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Le Guide Notifica cartelle Equitalia: termini, compiuta giacenza e modalità

Le Guide Pubblicato il 6 dicembre 2015

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Notifica a mezzo posta con il postino, a mani con il messo e per PEC: tempi di compiuta giacenza.

Sono cambiate, nel tempo, le modalità di notifica delle cartelle di pagamento di Equitalia, da un lato per via delle interpretazioni dei giudici, dall’altro perché, con i nuovi mezzi di comunicazione, sono intervenute forme di notifica più immediate e sicure (il riferimento è alla Posta elettronica certificata). Tuttavia, ancora oggi esistono numerose possibilità di far valere vizi di notifica. In questo articolo cercheremo di illustrare sia come avviene materialmente la notifica della cartella, sia i termini entro cui ciò deve avvenire, a pena di invalidità della cartella stessa.

Come può avvenire la notifica di una cartella di Equitalia?

Equitalia notifica la cartella esattoriale attraverso tre distinte modalità:

  • a mezzo posta, tramite invio di raccomandata a.r. in busta chiusa con avviso di ricevimento, spedita direttamente da Equitalia e consegnata, a casa del contribuente, dal consueto postino. Si tratta di una modalità semplificata rispetto alla notifica effettuabile tramite raccomandata ordinaria secondo le regole del servizio postale ordinario e non quelle più specifiche previste per gli atti giudiziari. Pertanto, la busta e gli avvisi utilizzati sono di colore bianco;
  • consegna a mani tramite messo notificatore che redige, in calce alla cartella medesima, la relata di notifica;
  • a mezzo posta elettronica certificata (pec).

1 | NOTIFICHE A MEZZO POSTA

Sono legittime le notifiche con la posta privata?

La giurisprudenza concorda che le notifiche debbano avvenire sempre tramite Poste Italiane e non, quindi, tramite corrieri o servizi postali privati. Alcuni giudici, tuttavia (ma sul punto non vi è uniformità di vedute) ritengono valida la notifica datta dall’agenzia privata a condizione che Equitalia abbia consegnato il plico a Poste Italiane e quest’ultima si sia a sua volta valsa del servizio privato.

Che succede se il postino non mi trova a casa?

In caso di impossibilità di consegna perché il destinatario è momentaneamente assente dal domicilio e non sono presenti familiari conviventi o altri soggetti legittimati a ricevere il plico, il postino lo deposita presso l’ufficio postale e, nello stesso tempo, invia al destinatario una seconda raccomandata, in cui gli comunica di aver tentato invano la notifica e che l’originale può essere ritirato presso il predetto ufficio.

In particolare l’agente postale non trova, all’indirizzo indicato, il destinatario per sua momentanea assenza, può consegnare il plico ad uno dei soggetti di seguito indicati e nel seguente ordine:

  • a persona di famiglia che conviva, anche temporaneamente, con il destinatario;
  • a persona addetta alla casa;
  • a persona al servizio del destinatario;
  • se mancanti i precedenti, al portiere dello stabile o a persona che, vincolata da rapporto di lavoro continuativo, è comunque tenuta alla distribuzione della posta al destinatario.

Tuttavia, secondo una Cassazione, in tali ipotesi, il postino deve dare atto nell’avviso di ricevimento, di non aver trovato il destinatario, né familiari conviventi o altri addetti alla casa, né il portiere dello stabile.

L’agente postale deve fare sottoscrivere al consegnatario l’avviso di ricevimento della raccomandata (che costituisce prova dell’avvenuta notifica) con indicazione della sua qualità con l’aggiunta, se trattasi di familiare, dell’indicazione di convivente, anche se temporaneo.

Inoltre, deve dare comunicazione dell’avvenuta consegna al destinatario tramite lettera raccomandata (cosiddetta CAD, comunicazione di avvenuta notifica).

La notifica si intende comunque perfezionata al momento della consegna del piego ed i termini che dalla stessa decorrono, si computano dalla data risultante dall’avviso di ricevimento e, se la data non risulta o è incerta, dal bollo apposto sull’avviso medesimo dall’Ufficio postale che lo restituisce.

In caso di ritiro del piego e rifiuto di firmare la ricevuta da parte del consegnatario, l’agente postale ne fa menzione nell’avviso di ricevimento, indicando le generalità del soggetto e la notifica si intende perfezionata alla medesima data di consegna.

Entro quanto tempo si può ritirare la cartella di Equitalia giacente all’ufficio postale?

Tanto il destinatario quanto un suo delegato, purché munito di copia di documento d’identità del primo, potrà ritirarlo entro 30 giorni.

