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Avvocati: maxi multa al CNF dall’Antitrust per i minimi tariffari

1 Dicembre 2015
Avvocati: maxi multa al CNF dall’Antitrust per i minimi tariffari

È illecito vietare i compensi sotto i minimi: Lazio l’Autorità garante della concorrenza conferma la sanzione del Tar Lazio ma diminuisce la multa.

Il Cnf è responsabile per aver posto in essere un’intesa continuata volta a eliminare il gioco della concorrenza tra gli avvocati, vietando loro, di fatto, di applicare le tariffe al di sotto dei minimi, ormai abrogate dal decreto Bersani. In particolare, il Consiglio Nazionale Forense ha adottato due decisioni in cui ha ritenuto fosse illecito disciplinare la richiesta di compensi inferiori ai minimi tariffari [1] o l’utilizzo di una canale su internet (Amica Card, ma il discorso potrebbe essere esteso a Groupon e altri portali di natura promozionale) con cui comunicare al pubblico la convenienza economica della prestazione professionale [2].

Il Tar Lazio a luglio 2015 aveva parzialmente accolto il ricorso presentato dal Cnf chiedendo all’Antitrust di ridimensionare l’entità della sanzione tenendo conto, oltre della gravità, anche della durata dell’infrazione. Il giudice amministrativo ha affermato che “non ritiene condivisibile l’assunto dell’Agcm secondo cui aver ripubblicato la circolare n. 22-C/2006 sul sito internet e nella banca dati rappresenta la volontà anticoncorrenziale del Cnf di reintrodurre – attraverso la sua riviviscenza – l’obbligatorietà dei minimi tariffari, pena la sottoposizione a procedimenti disciplinari e la comminazione di sanzioni per i professionisti che dovessero discostarsi dai minimi individuati nelle (abrogate) tariffe ministeriali”. Resta comunque ferma l’illegittimità della condotta del CNF per aver vietato l’utilizzo delle piattaforme digitali da parte dei professionisti per pubblicizzare, anche nella componente economica, le prestazioni professionali.

Alla luce di ciò, l’antitrust ha provveduto a ricalcolare l’importo definitivo rideterminandolo in euro 513 mila.


note

 

[1] CNF circolare n. 22-C/2006

[2] CNF Parere n. 48/2012


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