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Imu e Tasi, saldo 2015: tutte le faq

7 dicembre 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 dicembre 2015



Saldo Imu e Tasi: chi deve pagare, quanto deve pagare, eccezioni e casi particolari.

Si avvicina il temuto momento del saldo dell’Imu e della Tasi: quest’anno sono esclusi dall’appuntamento con l’Imu, salvo alcune eccezioni, solo i proprietari di abitazione principale non di lusso. Dall’anno prossimo, se quanto previsto nella Legge di Stabilità 2016 verrà confermato, la Tasi sarà esclusa per la prima casa, e l’Imu sui terreni agricoli sarà cancellata.

Nel frattempo, la situazione relativa al pagamento del saldo rischia di essere caotica, a causa della sanatoria delle delibere comunali posteriori al 30 giugno, che avrebbe effetto soltanto dal prossimo gennaio, e rischierebbe di richiamare alla cassa, il prossimo anno, un gran numero di contribuenti: per evitare questo, si sta lavorando alle dovute modifiche. Dunque, per i contribuenti, è d’obbligo controllare le ultime delibere del proprio Comune, per calcolare il saldo.

In queste faq vediamo assieme esempi pratici, modalità di calcolo della tassazione, ed il trattamento dei casi particolari.

Come si calcola l’Imu della seconda casa?

L’Imu, per le abitazioni, si ottiene in questo modo: rendita catastale rivalutata del 5%, per 160; il risultato è la base imponibile, alla quale bisognerà applicare l’aliquota prevista dal Comune di appartenenza, per ottenere, appunto, l’Imu. Bisognerà comunque controllare se il Comune ha previsto esenzioni, franchigie o detrazioni, ed in quali casi.

 

So già che riuscirò a pagare la Tasi solo alla fine del mese, perché non riuscirò ad avere la tredicesima entro il 16: posso utilizzare il ravvedimento?

Per chi paga l’Imu, o la tasi, con un ritardo sino a 14 giorni, si può senz’altro utilizzare l’istituto del ravvedimento operoso: oltre all’imposta dovuta, il contribuente pagherà lo 0,2% per ogni giornata di ritardo.

Devo pagare ancora l’acconto Tasi, pari a 100 Euro, ed ho 180 giorni di ritardo: come calcolo ravvedimento ed interessi?

La sanzione per il ritardato pagamento, col ravvedimento operoso, per un ritardo da 91 giorni ad un anno è pari al 3,75% della somma dovuta, dunque, su 100 Euro, sarà pari a 3,75 Euro.

Oltre alla sanzione sono dovuti anche gli interessi, il cui tasso nel 2015 è sceso allo 0,50%.La formula per calcolare gli interessi, relativa a ogni annualità, è la seguente:

importo da pagare, moltiplicato per il tasso d’interesse, diviso 365, per il numero dei giorni di ritardo.

Per il lettore, che deve pagare 100 Euro di Tasi, con 180 giorni di ritardo, il calcolo sarà:

[(100x 0,50%):365]x180. Dunque si dovranno pagare 25 centesimi circa d’interessi.

Come calcolo l’Imu sul mio ufficio?

Il calcolo corretto della base imponibile Imu sugli uffici, che sono accatastati in A/10, è: rendita catastale, rivalutata del 5%, per il coefficiente , pari a 80 (non a 160 come per gli immobili ad uso abitativo). Su tale base imponibile andrà poi applicata l’aliquota prevista dal Comune in cui è ubicato l’ufficio.

Il mio comune ha cambiato le aliquote con una delibera tardiva, approvata dopo il 30 giugno: pago secondo la nuova aliquota maggiorata, oppure verso quanto liquidato in acconto?

Le delibere tardive dei Comuni sono state sanate, ma , per ora, l’effetto della sanatoria è spostato all’anno 2016, fatto che rischia di riportare alla cassa, con rimborsi o (più probabilmente) versamenti ulteriori , i contribuenti, l’anno venturo. Poiché si sta lavorando ad una celere modifica della questione, si consiglia di saldare quanto dovuto, compresa la differenza non versata in acconto, secondo le previsioni della nuova delibera.