Che succede se la cartella non viene ritirata entro 30 giorni?

Scatta quella che viene chiamata “compiuta giacenza”: in buona sostanza, l’atto si considera ugualmente conosciuto e notificato al contribuente. Tuttavia, la notifica si considera effettuata decorsi 10 giorni dall’invio della raccomandata di avviso o, se anteriore, alla data di ritiro del piego.

Per esempio, se il contribuente ritira la raccomandata il 29mo giorno di giacenza all’ufficio postale, troverà ancora il plico, tuttavia i termini per il ricorso iniziano a decorrere dal decimo.

Che succede se rifiuto di ritirare la raccomandata dal postino?

Se il destinatario rifiuta di firmare l’avviso di ricevimento o il registro di consegna oppure rifiuta il piego, la notifica si considera comunque effettuata.

L’agente postale ne deve fare menzione sull’avviso di ricevimento che viene restituito al mittente, insieme al plico, nel caso di rifiuto a riceverlo.

Posso chiedere a Equitalia di verificare se mi ha notificato una cartella o meno?

Qualora il contribuente venga a conoscenza, per vie traverse, della notifica di una cartella (per esempio dalla lettura di un estratto di ruolo), ha tutto il diritto di chiedere a Equitalia di visionare i documenti che comprovano tale notifica attraverso una istanza di accesso agli atti. Equitalia deve produrre copia della cartella e l’originale della relata di notifica (se avvenuta a mani) o dell’avviso di ricevimento (se avvenuta per mezzo posta).

È sempre necessaria la relata di notifica?

Nel caso di notifica a mezzo posta, la relata non è necessaria; è invece necessaria per la notifica a mani.

In entrambi i casi, Equitalia deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con l’originale della relata di notificazione o dell’avviso di ricevimento, a seconda della forma di notificazione prescelta: pertanto, se il contribuente chiede di poterne pretendere visione, Equitalia sarà tenuta ad esibire l’originale e a consentirgli di estrarne copia.

2 | NOTIFICA A MANI

Come avviene la notifica a mani?

Equitalia può provvedere alla notifica dei propri atti tramite i messi comunali o i messi appositamente a ciò autorizzati dalla stessa.

Il messo, quando possibile, procede alla notifica mediante consegna diretta dell’atto nelle mani dello stesso destinatario, redigendo la relata di notifica, in calce all’originale ed alla copia dell’atto notificato, in cui menziona la consegna del plico.

Il messo deve fare sottoscrivere al consegnatario la relata di notifica apposta sull’atto, indicando luogo, data ed ora dell’avvenuta consegna.

La notifica si perfeziona nel momento della consegna.

Chi sono i messi?

Possono effettuare le notifiche i messi comunali o i messi speciali autorizzati dall’ufficio.

È inesistente la notifica effettuata da soggetti diversi dai messi: ad esempio, vigili urbani, GdF, ecc.

Che succede se mi rifiuto di ricevere la notifica a mani?

Se il destinatario rifiuta di ricevere la copia, la notifica si considera comunque effettuata in mani proprie ed il messo ne dà atto nella relata.

Che succede se il messo non mi trova a casa?

Se il messo, recatosi presso la residenza o il domicilio del destinatario non lo trova, può comunque effettuare la notifica consegnando copia dell’atto a:

  • persona di famiglia (parente o anche affine purché convivente) o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda, purché non minore di 14 anni o non palesemente incapace;
  • in mancanza dei soggetti di cui al punto precedente, al portiere dello stabile;
  • in mancanza anche del portiere, ad un vicino che accetti di riceverlo.

Nel caso di notifica nelle mani del portiere, il messo deve dare atto nella relata, oltre che dell’assenza del destinatario, delle vane ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l’atto.

Successivamente, il messo deve dare notizia al destinatario a mezzo di una seconda lettera raccomandata dell’avvenuta notifica dell’atto.

La notifica si intende perfezionata, per il destinatario, al momento della consegna dell’atto ad uno dei soggetti richiamati.

Che succede se il messo non trova nessuno a casa?

Se invece il messo non trova né il destinatario, né familiari o persone addette alla casa, o se questi soggetti rifiutano di prendere in consegna l’atto (nel qual caso il rifiuto non è assimilabile all’avvenuta consegna) egli deve:

  • depositare la copia dell’atto presso la casa comunale;
  • affiggere avviso dell’avvenuto deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario;
  • dare notizia al destinatario dell’avvenuto deposito tramite raccomandata.

