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Lo sai che? Rateizzare con Equitalia: breve guida

Lo sai che? Pubblicato il 4 dicembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 dicembre 2015

Le informazioni essenziali per rateizzare il debito con Equitalia: il numero massimo delle rate, la presentazione della domanda, le modalità di pagamento, le proroghe, i motivi di annullamento del piano rateale.

Equitalia prevede la possibilità di pagamento rateale delle cartelle esattoriali. Con il pagamento costante delle rate, il debitore:

– non è considerato inadempiente con gli enti creditori ed Equitalia non iscriverà fermi o ipoteche, nè attiverà qualsiasi altra procedura di riscossione;

– può richiedere a Inps, Inail e Casse edili il Durc (Documento unico di regolarità contributiva), e all’Agenzia delle Entrate il certifi­cato di regolarità ­fiscale per partecipare liberamente a gare e appalti.

Il numero delle rate

È possibile ottenere un piano di rateizzazione fino a 6 anni, con 72 rate mensili. L’importo minimo di ogni rata è di 50 euro. Le rate possono avere un importo fisso, quindi sempre uguale, oppure crescente (all’inizio più leggere, per poi aumentare di valore gradualmente).

Piano straordinario: fino a 120 rate in 10 anni

Nei casi più gravi, a fronte di una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica, e comunque per ragioni estranee alla propria responsabilità, è possibile chiedere un piano di rateizzazione straordinario fino a 120 rate mensili, spalmate in un arco temporale di 10 anni. L’agente della riscossione concede il piano di rateizzazione straordinario se è accertata l’impossibilità di saldare il debito mediante un piano di rateizzazione ordinario e se il debitore è comunque solvibile, cioè se, nonostante le difficoltà temporanee, è in grado di onorare il debito. Tali condizioni sono rispettate [1]:

– per le persone fisiche e le ditte individuali, quando l’importo della singola rata è superiore al 20% del reddito mensile, risultante dall’Indicatore della Situazione Reddituale (ISR), indicato nel modello Isee;

– per le imprese e per tutti gli altri soggetti giuridici, quando la rata è superiore al 10% del valore della produzione mensile e l’indice di liquidità, ricavato dai dati di bilancio, è compreso tra 0,5 e 1.

Presentazione della domanda

Per debiti fino a 50 mila euro: è possibile ottenere una piano rateale fino a 72 rate, senza allegare alcuna documentazione, compilando apposito modulo R1 presente sul sito www.gruppoequitalia.it oppure presso agli sportelli di Equitalia. La richiesta può essere inoltrata direttamente online, accedendo all’area riservata del sito di Equitalia (sarà necessaria registrarsi e ottenere così un codice utente e la password di accesso). In alternativa, è possibile presentarla allo sportello oppure spedirla tramite raccomandata con ricevuta di ritorno [2].

Per debiti superiori a 50 mila euro: in tal caso, per ottenere la rateizzazione, (modulo R2 o R3) la situazione di temporanea difficoltà economica deve essere documentata.

I pagamenti

Equitalia, dopo aver ricevuto e approvato la richiesta del debitore, invia il piano di rateizzazione e, periodicamente, i bollettini da utilizzare nei canali di pagamento indicati (sportelli e sito internet di Equitalia, banche, poste, tabaccai, ricevitorie Sisal e Lottomatica). Il pagamento può avvenire anche con domiciliazione sul proprio conto corrente.

Ulteriori proroghe

Se la situazione economica del debitore, durante la rateizzazione, peggiora al punto da non riuscire ad onorare le rate concordate nel piano di rientro, è possibile chiedere di prorogare il periodo della dilazione fino a un massimo di ulteriori 6 anni. Nel caso in cui vi siano le condizioni previste per i piani straordinari, è possibile prorogare il periodo della rateizzazione fino a un massimo di 10 anni.

La rateizzazione viene annullata se…

Per i nuovi piani concessi a partire dal 22 ottobre 2015, il debitore non potrà proseguire nella rateizzazione in caso di mancato pagamento di 5 rate, anche non consecutive. Tuttavia, saldando l’importo delle rate scadute, si ha la possibilità di riprendere i pagamenti dal punto in cui erano stati interrotti [3].

note

[1] Art. 3, c. 2, decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 6.11.2013.

[2] Art. 19, c. 1, d.pr. n. 602/73.

[3] Art. 10, c. 1, lett. a, n. 3, d.lgs. n. 159/15.


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