Pensione Gestione Separata, cumulo contributi possibile con Opzione

30 novembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 novembre 2015



Nuovi chiarimenti dell’Inps sulla Gestione Separata: pensione col cumulo di altri contributi possibile per chi richiede il Computo.

 

Chi richiede il Computo può liberamente cumulare i contributi versati alla Gestione Separata con i contributi accreditati presso altre gestioni: lo ha chiarito definitivamente l’Inps, con una recente circolare [1]. La conferma è senz’altro una buona notizia per chi possiede della contribuzione da cumulare, in quanto consente di anticipare la data della pensione, nei casi di Salvaguardia, anche di parecchi anni.

Computo Gestione Separata

Il Computo, per gli iscritti alla Gestione Separata, è la facoltà di cumulare, presso tale Gestione, i contributi da lavoro dipendente ed autonomo accreditati in altre casse, qualora si opti per il calcolo della pensione col sistema contributivo, relativamente a tutta la contribuzione posseduta.

In pratica, una sorta di Opzione Contributiva per la Gestione Separata, da rassomigliare, però, non tanto all’Opzione Donna, Istituita dalla Legge Maroni [2], quanto all’Opzione Contributiva istituita dalla Legge Dini [3]: la differenza è importante perché l’adesione a quest’ultimo regime comporta il possesso di requisiti differenti rispetto all’Opzione Donna, anche se in entrambi i casi l’assegno è calcolato col contributivo.

Computo Gestione Separata: requisiti

Potranno esercitare la facoltà di Computo nella Gestione Separata coloro che possiedono i seguenti requisiti:

anzianità contributiva inferiore a 18 anni, sino al 31 dicembre1995: valgono a tal fine tutti i contributi, compresi quelli volontari e figurativi;

– anzianità contributiva complessiva pari ad almeno 15 anni, di cui almeno 5 posteriori al 31 dicembre 1995.

Non può essere applicata l’opzione, invece, a coloro che non hanno contributi precedenti al 1996, in quanto il loro trattamento è già calcolato col solo metodo contributivo.

Ovviamente sarà indispensabile l’iscrizione alla Gestione Separata: si tratta, ricordiamo, di una gestione previdenziale dell’Inps, obbligatoria per i lavoratori parasubordinati (Co.co.co, Co.co.pro, Mini Co.co.co.), per chi svolge lavoro occasionale accessorio (retribuito con buoni lavoro o voucher), per i professionisti “senza cassa”, e per i lavoratori autonomi occasionali con compensi annui superiori a 5.000 Euro.

Computo Gestione Separata: pensioni ottenibili

La facoltà di computo è utile per conseguire, presso la Gestione Separata, i seguenti trattamenti:

– pensione di vecchiaia;

– pensione anticipata;

– pensione di inabilità;

– assegno ordinario di invalidità;

– pensione indiretta ai superstiti;

– pensione supplementare.

Ogni tipologia di trattamento ottenuta soggiacerà alla normativa prevista per i trattamenti della Gestione Separata, a prescindere dalle annualità di contributi accreditate nelle altre casse: vediamo ora, nel dettaglio, i requisiti per ottenere ciascuna delle prestazioni elencate.

Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia, per gli iscritti alla Gestione Separata che esercitano la facoltà di computo, può essere raggiunta in presenza dei seguenti requisiti:

70 anni e 3 mesi d’età (70 anni e 7 mesi dal 2016 sino al 31 dicembre 2018), ed almeno 5 anni di contributi (fermi restando i requisiti generali per accedere al computo, cioè almeno 15 anni di contributi, di cui 5 posteriori al 1996, ed almeno un contributo precedente al 1996, nonché un’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 inferiore a 18 anni);

– oppure, in presenza degli stessi requisiti previsti per il raggiungimento della pensione di vecchiaia dei lavoratori autonomi: 66 anni e 3 mesi d’età per gli uomini e 64 anni e 9 mesi per le donne, che dal 2016 aumenteranno a 66 anni e 7 mesi per gli uomini e 66 anni ed 1 mese per le donne; sono inoltre richiesti 20 anni di contributi (15 per i beneficiari della Deroga Amato), ed una pensione che superi di 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (fermi restando i requisiti appena esposti per l’accesso al computo).

