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Regali di Natale, si possono scaricare dalle tasse?

5 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 dicembre 2015



Omaggi, Regali, deduzioni e detrazioni: che cosa può essere scaricato dal reddito imponibile del cittadino, del professionista e dell’impresa?

Natale, tempo di regali e di spese: ci si chiede spesso se, tra tutti i costi affrontati in occasione delle festività, qualcosa possa essere scaricato dal reddito. La risposta è affermativa, ma quanto può essere recuperato cambia molto a seconda della categoria del soggetto che deduce, o detrae: il cittadino, difatti, può detrarre dal reddito determinate spese, ma con notevoli limitazioni, a prescindere dal fatto che si tratti di omaggi natalizi; i professionisti e le imprese, invece, possono dedurre dai redditi omaggi e regali, ma in misura differente.

Vediamo insieme tutto quello che può essere scaricato da ciascuna categoria di contribuenti.

Quali regali si possono scaricare dal reddito del cittadino

Il semplice contribuente, che non sia né professionista, né impresa, non può scaricare dal reddito i regali natalizi in quanto tali, ma può decidere di regalare qualcosa che rientri nelle spese scaricabili nel 730 ( o nel Modello Unico). Può ad esempio, decidere di regalare, alla moglie o ai figli a carico che abbiano problemi alla vista, degli occhiali, anche da sole, purchè graduati. Dovrà però ricordarsi che non basta la fattura dell’ottico, per poter scaricare tali spese, ma sarà necessario anche conservare la prescrizione medica, contenente la precisa diagnosi. Oppure, potrebbe decidere di regalar loro dei farmaci, o una prestazione medica specialistica (regali poco romantici, ma utili).

Nel dettaglio, si possono detrarre dalle imposte, per i familiari a carico:

– occhiali, lenti a contatto (comprese le soluzioni per la pulizia), protesi dentarie e altri tipi di protesi e dispositivi medici, dietro prescrizione;

prestazioni, cure e terapie mediche specialistiche, se in presenza di prescrizione: sono ammesse anche le spese per prestazioni rese da dietisti, chiropratici, e terapie quali elettroterapia analgesica, laserterapia, ionoforesi, visite di podologia, fisioterapia e logopedia;

analisi ed esami;

farmaci, anche da banco, omeopatici e senza prescrizione, purchè ci si faccia rilasciare dal farmacista lo scontrino parlante.

Per i figli sino a 18 anni, un regalo molto gradito sarà senz’altro l’iscrizione in palestra, che è detraibile, quale spesa per l’attività sportiva dei ragazzi, sino al tetto massimo di 210 euro annui.

Non dimentichiamoci, poi, le spese per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici: sono detraibili al 50% sia nel caso in cui l’abitazione sia stata ristrutturata, sia in occasione dell’acquisto della prima casa, per le coppie under 35 (questo, però, sarà possibile solo dal 2016).

Inoltre, sono detraibili gli interventi di efficientamento energetico, e la ristrutturazione stessa della casa (nuova pavimentazione, porte, finestre, rifacimento delle pareti, canna fumaria, impianto d’allarme, l’acquisto di impianti di riscaldamento…per una guida completa, vi invitiamo a leggere: Bonus Casa 2016, tutte le agevolazioni fiscali).

Per un Natale all’insegna della solidarietà, è bene sapere che possono essere scaricate dai redditi le donazioni:

– alle Onlus;

– alle Università;

– agli Istituti scolastici;

– alle Organizzazioni Non Governative;

– alle Associazioni di Promozione Sociale;

– alle Istituzioni religiose;

– ad Associazioni e Fondazioni che operano nello spettacolo;

– alle associazioni e società sportive dilettantistiche.

Infine, possono essere scaricate nella dichiarazioni dei redditi anche le donazioni ai partiti politici e le erogazioni a tutela di beni di interesse artistico, storico, paesaggistico.

Quali regali si possono scaricare dal reddito del professionista

Tra i professionisti (avvocati, commercialisti, consulenti, ingegneri) è consuetudine diffusa regalare ai propri clienti, in occasione del Natale, i calendari con il logo dello Studio, le penne personalizzate, i portachiavi, ma anche il panettone e lo spumante per i clienti migliori, ed altri simpatici omaggi per promuovere l’attività, o per “ingraziarsi” i fornitori.

Ma quali spese si possono scaricare dal reddito?

Gli omaggi ed i regali, a clienti e fornitori, a prescindere dalla loro natura si considerano spese di rappresentanza: sono dunque deducibili nel limite totale dell’1% dei compensi percepiti nell’anno.

Ad esempio, se l’Avvocato Rossi incassa, nel 2015, 20.000 Euro di parcelle, e decide di spendere 500 Euro in oggetti personalizzati col nome dello studio da distribuire tra i vari clienti, di questi 500 Euro ne potrà scaricare solo 200.

