Breaking News Così la Russia ha deciso di farla pagare alla Turchia

Breaking News Pubblicato il 5 dicembre 2015

Articolo di




> Breaking News Pubblicato il 5 dicembre 2015

La mossa strategica di Puntin contro il presidente turco Recep Tayyip Erdogan accusato di finanziare l’Isis attraverso il traffico illegale di petrolio.

Putin lo aveva promesso: “La Turchia si pentirà di ciò che ha fatto…”, “…Sta scherzando col fuoco”, “…Una pugnalata alle spalle”. E non ha aspettato troppo per far capire al mondo, ancora una volta, quale abile stratega sia. La vendetta gli è stata servita, su un piatto d’argento, dallo stesso Onu.

Secondo, infatti, quanto scrive il New York Times, Putin starebbe negoziando con gli Stati Uniti una nuova risoluzione al Consiglio di sicurezza dell’Onu per colpire le finanze dell’Isis volta a imporre misure economiche nei confronti di tutti quegli Stati che fanno traffici e commerciano con lo Stato islamico. Il riferimento è più che chiaro alla Turchia il cui presidente Erdogan è accusato dalla Russia da acquistare greggio di contrabbando dall’Isis.

La risoluzione, in verità, non è una novità, in quanto era già stata discussa nello scorso mese di febbraio, ma proprio il diritto di veto esercitato dalla Russia ne aveva impedito l’accoglimento. Ora, invece, le carte in tavola sono cambiate e Putin ha deciso di dare il suo “via libera”.

La bozza sarà discussa il 17 dicembre in una riunione con i ministri delle Finanze dei 15 membri del Consiglio, guidata dal titolare del Tesoro americano, Jack Lew: Washington ha la presidenza di turno del Consiglio e, pertanto, la sua approvazione sembra quasi scontata.
La risoluzione, che dovrà bloccare le gambe alle finanze dell’Is, è la conseguenza del mutato atteggiamento della Russia nei confronti della Turchia dopo l’abbattimento del jet di Mosca il 24 novembre scorso ad opera di 2 F-16 di Ankara. Da allora Vladimir Putin ha accusato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan di proteggere Isis perché la sua famiglia farebbe affari con gli uomini di Abu Bakr al Baghdadi da cui acquista greggio di contrabbando.

L’ambasciatore russo all’Onu, Vitaly Churkin, pur senza citare Ankara, ha spiegato che ora Mosca vuole che le nuove msiure includano l’obbligo per l’ufficio del segretario generale di riferire su chi sta violando il divieto di non fare affari o finanziare L’Is.

“Abbiamo tutti i motivi per supporre che la decisione di abbattere l’aereo sia stata dettata dal desiderio di garantire la sicurezza delle via di fornitura illegale del petrolio dell’Isis al territorio turco” ha detto il leader del Cremlino, parlando in conferenza stampa a Parigi nell’ambito della Conferenza sul clima (Cop21) e, soprattutto, dopo aver rifiutato di incontrare il presidente turco Erdogan. Parole durissime, che confermano la tesi esposta chiaramente subito dopo la notizia dell’abbattimento: la Turchia è complice del Califfato.

Nel frattempo, dopo Londra, anche il Parlamento tedesco ha ratificato ieri a larghissima maggioranza l’intervento militare della Germania in Siria in funzione anti-Isis. La missione, della durata di un anno, rinnovabile, non contempla azioni belliche dirette, ma prevede l’invio di sei Tornado con funzione di ricognizione in appoggio ai bombardamenti francesi, di un aereo-cisterna per il rifornimento in volo degli aerei della Francia e di una fregata, la Augsburg, che scorterà la portaerei francesi Charles de Gaulle nel Mediterraneo orientale. Secondo il primo ministro della Turchia, Ahmet Davutoglu, i Tornado «arriveranno presto» alla base Nato di Incirlik, a poche decine di chilometri dal confine con la Siria. Complessivamente, la missione prevede l’impiego di 1.200 militari tedeschi, anche se non tutti allo stesso tempo. Anche se non destinati al combattimento, saranno armati e autorizzati a difendersi se attaccati.

Risposte militari autonome e non coordinate da un cappello Ue quelle di UK e Berlino, obiettano i più, denunciando l’eterna latitanza della difesa europea. È una realtà incontrovertibile, ma la constatazione dell’evidenza, l’appellarsi a un fallimento che si perpetua, non può accecare ogni giudizio. Sarebbe un errore non dare una valutazione – cautamente – positiva alla reazione che si va levando nel vecchio continente dopo i fatti di Parigi.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Abu Bakr al Baghdadi, ancora non si e` impossessato della Turchia, per il momento in presidente e` ancora ….Recep Tayyip Erdoğan

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI