elemento per poter addebitare all’esponente le violazioni contestate.

* * *

In proposito, si deve osservare come l’organo accertatore abbia omesso di effettuare tutti i rilievi necessari e opportuni per la corretta ricostruzione del sinistro. Infatti, nonostante la presenza sul luogo della Sig.ra <…..>, quale trasportata del veicolo condotto dal <…..>, viene dato atto a verbale dell’assenza di testimoni al fatto.

La stessa <…..>, invece, dichiara espressamente: “iniziava la curva <…..> a velocità moderata, l’auto sbandava in modo strano ho assistito a tutti i rilievi fatti dai vigili che nulla ebbero a chiedermi <…..>, faceva rilevare ai vigili urbani una consistente macchia di olio su cui la <…..> aveva sbandato” (doc. 2).

Dello stesso tenore anche le dichiarazioni del Sig. <…..>, fratello del ricorrente, intervenuto sul posto prima ancora dell’arrivo della polizia, che ribadisce l’esistenza di una macchia di liquido oleoso sulla quale si vedeva chiaramente il passaggio della ruota della <…..> (doc. 3).

Orbene, nel verbale di ricostruzione della dinamica del sinistro, i vigili nulla dicono in merito alla presenza di tale macchia, fornendo una descrizione dei fatti che resta avulsa dalla realtà fenomenica dell’accaduto.

Da quanto osservato, deriva che non può ritenersi responsabile delle gravi violazioni contestate il conducente che, a causa della presenza di un’insidia sul manto stradale, evento naturale esterno alla sua condotta di guida, è stato determinato in modo inevitabile, nonostante le manovre di fortuna poste in essere, ad un’attività contraria al suo volere. In altre parole, manca nel caso di specie l’elemento soggettivo di cui all’art. 3 legge 689/1981, anche sotto il profilo della colpa, per assenza della riferibilità psichica dell’evento alla condotta del conducente, in quanto determinata da forza maggiore.

2) Infondatezza ed invalidità sostanziale della contestazione per errata interpretazione dei fatti e dei presupposti di legge

Per mero scrupolo difensivo-argomentativo, ritenuta la sufficienza di tutto quanto già rilevato, in merito alle singole violazioni contestate si osserva.

– Relativamente all’art. 143: l’invasione della carreggiata destinata all’opposto senso di marcia è stata determinata da forza maggiore.

– Relativamente all’art. 141 c. 3: per la determinazione a posteriori della velocità di un veicolo coinvolto in un incidente, non esiste un procedimento logico o tecnico unico e tassativo, ma l’accertamento deve essere dotato di sufficiente valore probante e sottoposto ad un adeguato vaglio critico. Nel caso in esame, invece, numerosi risultano i contrasti – specialmente visto che le violazioni non sono contestate sulla base di un diretto accertamento dell’organo di polizia, ma sulla base di opinabile ricostruzione del sinistro – laddove non si dà atto delle esatte caratteristiche ambientali come sopra descritte.

– Relativamente all’art. 146: sembra necessario un particolare commento, considerato che il suo mancato rispetto risulta sanzionato anche da altre norme del codice. Ne deriva che tale violazione, si pone come norma di chiusura da applicarsi solo in assenza di altre specifiche previsioni normative. Orbene, nel caso di specie, avendo la polizia municipale già provveduto a contestare l’art. 143, non può poi procedere a contestare la violazione della segnaletica riconducibile ad altra previsione normativa.

3) Insufficienza della motivazione

Normalmente le infrazioni di mera condotta (quali divieto di sosta, ecc.) non necessitano di motivazione, risultando esaustivo il mero richiamo al testo della norma, perché risultanti da un fatto avvenuto in presenza del pubblico ufficiale.

Diversa è l’ipotesi delle infrazioni qui contestate: le violazioni scaturiscono da una presunzione, un apprezzamento personale, un giudizio valutativo del pubblico ufficiale riferito non per constatazione diretta, ma in esito alle indagini svolte ex post! Ne deriva che, in assenza di adeguata motivazione da cui si possa desumere senza possibilità di confutazione la sussistenza delle contestate violazioni, il verbale è da ritenersi nullo. La motivazione, infatti, deve essere sufficiente e tale da esternare l’iter logico-giuridico seguito nel pervenire all’affermazione della responsabilità patrimoniale di un soggetto in ordine alle violazioni amministrative di cui trattasi, pena l’illegittimità del provvedimento per palese insufficienza di motivazione (cfr. Corte Cass., sez. I, 23 giugno 1995 n. 7138).

* * *

Dal tenore giuridico e dalla scansione degli eventi sopra riportati, si evince che l’attività provvedimentale della P.A. non ha rispettato le norme poste a presidio del procedimento amministrativo.

Rebus sic stantibus, il ricorrente, chiede una fase di controllo giurisdizionale sulla base del combinato disposto di cui agli artt. 204-bis C.d.S., 7 D.Lgs. 150/2011, 413 e ss. c.p.c., a seguito della quale l’amministrazione dovrà essere condannata al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.

Voglia l’Ill.mo Giudice adito, in accoglimento del presente ricorso, annullare il verbale n. <…..> della polizia municipale di <…..>, anche con riguardo agli atti del relativo procedimento.

Con vittoria di spese, diritti ed onorari, oltre al rimborso del contributo unificato anticipato.

In via istruttoria, si chiede ammettersi prova per testi, sui seguenti capitoli di prova:

1) D.C.V.: “che …”;

2) D.C.V.: “che …”;

3) D.C.V.: “che …”;

Si indicano a testimoni la Sig.ra <…..> residente in <…..>, via <…..> n. <…..> e il Sig. <…..> residente in <…..>, via <…..> n. <…..>

Si offrono in comunicazione:

1) il verbale di contestazione n. <…..>;

2) testimonianza Sig.ra <…..>;

3) testimonianza Sig. <…..>.

Ai sensi e per gli effetti degli artt. 10 c. 6-bis, 13 c. 1 e 14 c. 2 D.P.R. 115/2002, si dichiara che, ai soli fini fiscali, il presente procedimento è di valore pari a euro <…..> e pertanto è dovuto il pagamento del contributo unificato pari a euro <…..>

<…..>, lì <…..>


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4 Commenti

  1. il tutto è veramente interessante per cui mi permetto di chiedere se
    posso pagare un verbale di accertamento per eccesso di velocità
    art 142 comma 9 per aver superato di 40 km e non oltre i 60 il limite di velocita su una strada con limite 60 km h. ACCERTAMENTO ALLE ORE 21,36 DEL GIORNO 21.10.2015 DA AUTOVELOX POSTAZIONE FISSA.
    il Verbale è stato notificato in data 25 -11-2015.
    Grazie

  2. Oggi ho preso coraggio grazie a voi, non ho voluto fare il pecorone pagando ma scrivendo un ricorso per una giusta causa in quanto mi recavo in pronto soccorso per mia moglie (limite superato 15 km orari)
    volevo ringraziarvi sperando che tutto vada bene e capiscano.

  3. Devo fare ricorso per una multa ricevuta a Roma, ma io a Roma non sono mai andato con la mia macchina. in quella data e ora sia io che la mia auto eravamo a Napoli.

  4. nella richiesta di accoglimento del ricorso E’ SEMPRE OPPORTUNO CHIEDERE DI SOSPENDERE l’esecutività del provvedimento impugnato, sanzioni e pene accessorie, sussistendo il fumus boni iuris e il periculum in mora in relazione a quanto rappresentato nel ricorso

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