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Lo sai che? Modello F24: come correggere l’errore codice tributo o codice Comune

Lo sai che? Pubblicato il 30 novembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 30 novembre 2015

È possibile rimediare all’errore di compilazione del modello F24; occorre distinguere tra codice tributo e codice ufficio e verificare se si tratta di un errore di compilazione oppure di digitazione da parte dell’intermediario (banca o posta).

Nella compilazione del modello F24 necessario per il pagamento di alcuni tributi (come IMU e TASI) possono capitare errori di individuazione o di mera scrittura del codice tributo o del codice ufficio al quale il tributo è destinato. L’errore può essere commesso dal contribuente stesso al momento della compilazione o dall’operatore (banca o posta) al momento dell’inserimento del codice nel terminale.

Le conseguenze di tali errori possono essere abbastanza spiacevoli per il contribuente in quanto l’ufficio o l’ente destinatario che non riesce ad abbinare correttamente il versamento al relativo atto o documento, può richiedere il pagamento delle somme in realtà già versate.

Vediamo allora come è possibile rimediare all’errore ed evitare di dover pagare due volte lo stesso tributo.

Se l’errore riguarda il codice tributo: il contribuente deve inviare una comunicazione all’ufficio locale destinatario del tributo (per IMU e TASI codice del comune di ubicazione dell’immobile). Con la comunicazione si richiede la correzione del codice e, dunque, l’abbinamento del versamento al codice corretto.

Se l’errore riguarda il codice ufficio: in questo caso, il pagamento del tributo potrebbe essere avvenuto a favore di un altro Comune che nulla a che vedere con quello titolare del potere di imposta. Il contribuente deve inviare una comunicazione sia all’ufficio locale il cui codice è stato indicato erroneamente sul modello F24, sia a quello cui si riferisce correttamente il versamento.

Non sono previste sanzioni per il contribuente. Infatti la legge esclude le sanzioni “quando i versamenti sono stati tempestivamente eseguiti ad ufficio o concessionario diverso da quello competente” [1].

Le istanze di correzione devono essere presentate attraverso il modello predisposto dal Comune e generalmente disponibile sul sito istituzionale dell’ente nella sezione modulistica. All’istanza occorre allegare copia del modello F24 già pagato.

 

Se l’errore di digitazione è stato commesso dall’’intermediario (banca o posta): ciò accade quando il codice presente sull’F24 è corretto ma viene digitato in modo sbagliato dall’operatore alla cassa. In questa ipotesi il contribuente può rivolgersi alla banca o all’ufficio postale presso il quale ha eseguito il versamento e presentare una richiesta di correzione allegando la ricevuta del modello F24 in suo possesso contenente l’esatta indicazione del codice ufficio. A seguito della richiesta, la banca o la posta devono procedere alla rettifica del codice [2].

Quando l’errore di compilazione è stato commesso dal contribuente, non è possibile interpellare la banca o l’ufficio postale in cui è avvenuto il pagamento ma, come sopra specificato, occorre rivolgersi direttamente all’ente erroneamente indicato per richiedere la rettifica (con riversamento della somma a favore dell’ufficio corretto qualora si sia trattato di errore relativo al codice ufficio).

note

[1] Art. 13 D.lgs. n. 471/1997.

[2] Ministero dell’Economia e delle Finanze, risoluzione n. 2/2012.


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