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Eredità: usucapione dell’intero appartamento da parte di uno dei coeredi

5 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 dicembre 2015



Come usucapire la proprietà esclusiva di un immobile oggetto di successione ereditaria.

È frequente che un immobile, dopo la morte del proprietario, cadendo in successione, divenga di proprietà indivisa di più coeredi (ossia cada in quella che viene detta “comunione ereditaria”): più soggetti, cioè, si trovano ad essere comproprietari (in ragione delle quote stabilite dalla legge) di un immobile precedentemente di proprietà per l’intero del loro genitore (e coniuge, eventualmente).

I problemi che si pongono in queste circostanze sono molteplici soprattutto se fra i coeredi i rapporti siano già tesi e non improntati ad una serena e pacifica visione dei problemi e del modo migliore per affrontarli. Può quindi capitare che tra i beni caduti in successione vi sia l’appartamento di famiglia e che solo uno (o più di uno), ma non tutti i coeredi l’occupino per intero e stabilmente.

In una situazione del genere è chiaro che l’occupante esclusivo dell’immobile dovrebbe poter contare o sull’assenso degli altri ad occupare gratuitamente l’intero immobile (in virtù di una sorta di comodato che gli permetta di occupare l’immobile in misura eccedente la quota di proprietà spettantegli) o sull’esistenza di un contratto di affitto che lo autorizzi, dietro pagamento di un canone, ad abitare tutto l’appartamento.

Ma cosa accade o può accadere nei casi, non rari, in cui il singolo coerede occupi tutto l’appartamento caduto in successione senza alcuna esplicita o implicita autorizzazione degli altri coeredi?

In tali circostanze può accadere che gli altri coeredi, stanchi di accettare uno stato di fatto e decisi a non più tollerarlo (a maggior ragione se, comunque, nel frattempo avevano provveduto a pagare le loro quote quanto a tasse, imposte ed utenze telefoniche, elettriche, idriche ecc.), agiscano per farsi corrispondere l’equivalente in danaro dell’occupazione delle loro quote ideali di proprietà.

Tuttavia il coerede può diventare proprietario del 100% dell’immobile con l’usucapione a condizione che egli:

1) sia rimasto indisturbato ad occupare l’immobile per più di venti anni e

2) abbia durante tale periodo, provveduto a pagare (per l’intero l’immobile) le imposte e le utenze e

3) abbia – cosa assai importante e decisiva – impedito agli altri coeredi ogni esercizio del possesso materiale dell’appartamento senza riceverne opposizione (ad esempio, modificandone la serratura e non consegnando agli altri coeredi le nuove chiavi).

Ebbene, ove ricorrano assieme queste circostanze, il singolo coerede potrà vittoriosamente agire dinanzi al competente Tribunale (previo esperimento del tentativo obbligatorio di mediazione) perché sia riconosciuto a proprio favore l’acquisto per usucapione dell’intero immobile.

Ovviamente in un giudizio di questo tipo occorrerà fornire idonea dimostrazione non solamente di un possesso pacifico, continuo e non interrotto protrattosi per almeno venti anni, ma anche e soprattutto di aver goduto dell’intero immobile in modo esclusivo e inconciliabile con qualunque possibilità che altri (cioè gli altri coeredi) potessero goderne nello stesso tempo.

Decisivo sarà, quindi, dimostrare di aver comunicato o fatto comunque intendere in modo chiaro e non equivoco agli altri coeredi (senza mai riceverne qualunque opposizione) di volere possedere in modo esclusivo tutto l’immobile e di volerli escludere definitivamente da ogni contatto materiale con l’immobile stesso.

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Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Se la morte del marito avvenga prima della sentenza definitiva di divorzio, avendo il defunto una convivnza con un figlio minore, senza che il superstite godeva degli alimenti avendo figli maggiorenni in assenza di testamento,la reversibilità pensionistica chi ne beneficia? grazie

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