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Furto in hotel: risarcisce il proprietario dell’albergo

29 novembre 2015


Furto in hotel: risarcisce il proprietario dell’albergo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 novembre 2015



Risponde l’albergatore del furto in camera, da parte di ladri, di valigie e gioielli.

L’hotel è responsabile se, in camera, spariscono oggetti e beni di valore, a prescindere dall’uso della cassaforte: infatti l’albergatore deve prestare la massima attenzione a chi entra ed esce dalla struttura, altrimenti è tenuto a risarcire quanto sottratto. È quanto precisato dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

Secondo la Suprema Corte, il responsabile di una struttura alberghiera risponde per i furti subiti dai clienti all’interno delle stanze qualora i ladri si siano introdotti facilmente in albergo grazie alla superficialità e alla negligenza mostrata nei controlli dal personale. E se il cliente dimostra l’entità del danno, fornendo un elenco dettagliato del materiale sottratto, il risarcimento non può essere effettuato semplicemente in via equitativa.

La vicenda

Il ladro o i ladri erano riusciti a introdursi in albergo in un’ora – le otto del mattino – in cui normalmente vi è afflusso di clienti alla sala colazione, ma non necessariamente alla reception, onde anche la sola presenza di due dipendenti alle funzioni di ricevimento e portineria avrebbe potuto assicurare un sufficiente controllo dato che, in concreto, le pesanti e ingombranti valigie erano state trasportate dal piano ove si trovava la camera fino al piano terra e trasportate all’esterno e che nei giorni precedenti si erano registrati movimenti sospetti di persone estranee all’albergo che andavano e venivano.

Tali fatti hanno evidenziato con chiarezza la responsabilità della struttura alberghiera per superficialità e negligenza nei controlli in spregio al dovere di vigilanza che incombe sull’albergatore.

Sulla quantificazione del danno, poi, i Supremi giudici hanno precisato che il risarcimento in via equitativa si può effettuare nei soli casi in cui non sussista alcun elemento per quantificare l’entità del danno. Pertanto, se il cliente è in grado di fornire un dettagliato elenco dei beni al suo seguito, con una prova anche di tipo documentale (nel caso di specie, il documento di accompagnamento con il campionario fornito all’agente di commercio) l’indennizzo deve coprire il valore effettivo dei beni sottratti.

note

[1] Cass. ord. n. 23520/2015 del 17.11.2015.


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