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Locazione: il risarcimento scatta già dalla notifica del ricorso

29 Novembre 2015


Locazione: il risarcimento scatta già dalla notifica del ricorso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Novembre 2015



Affitto: restituzione dell’immobile e messa in mora dell’inquilino moroso nella riconsegna dell’appartamento, obbligo di risarcimento del maggior danno.

Che succede se l’inquilino non paga anche un solo canone di locazione? Di certo il proprietario di casa può procedere allo sfratto (comunque, non prima di 20 giorni dalla scadenza) e, in tal modo, ottenere la restituzione dell’appartamento (seppur coi lunghi tempi della giustizia). Ma non solo. Al proprietario spetta anche un risarcimento del danno il cui obbligo al versamento scatta già dal momento della domanda che introduce il giudizio di sfratto. Ed è proprio tale momento che si deve prendere in considerazione come data dalla quale iniziano a decorrere (e a calcolarsi) gli importi dovuti a titolo di risarcimento. Lo ha chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

Ricordiamo che l’obbligo di restituire l’appartamento dato in affitto sorge, per il conduttore:

– dalla scadenza del contratto di affitto,

– oppure nel caso di inadempimento per il mancato pagamento del canone, dal momento della presentazione della domanda introduttiva del giudizio. In quest’ultimo caso, da tale momento il conduttore deve considerarsi in mora nella restituzione dell’immobile, con conseguente obbligo di risarcire al padrone di casa il maggior danno da questi subito [2], oltre al pagamento del corrispettivo convenuto.

Infatti, la costituzione in mora del conduttore, necessaria per ottenere il risarcimento [3], si determina sempre (sia nel caso di risoluzione del contratto per effetto dell’intervento del giudice, sia nel caso di risoluzione automatica del contratto), dalla data di proposizione della domanda in tribunale, e non da quella del suo accoglimento (ossia con la pubblicazione della sentenza o dell’ordinanza del magistrato). E questo per il basilare principio secondo cui la durata del processo non può danneggiare l’attore. Dunque, la quantificazione dei danni “retroagisce” dal momento in cui si instaura la lite tra padrone di casa e inquilino e non da quando il giudice si pronuncia sulla questione.

note

[1] Cass. sent. n. 19528 del 30.09.2015.

[2] Di cui all’art. 1591 cod. civ.

[3] Ex art. 1219 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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