Nella relata di notifica, deve specificare, a pena di nullità, la causa di impossibilità della consegna.

La notifica si perfeziona, per il destinatario, dal ricevimento della raccomandata informativa o, comunque, decorsi 10 giorni dalla spedizione della stessa.

Che succede se ho cambiato indirizzo?

Potrebbe avvenire che il destinatario dell’atto sia irreperibile ossia nel comune di domicilio fiscale non risulti alcuna sua abitazione, ufficio o azienda. È il caso, ad esempio, quando:

  • il contribuente risulta ancora residente in un determinato luogo ma si è trasferito in luogo sconosciuto oppure al di fuori del territorio del comune di domicilio fiscale;
  • il luogo di trasferimento è sconosciuto anche se a posteriori risulta essere nello stesso comune di domicilio fiscale;
  • è sconosciuto il comune di residenza del destinatario;
  • il contribuente ha mantenuto la residenza anagrafica nel comune del domicilio fiscale ma spostato quella effettiva in altro comune.

In questi casi il messo, dopo aver effettuato ricerche nel comune dov’è situato il domicilio fiscale del contribuente, per verificare che il suddetto trasferimento non si sia risolto in un mero mutamento di indirizzo, notifica comunque l’atto con la seguente procedura:

  • deposita l’atto presso la casa comunale;
  • affigge avviso di deposito nell’albo comunale in busta chiusa e sigillata.

Non è dunque previsto, a differenza di quanto accade nel caso di impossibilità di consegna per irreperibilità relativa, che il messo invii l’avviso di notifica per raccomandata.

La notifica si intende perfezionata, per il destinatario, l’ottavo giorno successivo a quello di affissione.

3 | NOTIFICA A MEZZO PEC

Come avviene la notifica tramite PEC

La notifica della cartella può essere eseguita a mezzo posta elettronica certificata (PEC), all’indirizzo del destinatario risultante dagli elenchi a tal fine previsti dalla legge. Tali elenchi sono consultabili da Equitalia anche in via telematica.

Così come nella notifica per posta, quella per PEC può essere effettuata direttamente da Equitalia senza che si debba rivolgere all’Ufficiale giudiziario o all’intermediazione di altri soggetti.

Cosa contiene la PEC?

La Pec deve contenere in allegato la cartella di pagamento in formato elettronico e non è necessaria alcuna forma di sottoscrizione fisica o digitale, né del messaggio né dell’allegato.

La notifica si intende perfezionata per il ricevente alla data in cui il messaggio arriva nella casella di posta elettronica del ricevente, a prescindere dal giorno in cui il destinatario ne ha preso visione. Pertanto, se il contribuente non apre da più giorni la sua casella di posta elettronica non potrà che prendersela con sé stesso se i termini per far ricorso sono, nel frattempo, decorsi.

Ad oggi, la notifica per Pec è utilizzata nei confronti dei soggetti che sono obbligati a munirsi di un indirizzo PEC. Sono tali:

  • tutte le imprese costituite in forma societaria, sia quelle di nuova costituzione che quelle già costituite;
  • le amministrazioni pubbliche;
  • le imprese individuali iscritte al registro imprese;
  • i professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge.

4 | TERMINI DI NOTIFICA

La legge fissa dei termini massimi entro cui la cartella di pagamento deve essere notificata da quando l’obbligo di pagamento è maturato. È quello che si definisce termine di decadenza che è diverso da quello di prescrizione (che, invece, è il termine entro cui, dalla notifica della cartella, bisogna avviare la riscossione): se il termine non è rispettato, alcun pignoramento può essere avviato.

Per conoscere i termini di decadenza leggi: Cartella di pagamento: come contestare la notifica

Per conoscere i termini di prescrizione leggi: Dopo quanti anni la cartella di Equitalia va in prescrizione

note

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. oggi ho ricevuto una email dalla mia banca per comunicarmi che
    ci sono due cartelle esattoriali nella sezione on line della banca stessa senza che io abbia mai ricevuto nessuna raccomandata
    e’ un a spam oppure e’ possibile? domani vado in banca ma e’ arrivata anche ad altri questa email?

  2. Sarebbe utile sapere come e’ finita la storia delle cartelle. Personalmente propendo per un tentativo di phishing, specialmente se nel corpo della email e’ contenuto il link dove poi inserire i dati sensibili di accesso alla banca.

  3. Salve, equitalia mi ha inviato una cartella esattoriale ad un indirizzo vecchio di residenza……E’ da ritenere valida? Posso ricorrere?

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