Dal punto di vista dell’Iva, l’imposta è totalmente detraibile sino a 25,82 Euro di valore dell’omaggio al singolo destinatario, mentre sopra tale soglia risulterà totalmente indetraibile.

Gli omaggi ai dipendenti, invece, sono totalmente deducibili come spese per lavoro dipendente.

Naturalmente il professionista potrà detrarre dall’Irpef quanto abbiamo osservato in merito al semplice cittadino.

Quali regali si possono scaricare dal reddito d’impresa

Per gli imprenditori, rendersi dei novelli Babbo Natale è sicuramente più conveniente che per cittadini e professionisti. Possono essere, difatti, dedotti dal reddito d’impresa:

– Omaggi a clienti o fornitori di beni che non rientrano nell’attività d’impresa;

– Omaggi a clienti o fornitori di beni che rientrano nell’attività d’impresa;

-Omaggi a dipendenti.

Omaggi a clienti o fornitori di beni che non rientrano nell’attività d’impresa

Gli omaggi di beni, non rientranti nell’oggetto dell’impresa, di valore unitario inferiore a 50 Euro, sono interamente deducibili dal reddito d’impresa. Bisogna però considerare che:

– per valore unitario non s’intende quello del singolo bene regalato, ma quello dell’omaggio, che può essere anche composto da più beni;

– l’Iva è totalmente detraibile sino a 25,82 Euro di valore, mentre sopra tale soglia risulterà totalmente indetraibile;

– ai fini Iva, non c’è differenza tra regali di generi alimentari e non alimentari.

Gli omaggi di valore unitario superiore a 50 Euro, invece, sono qualificati come costi di rappresentanza, e pertanto deducibili nel limite dell’1,3% dei ricavi (0,50% dai 10 ai 50 milioni di Euro di fatturato, o,1% oltre tale soglia).

I regali non oggetto dell’attività costituiscono un’operazione “fuori campo Iva”, per la quale non deve essere emessa fattura. Per evitare la presunzione di cessione onerosa da parte del Fisco, è opportuno utilizzare un registro degli omaggi, o emettere un documento di consegna o trasporto (Ddt), senza indicare il valore dei beni, ma indicando i dati del destinatario e, quale causale del trasporto, la dicitura “cessione gratuita”, oppure “omaggio”, per provare il requisito di inerenza.

Omaggi a clienti o fornitori di beni che rientrano nell’attività d’impresa

In molti casi, le imprese decidono di regalare ai clienti i loro stessi prodotti, a fini promozionali. In questo caso, il bene acquistato dal fornitore per essere donato, o i costi per la sua realizzazione, qualora sia l’impresa stessa a produrlo, non possono più essere gestiti come costi inerenti all’attività aziendale, poiché costituiscono spesa di rappresentanza: saranno dunque deducibili nel limite complessivo dell’1,3% dei ricavi, e dovrà essere cambiata la loro classificazione contabile.

Per quanto concerne l’Iva, gli omaggi dovranno essere assoggettati ad imposta sulla base del prezzo di acquisto o di costo, da determinarsi al momento della cessione gratuita: allo scopo, dovrà essere emessa fattura, con esercizio o meno della rivalsa sul cliente (che si sconsiglia, per ragioni di “eleganza”), oppure autofattura.

Omaggi ai dipendenti

Gli omaggi ai dipendenti sono totalmente deducibili dal reddito, quali spese per il personale, sia che si tratti di beni oggetto dell’attività d’impresa, che non. Per il lavoratore, l’omaggio ricevuto non sarà tassabile fino al valore complessivo annuale di 258,23 Euro; se l’omaggio, però, consiste in voucher prepagati per l’erogazione di servizi welfare (asili nido, babysitter, assistenza…), l’esenzione dalla tassazione è prevista sino a 2000 Euro. Per quanto riguarda l’Iva, valgono le osservazioni fatte per gli omaggi a terzi, distinte tra beni facenti parte dell’attività d’impresa e non facenti parte.

Cene aziendali

È molto diffusa anche la prassi di una cena aziendale, in occasione delle festività natalizie. In questo caso, potrà essere dedotta dal reddito come:

spesa di rappresentanza, se alla cena sono presenti anche terzi oltrechè dipendenti dell’azienda. Nel dettaglio, il costo soggiacerà, in quanto somministrazione di vitto, alla previa riduzione al 75%, poi al limite dell’1,3% dei ricavi;

liberalità a favore dei dipendenti, se all’evento sono presenti solo dipendenti dell’impresa. Nel dettaglio, il costo soggiacerà, in quanto somministrazione di vitto, alla previa riduzione al 75%, ed all’ulteriore limite del 5 per mille dell’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente annuali.

L’Iva è indetraibile, poiché tale costo non possiede il requisito dell’inerenza con l’esercizio dell’impresa.

note

Autore immagine: 123rf com

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