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Furto in chiesa: non è grave

28 Marzo 2012
Furto in chiesa: non è grave

L’aggravante del furto di cosa lasciata “alla pubblica fede” si applica solo se l’abbandono dell’oggetto è imposto da necessità o consuetudine (e non da questioni di comodità): nessuna aggravante a chi ruba la borsa  in chiesa mentre l’anziana va a fare la comunione.

Neanche al momento della comunione si può stare tranquilli: che sia un furto particolarmente riprovevole, infatti, quello della borsetta lasciata incustodita, durante l’eucarestia, non ci sono dubbi. Ma, secondo il Tribunale di Padova [1], tale furto non è talmente grave da richiedere l’applicazione anche dell’aggravante (quella relativa a “cose esposte per consuetudine e destinazione alla pubblica fede”).

È proprio il caso di dirlo: l’occasione rende l’uomo (o la donna) ladro. Anche in chiesa!

L’anziana signora che si era avvicinata all’altare, abbandonando la propria borsa sulla panca, non si era accorta della zingara lì vicino. La quale, afferrata la tracolla, era poi scappata sul sagrato. Lì tuttavia, un agile allenatore sportivo, buttatosi all’inseguimento, l’aveva raggiunta e poi consegnata alla giustizia.

I giudici, che hanno condannato la zingara per il furto in flagrante, hanno tuttavia sostenuto che l’aggravante dell’aver lasciato le cose alla “pubblica fede” [2] non potesse essere applicata. L’aggravante in questione, infatti, si applica solo quando tale abbandono è imposto da “necessità” o “consuetudine” e non già da questioni di comodità o trascuratezza nella vigilanza.

In altre parole, secondo il Tribunale, fesso è chi si lascia fregare…

 

 


note

[1] Trib. Padova sent. del 3.02.2012.

[2] Art. 625 c.p.


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