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Affittare la prima casa per trasferimento in altra città

5 Dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Dicembre 2015



Pago mutuo sulla prima casa ma, per motivi di lavoro, devo trasferirmi in un’altra città e vorrei darla in affitto: in tal caso, potrei mantenere lì la residenza? Imu e Tasi dovrebbero essere pagate come per una seconda casa? Potrei continuare a detrarre gli interessi del mutuo?

 

Mantenere la residenza

La residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale, mentre il domicilio è il luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi [1]. In linea di principio, quindi, è possibile avere residenza in un luogo e il domicilio in un altro, spesso proprio in ragione di trasferimenti temporanei dovuto a motivi di lavoro. Però la temporaneità del trasferimento dev’essere supportata da elementi concreti, come la possibilità di disporre, nella città di residenza, di un’abitazione e che questa venga effettivamente utilizzata coma tale, ad esempio nei fine settimana. Di conseguenza, l’ipotesi di affittare l’appartamento in cui si ha la residenza esclude la possibilità di far valere la condizione di “temporaneità” del trasferimento per motivi di lavoro e, quindi, diventa necessaria la conseguente variazione di residenza, anche perché, con l’affitto, verrebbe meno pure il requisito della dimora. Difatti si esclude che nello stesso immobile possano avere residenza sia l’inquilino che il padrone di casa.

L’Imu e la Tasi

In tal caso, l’Imu e la Tasi andranno calcolate applicando l’aliquota ordinaria deliberata per le unità immobiliari a disposizione.

Gli interessi del mutuo

Per quanto riguarda, invece, la detrazione degli interessi passivi sul mutuo, si può continuare a fruire della detrazione degli interessi passivi pagati per l’acquisto dell’immobile adibito ad abitazione principale anche nell’ipotesi in cui il contribuente trasferisca la dimora abituale nel territorio di un nuovo Comune per motivi di lavoro [2]: la detrazione spetta anche se l’immobile viene concesso in locazione. Se vengono meno le esigenze lavorative che hanno determinato lo spostamento della dimora abituale, la deroga non troverà più applicazione, con la conseguenza che il contribuente perderà il diritto alla detrazione degli interessi a partire dal periodo di imposta successivo.

note

[1] Art. 43 cod. civ.

[2] Art. 15, c. 1, lett. b del Tuir.

Autore immagine: 123rf com


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