Pensione anticipata

La pensione anticipata con l’esercizio della facoltà di computo, per gli iscritti alla Gestione Separata, può essere raggiunta in presenza dei seguenti requisiti (fermi restando i parametri per accedere al computo):

63 anni e 3 mesi di età (63 anni e 7 mesi nel triennio 2016-2018), stante il possesso di almeno 20 anni di contributi (esclusi i contributi figurativi), a condizione che l’ammontare mensile della pensione sia almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale;

41 anni e 6 mesi di contributi per le donne, e 42 anni e 6 mesi per gli uomini, che diventeranno rispettivamente 42 anni e 10 mesi e 41 anni e 10 mesi, nel triennio 2016-2018.

Salvaguardia

Chi, esercitando la facoltà di computo, risulti possedere i requisiti ante Fornero per l’Opzione Contributiva, alla data del 31 dicembre 2011, ha diritto alla Salvaguardia, in virtù del principio della Cristallizzazione dei requisiti: in pratica, potrà pensionarsi con le vecchie regole di età utili all’Opzione (57 anni sino al 31 dicembre 2007, 60 anni sino al 31 dicembre 2011), e con le regole di contribuzione previste per l’accesso al computo.
Pensione supplementare

Chi non raggiunge il diritto ad un’autonoma pensione  nella Gestione Separata, ma risulta titolare di un altro trattamento pensionistico, anche presso Gestioni non Inps, ha diritto ad una pensione supplementare al compimento dell’età di vecchiaia prevista per i lavoratori autonomi.

Anche a tale trattamento può essere applicata la facoltà di computo, fermi restando i requisiti per l’accesso all’Opzione contributiva Dini già illustrati, e considerando che non si possono contare i contributi che hanno già dato luogo alla pensione di cui il richiedente è titolare; oltre a tali requisiti, è necessario possedere i parametri previsti dalla legge per il tipo di pensione supplementare richiesta nella Gestione separata.

Il trattamento decorrerà dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, e sarà calcolato, ovviamente, per intero col metodo contributivo.

 

Pensione d’invalidità e inabilità

Gli iscritti alla Gestione Separata, qualora sia loro riconosciuta una capacità lavorativa inferiore a un terzo, hanno diritto, al pari degli altri lavoratori, a un assegno d’invalidità; se invece è riconosciuta un’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi lavoro, avranno diritto alla pensione di inabilità.

Fermi restando i requisiti utili per tali prestazioni previdenziali, cioè 5 anni di contributi, di cui almeno tre accreditati nei 5 anni precedenti alla domanda, i beneficiari potranno incrementare gli assegni con la facoltà di computo: anche in questo caso, dovranno essere posseduti i requisiti per l’accesso all’Opzione, cioè almeno 15 anni di contributi, di cui 5 collocati posteriormente al 1996, ed almeno un contributo precedente a tale annualità, ed il possesso di meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.

Il calcolo del trattamento sarà sempre effettuato col contributivo: lo stesso vale nel caso di trasformazione dell’assegno d’invalidità in pensione di vecchiaia.

Calcolo della pensione

La pensione ottenuta col Computo è liquidata nella Gestione Separata e, come già esposto, calcolata interamente con il sistema contributivo: per quanto riguarda il montante (cioè la somma dei contributi) relativo alle altre casse, sono applicate le aliquote di computo delle singole gestioni di appartenenza.

Per un approfondimento su tale sistema di calcolo, vi invitiamo a leggere la nostra guida al calcolo contributivo.

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Autore immagine: 123rf com

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