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Lo sai che? Si può affittare la prima casa acquistata coi benefici fiscali?

Lo sai che? Pubblicato il 6 dicembre 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 dicembre 2015

Posso affittare, anche solo parzialmente, una casa comprata con le agevolazioni prima casa?

Sulla possibilità di dare in locazione a terzi il proprio immobile acquistato con i benefici fiscali “prima casa”, si registrano spesso incertezze in quanto la legge nulla dice a riguardo; ma proprio dal silenzio della disposizione normativa si può desumere che tale possibilità non è vietata dall’ordinamento. Infatti l’affitto della “prima casa” non rientra tra quei casi indicati dalla legge come causa di decadenza dalle agevolazioni fiscali per l’acquisto.

L’unico aspetto sul quale occorrerà prestare attenzione è quello di non cambiare il proprio Comune di Residenza. Difatti, l’Agenzia delle Entrate ritiene che si verifichi la decadenza dalle agevolazioni prima casa se la residenza varia in un Comune differente prima dei tre anni dall’acquisto del fabbricato, o dal trasferimento della residenza se successivo all’acquisto. Proprio per ciò sarà opportuno tenere la residenza nello stesso Comune o, in caso contrario, attendere il decorso dei tre anni da quando è stata stabilita la residenza nel Comune ove si trova l’immobile in oggetto.

Con una circolare del 2002 [1], l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che si verifica la decadenza dalle agevolazioni prima casa se la residenza varia in un Comune differente prima dei tre anni dall’acquisto del fabbricato, o dal trasferimento della residenza se successivo all’acquisto (si ricorda che la residenza deve essere trasferita nel Comune in cui si acquista entro 18 mesi). In verità questa interpretazione viene spesso criticata dagli operatori del diritto in quanto il cambio di residenza non è previsto in alcun modo dalla legge quale causa di decadenza dai benefici in oggetto.

Le altre agevolazioni fiscali

Diverso discorso deve farsi per tutte le altre agevolazioni fiscali che prevedono quale requisito che l’immobile venga destinato ad “abitazione principale” del contribuente (si pensi al caso dell’esenzione dal pagamento delle imposte sulla casa o della detrazione degli interessi passivi sul mutuo).

In tal caso, il cambio di residenza in altro immobile (a seguito dell’affitto integrale a terzi della casa) fa presumere che l’immobile non venga più destinato ad abitazione principale del contribuente. Per cui il contribuente perderà le agevolazioni.

Nel caso invece in cui si affitti solo una stanza, l’immobile continua ad essere qualificabile come “abitazione principale” del contribuente (il quale continua ad abitarvi realmente) [2]. Pertanto in tale ipotesi non si avrà alcuna decadenza.

Il diritto alla detrazione degli interessi passivi sul mutuo, infine, permane fintanto che l’unità immobiliare viene adibita ad abitazione principale del contribuente o di un suo familiare: a questo scopo non è richiesto necessariamente che presso la stessa debba risultare stabilita anche la residenza anagrafica.

note

[1] Ag. Entrate circolare 69/E del 14 agosto 2002 .

[2] Anche alla luce della precisazione fornita in tema di Ici dal ministero delle Finanze con la risoluzione 19 novembre 1993 (protocollo 2/723) e del fatto che ai fini della dichiarazione dei redditi (modello Unico o modello 730) le istruzioni prevedono da tempo la casistica “abitazione principale parzialmente locata”.


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