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Come scoprire quanti debiti hai con Equitalia e come contestarli

3 dicembre 2015


Come scoprire quanti debiti hai con Equitalia e come contestarli

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 dicembre 2015



La richiesta dell’estratto ruolo online o allo sportello per le cartelle di pagamento non pagate, validità, contestazione degli importi non dovuti.

Quando i debiti diventano tanti è difficile, oltre che insopportabile, tenerne un preciso conto, tanto più che, per chi non ha la possibilità di pagare, è del tutto indifferente l’esatta cifra: difatti, il debitore risponde delle obbligazioni – ivi comprese quindi le cartelle esattoriali di Equitalia – solo con il proprio patrimonio presente e futuro; inoltre, nel caso dell’Agente della riscossione, il contribuente non può subire alcuna conseguenza negativa in termini di iscrizione a banche dati come Crif e Centrale Rischi della Banca d’Italia (per maggiori approfondimenti leggi: “Che succede se non pago Equitalia?”).

A ciò si aggiunge anche che spesso le notifiche non vanno a buon fine per errori del soggetto notificante e ciò nonostante il debito viene comunque “conservato” nei computer di Equitalia, andando a sommarsi agli importi effettivamente dovuti senza che il contribuente ne venga mai a conoscenza.

In ultimo bisogna anche considerare i casi in cui le cartelle non raggiungono il destinatario per sua irreperibilità (trasferimento o assenza momentanea), venendo così depositati presso la Casa Comunale.

Insomma, tutti questi fattori fanno sì che, spesso, il contribuente non abbia una precisa percezione del proprio debito. Come allora si fa a sapere l’esatto ammontare degli importi che devono essere versati a Equitalia? Esistono due sistemi: uno tradizionale e uno per via telematica.

La richiesta allo sportello

Il contribuente, recandosi allo sportello, ha il diritto di chiedere una copia dell’estratto di ruolo: si tratta di una stampa a uso interno, che non ha alcun valore certificativo, né di prova in un eventuale processo (se non accompagnato dalla prova delle relative notifiche), ove sono indicate tutte le cartelle notificate, i relativi importi dovuti con la causale, la data di iscrizione a ruolo del tributo e quella di consegna al contribuente della cartella.

Lo sportello di Equitalia rilascia, a semplice richiesta dell’interessato, l’estratto di ruolo in forma cartacea: di norma viene consegnato a vista, già nello stesso giorno di presentazione della richiesta.

La richiesta tramite internet

È anche possibile presentare la richiesta di estratto conto anche per via telematica accedendo al portale di Equitalia a questo indirizzo https://servizi.equitaliaspa.it/equitaliaServiziWeb/home/login.do.

Per poter accedere al servizio bisogna tuttavia essere in possesso di un codice utente (ossia il codice fiscale del contribuente) e di una password che sono fornite dall’Agenzia delle Entrate o dall’Inps. Per accedere all’estratto conto puoi anche utilizzare la Carta Nazionale dei Servizi.

Per ottenere la password dall’Agenzia delle Entrate bisogna collegarsi al sito www.agenziaentrate.gov.it cliccare su “area riservata”; lì si trovano tutte le indicazioni necessarie per registrarsi a Fisconline. Nel caso dell’Inps, invece, bisogna collegarsi al sito www.inps.it, cliccare su “come fare per” e successivamente su “ottenere e gestire il pin”.

A che serve l’estratto di ruolo

Tramite una lettura dell’estratto di ruolo il contribuente si può fare un’idea di:

– quale sia il suo debito complessivo;

– quali cartelle, contenute nell’elenco, ritiene che non gli siano mai state notificate;

– quali cartelle si sono prescritte.

Nell’ipotesi in cui, dall’estratto conto, dovessero risultare importi per cartelle che il contribuente non ricorda di aver mai ricevuto, è possibile presentare ricorso al giudice per ottenere la cancellazione del debito. Ad ogni modo, in via prudenziale, onde evitare di imbarcarsi in un giudizio costoso e lungo, suggeriamo prima di presentare un’istanza di accesso agli atti amministrativi per richiedere tutte le prove dell’avvenuta notifica della cartella di pagamento che, secondo l’estratto di ruolo, risulta essere notificata. In questo modo, il contribuente può verificare – documenti alla mano – se il suo sospetto è fondato o meno. Nel primo caso, mancando le prove di una corretta notifica (si pensi alla cartella mai arrivata a destinazione o consegnata a soggetto non legittimato), l’impugnazione è legittima, come di recente stabilito dalle Sezioni Unite della Cassazione.

Nel caso, invece, delle cartelle prescritte, è necessario attendere il successivo passo di Equitalia, che sia un sollecito di pagamento o un preavviso di fermo o di ipoteca o un pignoramento: il contribuente potrà impugnare quest’ultimo ottenendo così, dal giudice, la cancellazione del debito.

In entrambi i casi è anche possibile presentare l’istanza in autotutela evidenziato a Equitalia l’inesistenza del debito. Tuttavia la pratica quotidiana ci insegna che gran parte di queste istanze non vengono neanche riscontrate dagli uffici. Fortunatamente la giurisprudenza sta sposando il principio per cui, quando il contribuente viene costretto – pur senza necessità – a sostenere una causa per far valere un proprio diritto di cui comunque aveva messo a conoscenza l’amministrazione (Equitalia, Inps, Agenzia delle Entrate, ecc.) con una istanza in autotutela, e quest’ultima è rimasta inerte e indifferente, gli spetta non solo il rimborso delle spese processuali, ma anche un risarcimento a titolo di responsabilità processuale aggravata [1].

note

[1] Art. 96 cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Cosa si fa se un tale ha pagato una cartella 2-3 anni fa, conserva l’evidenza, ma dall’estratto conto risulta ancora la situazione debitoria… assurdo

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