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Antenne per le ricezione dei cellulari sui tetti dei condomìni

4 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 dicembre 2015



Installazione di antenne di telefonia mobile sui tetti degli edifici: maggioranza assembleare necessaria, compenso per il condominio e rischi per la salute.

 

Il matrimonio tra l’uomo e il cellulare non conosce crisi e i gestori telefonici, in un clima di estrema competitività, puntano a proporre servizi sempre migliori per accaparrarsi nuove fette di mercato. Uno dei fattori che fa la differenza è la qualità del segnale: il telefono che “prende” sempre è un desiderio comune e, per venire incontro alle esigenze della clientela, le case di telefonia hanno una ricetta molto semplice: installare più antenne, in particolare sui tetti dei palazzi.

Il gestore telefonico paga un canone al condominio

Le case di telefonia contattano i condomìni proponendo il pagamento di una somma di denaro (in genere dai 10.000 ai 15.000 euro per 12 mesi, oltre al rimborso delle spese di energia elettrica), un affitto annuale del tetto, in cambio della possibilità di montare un ripetitore sulla sommità dell’edificio. I palazzi più ricercati sono quelli più alti e quelli con il tetto meno spiovente, perché è più facile l’installazione e la manutenzione delle apparecchiature.

L’autorizzazione degli enti preposti

L’installazione deve essere autorizzata dal Comune (oppure dalla Provincia o dalla Regione, in base alla competenza territoriale), dopo l’accertamento da parte dell’Arpa (agenzia regionale protezione ambiente) che l’impianto rispetti i limiti di emissioni elettromagnetiche consentite [1].

 

I danni alla salute per il condòmini e per i palazzi vicini

L’installazione in un condominio necessita di una votazione assembleare. Sul piatto della bilancia, i condomini devono porre, da un lato, il guadagno economico dovuto al pagamento del canone d’affitto del tetto che il condominio riceverà dal gestore telefonico e, dall’altro:

– il pregiudizio estetico: le antenne imbruttiscono, e non poco, gli edifici;

– i possibili danni alla salute derivanti dalla prolungata esposizione alle onde elettromagnetiche.

L’emissione delle onde non interessa solo i condòmini dello stabile su cui verrà montata l’antenna, ma anche e soprattutto gli abitanti degli edifici circostanti, a causa della distanza ravvicinata dalla fonte. Le onde elettromagnetiche prodotte dall’impianto si propagano più in ampiezza che in verticale, con una caratteristica forma a imbuto. Per questi motivi, è meglio stare sotto la fonte che di fianco ad essa. Cioè a dire: meglio avere una antenna sul proprio palazzo che su quello di fronte. Gli abitanti dei palazzi vicini possono opporsi all’installazione solo se l’autorizzazione comunale rilasciata alla compagnia telefonica è irregolare o se l’impianto supera i limiti di emissioni consentite [2].

Maggioranze necessarie in assemblea condominiale

La maggioranza necessaria in sede di assemblea condominiale per approvare l’installazione delle antenne di telefonia mobile sul tetto non è pacifica. In linea generale, tale attività può essere classificata come una innovazione [3] e, pertanto, la approvazione necessita del voto favorevole della maggioranza dei condomini intervenuti in assemblea, che rappresenti almeno i due terzi del valore dell’edificio [4]. Tuttavia, in più di una occasione, la Corte di Cassazione [5] e i tribunali di merito [6] hanno emanato delle sentenze nelle quali si stabilisce la necessità dell’unanimità.

note

[1] Art. 4 d.lgs. n. 198 del 4.09.2002.

[2] Fissati nel d.m. n. 381/1998 e nella legge n. 36/2001.

[3] Art. 1120 cod. civ.

[4] Art. 1136 cod. civ., c. 5.

[5] Cass. sent. n. 3865/93: l’unanimità dei consensi troverebbe giustificazione nel fatto che l’installazione dell’antenna rappresenta la costituzione di un diritto reale, nello specifico di un diritto di servitù, sul fondo comune (per il quale l’art. 1108 cod. civ. richiede l’unanimità).

[6] Trib. Milano, sent n. 12663 del 23.10.2002; Trib. Genova, sent. n. 1385 del 12.04.2006. Secondo tali sentenze, l’installazione di una stazione radio base, che si possa qualificare innovazione, qualora determini una riduzione quantitativa dell’utilizzazione e del godimento anche di un solo condomino di una parte del bene condominiale o una modifica di destinazione funzionale della stessa (trasformazione di tale parte in unità produttiva destinata a servire attività industriale e commerciale estranea al carattere residenziale dell’edificio), la relativa determinazione assembleare potrà dirsi consentita soltanto con l’unanimità dei consensi dei condomini, in difetto della quale la delibera dovrà considerarsi nulla.

Per il Tribunale di Bologna (ord. 8.03-28.06.2005), invece, il consenso unanime sarebbe giustificato dal fatto che l’installazione delle antenne di telefonia mobile sul tetto determina una riduzione del valore di mercato dell’edificio e delle singole unità che lo compongono.

Secondo la Corte d’Appello di Firenze (sent. del 15.10.2005), “La deliberazione dell’assemblea di un edificio condominiale che approvi la locazione di una porzione del tetto comune per la installazione di un antenna radio base per telefonia cellulare deve essere qualificata come autorizzativa di una costruzione e quindi costitutiva di un diritto reale di superficie in favore dell’apparente conduttore, ed è pertanto nulla in difetto della volontà unanime di tutti i condomini”.

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1 Commento

  1. Gli effetti a lungo termine sulla salute dei residenti derivanti da esposizioni croniche a onde elettromagnetiche in radiofrequenza, alla luce dell’evidenza scientifica disponibile, non sono esprimibili in termini lineari di dose-risposta. Dunque l’affermazione “meglio avere un’antenna sul proprio palazzo che su quello di fronte” non è concretamente fondata e veritiera. Uno studio recente dal titolo, tradotto in italiano, “Diminuzione significativa dei sintomi clinici dopo rimozione di stazione di telefonia mobile – uno studio dell’intervento” che prende in esame la salute dei residenti dello palazzo in Giappone in cui erano installate antenne trasmittenti è una interessante lettura a tal proposito.

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