Nella mia abitazione principale ho 2 garage, entrambi classificati come C/6: sono esenti dall’Imu perché non supero le 2 pertinenze come prima casa?

La normativa stabilisce un massimo di 2 pertinenze della prima casa esenti dall’Imu, ma con categorie catastali diverse. Pertanto, visto che i 2 garage sono entrambi in C7, uno sconterà l’Imu. Sarebbero stati esenti entrambi se una pertinenza fosse stata non un garage, ma un posto auto, classificato in C/7.

Io e mia sorella abbiamo ereditato la casa di famiglia al 50%: lei ci abita, per me è la seconda casa. Chi paga l’Imu e chi la Tasi?

L’Imu non deve essere pagata dalla persona che utilizza l’abitazione come prima casa, mentre deve essere pagata dalla sorella, comproprietaria, che la utilizza come seconda casa, ovviamente per il suo 50%. La Tasi dovrà essere pagata da entrambe, a meno che il Comune non abbia disposto un’esenzione per chi utilizza l’abitazione come seconda casa.

Io e mio fratello abbiamo ereditato, per la morte di nostro padre, una quota della casa dei nostri genitori, dove attualmente vive nostra madre: dobbiamo pagare Imu e Tasi?

Laddove anche l’abitazione fosse stata di proprietà soltanto del defunto padre, e non anche della madre, sorge il diritto di abitazione per il coniuge superstite. Pertanto i figli, pur avendo ereditato una quota della casa, non dovranno pagare né Imu, né Tasi. Il diritto di abitazione, invece, non sarebbe sorto se l’immobile fosse stato, prima della morte del defunto, di proprietà anche di terzi.

Ho un terreno agricolo, come faccio a sapere quanto devo pagare d’Imu?

La formula per trovare l’imponibile Imu, per i terreni agricoli, è: rendita dominicale, rivalutata del 25%, per 135. Su questa base imponibile dev’essere poi applicata l’aliquota prevista dal Comune in cui è ubicato il terreno.

Io e mio marito abbiamo la residenza in due comuni diversi: dobbiamo pagare l’Imu?

Se i coniugi possiedono due residenze diverse in due diversi Comuni, entrambi gli immobili possono essere considerati abitazione principale. Se, invece, risultano nello stesso Comune, soltanto una potrà essere considerata tale.

Ho visto che la delibera del mio Comune impone una Tasi del 3,3 per mille: ma il limite massimo non doveva essere pari al 2,5 per mille?

È vero, il limite massimo dell’aliquota Tasi è pari al 2,5 per mille, ma al netto della maggiorazione, nota come Super Tasi, che non può eccedere lo 0,8 per mille: pertanto, l’aliquota Tasi massima, sommata alla Super-Tasi, possono essere pari o inferiori al 3,3 per mille.

Il mio Comune, tra Imu e Tasi, mi fa pagare, sulla seconda abitazione, l’11 per mille: può farlo?

Una recente circolare del Dipartimento Economia e Finanze [1] stabilisce che, per il 2015, la somma di Imu e Tasi non possa superare il carico massimo della “vecchia Imu”, pari al 10,6 per mille. Pertanto, la delibera che stabilisce una somma dei due tributi pari all’11 per mille è illegittima, e deve essere impugnata.

Abito nella casa intestata a mio figlio, minorenne: chi paga l’Imu?

Poiché i genitori, sino alla maggiore età del figlio, possiedono l’usufrutto legale, saranno loro a dover pagare l’Imu, poiché l’usufrutto legale presuppone gli stessi obblighi dell’usufrutto.

Sono un avvocato: è vero che posso dedure l’Imu e la Tasi pagate dai redditi?

Chi esercita un’attività imprenditoriale o di lavoro autonomo può dedurre il 100% della Tasi ed il 20% dell’Imu, ma solo sugli immobili strumentali.

note

[1] Circ. n. 2 DF del 29/07/2014.

Autore immagine: 123rf com


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